venerdì 27 maggio 2016

Curiosità palermitane: "Mercatino allo Svincolo Brasa-Basile?"


Il passaparola rionale dà per certo il trasferimento di uno dei tanti mercatini di quartiere nell'area privata stretta tra i confini sud-occidentali del Villaggio Santa Rosalia e Via Regione Siciliana - altezza Ponte Corleone. Sussurri e grida mi hanno fatto rivivere una estenuante, chilometrica coda sperimentata nel periodo natalizio - proprio in quel tratto di strada - al volante della mia sconfortevole utilitaria vintage. Allora ne era nato un post liberatorio che recitava pressappoco così:

"Oggi il Giornale di Sicilia ci informa che i Presidenti della terza e della quarta Circoscrizione hanno dichiarato che " la fiera di Natale, in prossimità dello svincolo di via Ernesto Basile, è inopportuna" [...]. "Ogni domenica il traffico si congestiona [...]. Era tutto bloccato dalla rotonda di via Oreto a Corso Calatafimi" e "non vi sono le condizioni minime di sicurezza né per i pedoni né per gli automobilisti [...]".

"L'esperienza è il tipo di insegnante più difficile, prima ti fa l'esame, poi ti spiega la lezione" diceva un grande saggio. Durante le precorse feste di Pasqua è nata una Fiera gastronomico-ludica, con annesso mercatino, su Via Regione Siciliana, dinanzi al Carcere Pagliarelli (sigh...), a due passi dal Ponte Corleone ed in corrispondenza dello svincolo Brasa-Basile che dalla Circonvallazione immette nel primo - per chi viaggia nella corsia direzione TP - e principale varco di accesso al Centrocittà.
Encomiabile iniziativa per muovere l'economia locale e regalare un po' di svago agli abitanti del Villaggio Santa Rosalia e non solo.
Tutto bene, allora? Ahimè no! A guastare l'efficiente macchina organizzativa hanno provveduto alcune centinaia di indisciplinati automobilisti  - assistiti da migliaia di parcheggiatori abusivi - che hanno pensato bene di lasciare le macchine sulla carreggiata, in seconda e terza fila, nelle bretelle dello svincolo e nel contiguo boschetto con prato simil-british (ri-sigh!), per poi invadere stabilmente la sede stradale con una massa bipede in entrata ed uscita dallo striminzito cancello della Fiera. Questa variabile indipendente si è rivelata alquanto sgradita agli altri conducenti che, assisi al volante ed incolonnati per chilometri, hanno agognato "protezione civile" e rientro a casa.
Il momento di biliosa vertigine (almeno un'ora), determinato da quell'immobilità forzata, tuttavia è stato mitigato - nei più - dalla ragionevole speranza che la triste esperienza non avesse a ripetersi per altre feste comandate... Invece, appropinquandosi il Santo Natale, ecco il candido attendamento rimaterializzarsi nello stesso identico luogo.
'U Zu Cecè, venditore (senza età) di cavolicelli e ramurazzi, strategicamente posizionato accanto ai ruderi della Chiesa della Madonna dell'Oreto - forse memore di antichi rintocchi -, sentenzia: "Non si sentinu li campani nichi quannu sona la cchiù granni". Cosa avrà voluto dire?


Sempre 'u Zu Cecè, che in questo inizio di stagione offre cucuzzi luogni e piessichi 'i Bivona, investito della questione, conciona: "altri tempi...  oggi -  per fortuna - il traffico nostrano, quello dei turisti diretti all'aeroporto e quello dei tir stracolmi di merci, al minimo accenno di ingorgo, trovano felice sfogo nella Circonvallazione pedemontana". A questo punto un clacson mi sveglia.


Post in dormiveglia di Leo Sinzi

Nessun commento: