sabato 27 febbraio 2016

Cattedrale di Palermo: "La Cripta"

 
La Cripta della Cattedrale di Palermo, secondo alcuni studiosi, recherebbe tracce della Moschea Gami che gli Arabi - dopo la presa della città (831) - costruirono, a loro volta modificando la preesistente Chiesa (604). L'attuale distribuzione degli spazi risalirebbe al tempo della costruzione del Duomo voluto, nel 1176, da Gualtiero Offamilio, già Decano della Chiesa di Agrigento, Arcivescovo di Palermo dal 22 giugno 1168 al 1190 e Precettore (nonchè Consigliere) di Guglielmo II il Buono. L'alto prelato, nel 1185, titolò il Tempio a Maria Assunta.

La tomba quattrocentesca (n.18) - in primo piano nell'immagine - custodisce le spoglie di Simone Boccadelli di Bologna (*1419 +1465), Arcivescovo dal 1446; Presidente del Regno di Sicilia dal 1450 al1451 e dal 1456 al 1465; Committente del portico meridionale del Duomo (1450) e del Palazzo Arcivescovile (1460).






L'antico vano cimiteriale è raggiungibile tramite una scaletta che si diparte dall'Antititulo della Cattedrale gualteriana. I restauri del turriforme locale, succedutisi nel tempo, mostrano la nudità dei conci di tufo movimentati dall'altissima abside, dal muqarnas angolare, dal grande oculo, dalla loggetta di coronamento e da diverse finestre ogivali.

 

SX: L'angusto andito che unisce l'Antititulo gualteriano al sotterraneo.

DX: La Cripta è percorsa da una ampia galleria con sette nicchioni, che ospitano altrettante tombe, allineati lungo la parete orientale e vasti ambienti, a ridosso della parete occidentale, nei quali si incunea l'enorme mole convessa dell'abside maggiore della sovrastante Cattedrale. Il sotterraneo dal 1728 accoglie ventidue sepolcri di religiosi mentre uno è stato concesso ad una personalità laica. Le sepolture, talvolta rivisitate con lavoro di scalpello, sono quasi tutte di epoca greca, romana e paleocristiana.  Le volte sono a crociera composte da conci di calcarenite e sostenute da quattordici colonne in parte di "granito egizio" e in parte di marmo  grigio (quest'ultima pietra proveniente dal vicino Monte Billiemi), con capitelli dalle decorazioni non omogenee che fanno pensare alla loro appartenenza a preesistenti edifici. I visitatori (quali il sottoscritto) vengono resi edotti della storia e dell'architettura del luogo dalle Guide e dai cartelli esplicativi che corredano tombe, corsie e locali.


Nella Cripta è possibile ammirare le propaggini delle superiori absidi. 

 
Un coperchio a sezione triangolare, decorato con una cornice musiva policroma, caratterizza la tomba (n. 16) del fondatore della Cattedrale di Palermo, l'Arcivescovo Gualtiero Offamilio (+1190).
Notizie storiche e curiosità sull'alto prelato nel mio Post del Dicembre 2009.



 

SX: n. 7 - Avello di epoca romana con altorilievo sul fronte esposto: teoria di Muse in tunica che guidate da Apollo incoronano il Poeta seduto sul margine destro mentre la moglie, parimenti assisa, lo osserva dal lato opposto. Ospita Arcivescovo.

DX: n. 9 - Urna di epoca romana con i resti di Federico d'Antiochia (*1259 +22 luglio1305), Conte di Capizzi, unico laico ospitato nella Cripta del Duomo palermitano, forse in quanto  figlio di Corrado e nipote del più conosciuto Federico d'Antiochia (+1256), Conte di Albe, Celano e Loreto, figlio naturale dell'Imperatore Federico II di Svevia o  forse in quanto fratello degli Arcivescovi palermitani Bartolomeo e Francesco, sepolti vicino al congiunto.
Il bassorilievo reca un tondo centrale con Cristo benedicente; ai lati Maria e L'Arcangelo Gabriele compngono l'Annunciazione. Alle estremità sono gli scudi con le insegne del committente, sovrastati da serafini.




Il loggiato sul lato occidentale (SX) ed i nicchioni su quello orientale (DX).


N. 13 - Sarcofago dell'Arcivescovo Pietro Tagliavia d'Aragona (+1558). Visse l'esperienza del Concilio ecumenico di Trento (1545-1563). La tomba paleocristiana di epoca romana  è decorata con i dodici Apostoli in processione per il trionfo della Croce (Croce sovrastata da corona d'alloro sorretta con il becco da due colombe).



N. 17 - Sepoltura dell'Arcivescovo Ugone (+ 1150), ricordato per aver fatto traslare le spoglie di Santa Cristina da Bolsena a Palermo e per aver tramato con Matteo Bonello per deporre il Sovrano Guglielmo I, detto il Malo. Una leggenda accosta il potente prelato all' elsa affissa sul portone dell'Arcivescovado.
Il frontespizio mostra rilievo con due esseri alati che sostengono un tondo con il Cristo benedicente; in basso, ai lati del mascherone, sono la Dea Cerere (Madre Terra) con cornucopia ed il Dio di tutte le acque, Oceano, con il simbolico pesce e la coda di tritone; alle estremità sono i busti di Diana e Apollo.


N. 12 - Sepolcro di epoca greca antica dell'Arcivescovo Giovanni Paternò (+1511). Vescovo di Malta dal 1470 e Arcivescovo di Palermo dal 1489.
 La scultura sul coperchio - raffigurante il Presule in abiti pontficali - si deve al talento di Antonello Gagini (*1478 +1536). Al centro del frontespizio è lo stemma della Famiglia Paternò; ai lati 6 giovinetti sono impegnati in offerte rituali. La tomba è collocata sul lato orientale, in posizione centrale, all'interno del nicchione più grande.



 SX: Il sarcofago n.19 di epoca romana è quello dell'Arcivescovo Giovanni Orsino (+1333). Gli scudi sul coperchio recano l'emblema della sua Famiglia. Al centro del frontespizio emerge una figura a mezzobusto vestita di toga.

Altre tombe custodiscono i resti di eminenti Prelati:
n.4) - Arciv. Francesco d'Antiochia (+1320) , fratello dei succitati Federico e Bartolomeo; 
n.8) -Vescovo Nicodemo (1065-1083), greco, nel 1072 reinsediato nella chiesa - trasformata in moschea dagli arabi - dai fratelli, condottieri normanni, Conte Ruggero e Roberto il Guiscardo. Nicodemo morì nel 1083;
 - Nicolò Tedeschi (+1445), Arcivescovo dal 1434;
- Diego Aedo (+1608), ex inquisitore di Sicilia;
- Francesco Orosco e Arzes (+1611).





SX: n.5 - Catafalco marmoreo (gaginesco) di Ottaviano Preconio, Arcivescovo di Palermo dal 1562 al +1568.

DX: n. 6 - Sepoltura di epoca romana. Gli spioventi del coperchio recano, in altorilievo, una sorta di alligatore o forse drago.


 
La corsia principale della Cripta.


 

SX: n.21 - Urna d'epoca romana del Cardinale Giannettino Doria (+1642), Arcivescovo della città al tempo del ritrovamento delle reliquie di Santa Rosalia, avvenuto il 15 luglio 1624. Luogotenente del Vicerè. La sua mitra tempestata di pietre preziose è custodita nelle Stanze del Tesoro. Sui lati stretti della tomba sono scolpiti due grifi che dominano un ariete.

DX: n. 11 - Sepolcro dell'Arcivescovo Bartolomeo d'Antiochia (+1311) di epoca romana. Decorazione con motivo ad onde al centro del quale è scolpita una porta con quattro teste d'ariete. Colonnine sugli spigoli. Coppia di stemmi degli Antiochia sul coperchio e maschere angolari.





SX: n.3 - Tomba greca con la salma dell'Arcivescovo Cesare Marullo (+1588). Fondatore del Seminario di Palermo. Il bassorilievo descrive una caccia al cinghiale di Calidone.

DX: Locale attiguo alle fondamenta dell'abside della Cattedrale di cui - in secondo piano nella foto - si nota la curvatura parietale.  Quattro sepolture sono collocate sotto gli archi ogivali (il catafalco al centro della foto (n. 15) appartiene all'Arcivescovo Ticio de' Rogereschi del Colle, (1295 +1304). In primo piano uno dei capitelli tratti da edifici dismessi.





La galleria affiancata dai monumenti funebri si chiude a meridione con un altare marmoreo impreziosito da decorazioni musive tratte - a detta degli esperti - dal trono arcivescovile che un tempo fronteggiava quello del Re (tuttora esistente) nel presbiterio della Cattedrale. L'altare, che nella prima metà dell''800 venne addossato alla parete per occultare un passaggio verso l'esterno, è dedicato a San Cosma, Arcivescovo africano. 


Un tratto della Cripta visto dalla scala che immette nel tunnel - parzialmente visibile nella foto a destra - che conduceva al Presbiterio. Tale Galleria probabilmente si raccordava esternamente con quella arteria di cui scrissero illustri viaggiatori, cronisti e storiografi, quali Ibn Jobair (XII Sec.), Ugo Falcando (1190), Tommaso Fazello (frate dominicano 1498-1570), Giovan Francesco Pugnatore (1583), Vincenzo Di Giovanni (vissuto a cavallo dei secoli XVI e XVII, morto il 1627), Michele Amari (1880), conosciuta come la "Via Coperta" - ad uso del Sovrano con la sua corte - che partendo dalla Torre Pisana del Palazzo Reale si estendeva fino a Porta Sant'Agata (a quel tempo ubicata nei pressi del sito ove tutt'oggi sorge la Chiesa di Sant'Agata alla Guilla), passando per l'Arcivescovado Vecchio e - per l'appunto - la Cattedrale.



La Cripta della Cattedrale si distingue da analoghe strutture cimiteriali presenti nei sotterranei delle chiese cittadine per essere interrata solo parzialmente. I suoi locali infatti ricevono luce ed aria da due finestrelle quadrate aperte su Via dell'Incoronazione (dirimpetto la Chiesa di Santa Maria di Monte Oliveto o Badia Nuova) ed altre su Piazzetta Sett'Angeli. Le volte a crociera esternamente sono coperte da un vasto terrazzo che avanza per una dozzina di metri oltre le absidi del Tempio normanno. La foto di Leo Sinzi (SX) mostra la corsia pricipale della Cripta vista dall'esterno attraverso una delle finestre (foto di DX) di via dell'Incoronazione.

Sul fondo della galleria è visibile la finestrella con ampia strombatura che riceve aria e luce da Via dell'Incoronazione.




Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

Questo Blog, fermo restando quanto puntualizzato nelle "avvertenze", consente la copia di proprie foto e scritti per finalità esclusivamente personali e "non commerciali" CON OBBLIGO DI CITAZIONE DELLA FONTE: «www.palermodintorni.blogspot.it».
La copia è parimenti negata a chi, a qualunque titolo, intenda farne uso a scopo di lucro.
Si ricorda che la violazione del diritto d'autore (copyright) è perseguibile a norma di legge.

Nessun commento: