lunedì 23 maggio 2016

Le poesie di Leo Sinzi: "Il fiume: passatista monti-mare"



Il fiume: passatista monti-mare

L'eco ruscella in pianto, materna Madonìa
che affidi al cieco invitto - vegliardo malandrino -
il figlio petralino.


Vien di conserva il cielo: mille conturbazioni
la luna che mi abbaglia, il verso dell'airone.


Eclissa il corso - ahimé! -, s'abbuia nelle ore
più tempestose, e allora
borboglio nel mio volo; m'ingrotto, poi riaffioro.

...


Trepido mi confondo con Dione, fausta diva
dell'acque e dell'amore. Profuma la sua valle
di tigli e fondi umori. Trascendo. Lascio un fiore.


Sull'ansa - che ricorre - sventaglio, incurvo. 'Fletto
l'ontano, il pioppo, il sàlice - l'opale d'arco. Gli ori
fluenti s'affamigliano, del sogno portatori.

...


I rivoli piovani s'attardano per via.


L'imboccatura scarto. D'impeto viro. Rabbia
discioglie la risacca: son dolce... lei m'insabbia.


(Un balenìo di stelle). Increspo verso il monte
e, riversando, spiro... cullato dalle onde.



Versi di Leo Sinzi




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1 commento:

Anonimo ha detto...

Evocativa. Sembra proprio la mia vita... sesso compreso.

Ambrogio