lunedì 28 marzo 2016

Quartiere Militare San Giacomo, sul Cassaro


Una cospicua parte di quello che fu il Piano della Galca (dall'arabo al-halqah - "cinta o recinto" che chiudeva la Paleapolis) è occupata dal Quartiere Militare San Giacomo, un tempo sede di insediamenti civili. La destinazione dell'area come Riparo delle truppe spagnole di stanza a Palermo avvenne per volere di Emanuele Filiberto di Savoia (*1588 +1624) nelle funzioni di Vicerè del Sovrano spagnolo Filippo IV.  Emanuele non potè assistere agli sviluppi di tale iniziativa: perì di peste a soli 36 anni.
La zona militare - in epoca normanna attraversata dalla "Strada Coperta" - oggi è delimitata da alcune barriere (in parte coincidenti con quelle seicentesche) quali il Bastione San  Giacomo ed un breve tratto delle Mura Puniche a occidente, su Corso Alberto Amedeo; Piazza Peranni (Mercato delle Pulci) a settentrione; le mura di Via Papireto ed il Complesso Arcivescovile a oriente; il Cassaro (odierno corso Vittorio Emanuele) a meridione.
Il Quartiere - tuttora nella disponibilità dell'Arma dei Carabinieri -  viene aperto al pubblico in occasione di particolari  ricorrenze. In tali giorni è possibile ammirare, oltre la Sala della Memoria ricca di cimeli storici e divise d'epoca, veri e propri tesori architettonici e artistici. Ricordiamo la normanna Chiesa di Santa Maddalena; la quattrocentesca Chiesa di San Giacomo dei Militari;  la trecentesca Chiesa di San Paolo D'Alga; il monumento ai Bersaglieri del X e XVI Reggimento, cadunti in Albania durante la prima Guerra mondiale; l'ex Ospedale San Giacomo (XVI secolo) e tanto altro.


Uno dei tre varchi d'accesso al Quartiere di San Giacomo coincide con quello della Caserma - dedicata al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa - che si affaccia sul Cassaro. Il secondo affianca Porta Nuova (lato Corso Alberto Amedeo) ed il terzo si apre sul Mercato delle Pulci di Piazza Peranni. Il Complesso militare accoglie anche la Caserma "Calatafimi" sede del XII Battaglione Carabinieri Sicilia.





 










SX: Particolare dell'Edificio che ospita la Caserma "Carlo Alberto Dalla Chiesa", sede del Comando della Legione Carabinieri Sicilia. 

DX: Una delle antiche Porte della città: la "Nuova" a ridosso della Caserma.






 




Facciata dell'ex Ospedale San Giacomo. Dalla vasta superficie emergono le finte bugne che, composte a formare archi sulle finestre, raccordano le paraste e ne rivestono la parte inferiore. Sugli archi sono degli altorilievi trapezoidali, con motivo a squame, nel cui centro spiccano le conchiglie, simbolo che unisce i pellegrini al loro Patrono, sovrapposte alle tre spade poste a richiamare il carattere militare del nosocomio.
La capasanta o conchiglia di San Giacomo, facilmente reperibile sulle spiagge della Galizia (regione del nord-ovest spagnolo) veniva cucita dai pellegrini sull'abito e, oltre a testimoniare il fervore e la visita al sepolcro del Santo Apostolo San Giacomo il Maggiore in Santiago di Compostela, costituiva una sorta di lasciapassare da esibire  alle postazioni daziarie che incontravano sulla stada del ritorno.
La struttura fu pienamente operativa nel 1623. I lavori di costruzione - avviati nell'ultimo scorcio del secolo precedente - si protrassero per circa quaranta anni. Nel 1620 l'assistenza sanitaria si accompagnò a quella spirituale assicurata dall'attigua Chiesa di San Sebastiano che, all'atto della cessione all'Ospedale della Nazione spagnola, fu titolata al Santo protettore degli iberici. Trasferito il Sanatorio nella Casa dei Gesuiti di "San Saverio" (Albergheria), nel 1824 l'edificio venne adibito ad altri usi. Le sue sale, oggi, accolgono alloggi per militari.
Con l'unità d'Italia il Complesso fu acquisito al patrimonio dello Stato e, qualche lustro dopo, a quello della Provincia che vi insediò il proprio Organo esecutivo. Entrato nella disponibilità della Legione Carabinieri, vennero intrapresi lavori di ampliamento (1890 ca.) che interessarono anche gli antichi bastioni di Corso Alberto Amedeo, sui quali furono costruiti severi palazzoni di servizio.



Le finestre dell'ex Ospedale San Giacomo fruiscono della spendida vista di Villa Bonanno e del reale Palazzo dei Normanni.

 

 MURA PUNICHE E BASTIONE SAN GIACOMO


Le Mura in immagine, nel periodo punico, costeggiarono il Fiume Papireto (oggi interrato) al fine di  proteggere a settentrione l'agglomerato urbano (Paleopoli). Furono realizzati in conci di calcarenite, materiale proveniente dalla sponde del vicino Kemonia. Perfettamente assemblati, resistettero per secoli ai tentativi di invasione. L'area di cui trattasi fu denso insediamento di civili abitazioni anche sotto gli arabi per trasformarsi in cittdella fortificata in epoca normanna.

CHIESA DI SANTA MADDALENA











 











MONUMENTO AI CADUTI






CHIESA DI SAN GIACOMO DEI MILITARI





 






CHIESA DI SAN PAOLO D'ALGA





La Chiesa di San Paolo De Algas (quest'ultimo termine deriverebbe dall'arabo "Ahal", in italiano: "Alto"), al pari degli altri due templi succitati, si trova ai margini di quello che fu il Piano di San Paolo. Testimonianze di antichi cronisti la fanno risalire a tempi anteriori al 1312. Sarebbe stata la Cappella palatina della nobile Famiglia Frangipane.  A far data dal 1448 venne concessa alla Maestranza degli spadari. E stata restaurata più volte tra il XV ed il XVIII Secolo: evidente il rifacimento del prospetto in aderenza al gusto imperante all'atto della rivisitazione. Sottratta al culto, nel tempo ha avuto diverse utilizzazioni.
L'Interno era strutturato con due file di colonne a dividere le tre navate. Il Cappellone accoglieva il simulacro del Santo titolare mentre le Cappelle laterali custodivano le sacre immagini di Cristo Crocifisso e della Santa Madre.
La facciata, esposta ad est, è disegnata da sei paraste, con capitelli corinzi, nel primo ordine e quattro nel secondo. I timpani sul portale d'ingresso e sul finestrone sono, rispettivamente a triangolo ed a lunetta. Al centro del cornicione è un altorilievo in stucco raffigurante il braccio di San Paolo con la spada nel pugno. L'emblema è inscritto in un ovale, sovrastato da una testina alata, ed abbellito con festoni. Alle estremità del cornicione d'attico sono due statue di Santi.







Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)





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