domenica 14 febbraio 2016

Cattedrale di Palermo: "Le stanze del Tesoro"

Quanti intendono vivere una avvincente avventura culturale in terra sicula possono percorrere l'Itinerario Arabo-Normanno che si snoda, lungo il percorso dichiarato Patrimonio dell'Unesco, tra Palermo, Monreale e Cefalù. D'obbligo la visita alla Cattedrale di Palermo con la sua Cripta, le Cappelle che custodiscono le Tombe Reali e le Stanze del Tesoro. A queste ultime si accede tramite un passaggio ricavato nell'ala destra del transetto, riconoscibile dal pregevole simulacro marmoreo di Santa Rosalia (opera di Bartolomeo Travaglia - 1638) che accoglie i visitatori.
Nella foto di Leo Sinzi è visibile parte della Sacrestia dei Canonici con volta a crociera costolonata. 



La foto a destra mostra la statua marmorea della "Santuzza" - attribuita allo scultore Bartolomeo Travaglia (1638) - collocata all'ingresso dei locali del Tesoro sull'artistico basamento, in marmi mischi e tramischi, opera di Gaspare Guercio (*1611 +1679). A sinistra l'immagine di San Benedetto riprodotta su policrome mattonelle maiolicate.





Altre maioliche votive si possono ammirare sulle pareti del Vestibolo d'ingresso.



La ex Canonica offre allo sguardo ammirato del visitatori due splendidi portali cinquecenteschi (nei timpani dal frontone curvilineo:" Dio Padre e Madonna tra Angiolini")  frutto del talento di Vincenzo Gagini (*1527 +1595), figlio d'arte del grande Antonello.





Teca con la famosa Corona di Costanza d'Aragona. Una gentile Guida, dall'eloquio forbito, informa gli astanti che il prezioso manufatto si compone di "oro, argento dorato e filigranato, smalti, perle, pietre policrome (1220-1222 ca.)". Presenta altresì una iscrizione in caratteri neskhi (scrittura corsiva adottata in Persia dal XIV secolo): In Dio Isà Ibn Gibair s'affida.


Pannelli multilingue illustrano i diversi pezzi di cui si compone il Tesoro.


Incassato nella parete d'ingresso  della Cattedrale è il Sarcofago di epoca romana con le spoglie di Costanza II d'Aragona (1183-1222), figlia di Alfonso II d'Aragona detto "Il casto", Sorella di Pietro II d'Aragona, Vedova di Re Emerico d'Ungheria, Regina di Germania e di Sicilia. Fu la prima moglie di Federico II. Il coperchio del sarcofago reca una mirabile, affollata scena di caccia. Durante la prima ricognizione della tomba, nel 1491, fu rinvenuta la corona, corredata di cuffia con ornamenti in oro e pietre preziose che, a decorrere dal 1781, fu trasferita nella stanza del tesoro.


L'argenteo carro con la Santuzza (Santa Rosalia patrona di Palermo).


- Cofanetto in avorio dipinto - sostegni in rame dorato - Bottega islamica siciliana - Sec XIII.
- Coppia di Medaglioni a stella: argento dorato e smaltato - Sec. XIII.
-  Anelli della Regina Costanza - Tiraz (officina reale) - XIII Sec.
- Placca della Regina Costanza: argento con incisione - Sec. XIII. 
In basso:
-  Reliquiario dei Santi Cosimo e Damiano - Argento e bronzo - opera di argentiere toscano - Sec XIV.
- Tempera su tavola con Madonna Advocata o Haghiosoritissa - dipinto bizantino - argentiere siciliano - Sec. XII e XVI.
(Dati  sinteticamente tratti dai pannelli illustrativi siti in loco).


 Madonna Advocata o Haghiosoritissa (Epoca bizantina)





SX: Argentiere palermitano (1669-70) Immacolata ( "argento sbalzato, cesellato, inciso e con parti fuse").
DX: Argentiere palermitano (1724-25) Reliquiario di Santa Rosalia ( "argento sbalzato, cesellato, inciso e con parti fuse").
(Dati  sinteticamente tratti dai pannelli illustrativi siti in loco).






SX
- Calice dell'Orafo Camillo Barbavara - Sec. XVII.
- Mitra del Cardinale Giannettino Doria (1608-1642) - per altri, dell'Arcivescovo Carondelet - seta ricamata con oro e pietre preziose  (perle rubini, turchesi, berilli ecc.)  Sec. XVII.
Pisside La Rosa- Spatafora.
DX:
- Di Raimundo- Gili (1532) - Reliquiario del braccio di Sant'agata ("argento sbalzato, cesellato ed inciso con parti fuse")
.(Dati sinteticamente e in parte tratti dai pannelli esplicativi  siti in loco).



Paliotto Carondelet (Arcivescovo) Sec. XVI. Velluto con ricami in seta e oro con perline, grani di corallo e smalti traslucidi. Le aquile sono in lamina d'argento dorato. Le corolle dei fiori sono realizzate con pietre preziose. La Madonna al centro della composizione è in lamina d'oro; gli angiolini intorno sono d'argento.


I portali gagineschi incorniciano le porte finemente intarsiate ed artisticamente lavorate da Vincenzo Pernaci (1569).


Particolare del portale gaginesco.


In asse con la ex Canonica è l'Antica Sacrestia. Segue la Cappella del Tesoro.











Cappella del Tesoro. Sull'altare in marmi policromi è La Madonna della Scala di Antonello Gagini (*1478 +1536). Nella lunetta sopra la trabeazione è L'Eterno Padre (XVIII Sec. Scultore siciliano).


Paliotto con Santa Rosalia. Tempera su tela (fine '600 albori '700). 


Il paliotto seicentesco con la Santuzza decora il fronte dell'altare maggiore in occasione del Fistinu





SX:
- "Argentiere italiano - Reliquiari a busto dei Santi Carlo Borromeo e Filippo Neri - bronzo dorato- ante 1718". 
- Pisside portaviatico - argento dorato - prima metà Sec. XVII.
 In basso:
- La Villa:  Reliquiario del Rosario di Santa  Rosalia - argento sbalzato e cesellto - donato dalle monache di Santa Caterina d'Alessandria -1802. 
- Argentiere palermitano: Reliquiario del dente di Santa Rosalia -argento sbalzato e cesellato fuso e inciso - 1686-87.
- Guttadauro: Reliquiario del dente di Santa Rosalia - argento sbalzato e cesellato fuso e inciso - 1730. (Dati sinteticamente tratti dai pannelli illustrativi siti in loco).
DX:
 Arca reliquiaria in argento cesellato e inciso, posizionata su fercolo ligneo con intagli dorati tra i quali spicca la grande Aquila bicipite: insegna della "Maramma" (Fabbriceria della Cattedrale palermitana).





L'Antititulo: altissimo locale absidato, di forma quadrangolare, dotato di grande oculo, aperture ad arco ogivale, loggetta di coronamento e muqarnas angolare. Da questo vano si diparte la scaletta che conduce alla Cripta.


Ricchissimo portale gotico-catalano (quattrocentesco) che dalla Sacrestia dei Canonici immette nell'Antititulo della Chiesa Normanna.


La teca posta nel vano dell'Antititulo custodisce un prezioso paliotto del XVII secolo - manifattura siciliana - in taffetas laminato e con applicazione di granati; Quattro vasi  (XIX) di argentiere palermitano in argento sbalzato, cesellato,  con  inciso lo stemma del Cardinale Celesia; Tre Cartegloria (tabelle liturgiche della messa tridentina) in argento (XX secolo) di argentiere palermitano - dono di G. Lo Galbo.



Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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