lunedì 14 dicembre 2015

Teatro Biondo


Il teatro in stile classico-eclettico  fu voluto nel 1903 dal facoltoso Avvocato Andrea Biondo, unitamente ai fratelli imprenditori Luigi ed Eugenio, di cui assunse il nome. Il progetto venne affidato all'Ing. Nicolò Mineo. Le strutture metalliche commissionate alla Fonderia Oretea, conosciuta per aver realizzato la copertura in tralicci di ghisa, i lampioni (e quant'altro) del Teatro Politeama Garibaldi. I decori pittorici sorsero dalle mani e dall'estro di artisti che già si erano distinti nell'addobbo del Politeama, quali Salvatore Gregorietti (*1870 +1952), Francesco Padovano (* 1842 +?), Carmelo Giarrizzo (*1850 +1917) ed altri. La costruzione, avviata nel giugno del 1902 fu ultimata l'anno successivo. Lo stesso anno - il 15 Ottobre - vi fu l'inaugurazione con la partecipazione della Compagnia del grande attore drammatico Ermete Novelli (*1851 +1919) che portò in scena Papà Lebonnard di Jean Aicard ed, a seguire, Il Burbero benefico di Goldoni. La facciata è, dominata da quattro enormi timpani: uno triangolare al centro e tre curvilinei a comporre l'angolo meridionale e ad abbellire il margine settentrionale. L'ingresso, colonnato, è sovrastato dall'elegante loggetta tripartita. In origine l'accesso principale era posto su via Venezia e immetteva, in un tripudio di marmi gialli di Segesta, Rossi di Castellammare e bianchi di Carrara, nella grande sala da cui si dipartiva una delle scale per il piano superiore. Le aperture poste agli estremi del prospetto sono protette da pensiline in ghisa e vetro.

I quattro grandi frontoni della facciata sono decorati con mascheroni tragici. Quello centrale è tricefalo.







 Busti di Andrea Biondo (SX) ed Ermete Novelli (DX); collocati, rispettivamente, nella sala d'ingresso ed ai piedi dello scalone monumentale.


 
Scorcio dello scalone che conduce ai palchi ed al loggione. La volta a crociera è sostenuta da colonne di marmo rosso.


La foto di Leo Sinzi mostrano la grande sala spettacoli a "ferro di cavallo" (estensione massima metri 22X22) che può ospitare fino a 888 spettatori tra platea, palchi e loggione. Le decorazioni (restaurate) sono di impronta liberty.


Palcoscenico di 23 metri per 15 con ribalta di circa 11 metri.








I due ordini di palchi el il loggione.






Attrezzi di scena che imitano il fruscio del vento ed il rombo del tuono.


Una sala del  Teatro di prosa palermitano ospita una mostra di abiti di scena, accessori vari e foto d'epoca forniti dal Museo del Costume e della Moda siciliana.

















SX: Lunetta sopraporta. DX.: Proiettore cinematografico vintage.











Il busto di  Giorgio Strehler si trova nell'omonimo locale che funge da foyer della seconda sala adibita a spettacoli alternativi.






L'addobbo decorativo parietale del Foyer della Sala grande da qualche anno è tornato a nuova vita grazie all'opera di eminenti restauratori.


La platea ed il palcoscenico visti dal foyer.



Per diversi lustri, la Struttura - ubicata ad angolo tra le Vie Roma e Venezia -, per esigenze commerciali, venne adattata a cinema. Margherita Biondo, nel 1968, volle affidare alla Fondazione Andrea Biondo il rinato Teatro che, nel 1986, diventò "Stabile".



Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

Questo Blog, fermo restando quanto puntualizzato nelle "avvertenze", consente la copia di proprie foto e scritti per finalità esclusivamente personali e "non commerciali" CON OBBLIGO DI CITAZIONE DELLA FONTE: «www.palermodintorni.blogspot.it».
La copia è parimenti negata a chi, a qualunque titolo, intenda farne uso a scopo di lucro.
Si ricorda che la violazione del diritto d'autore (copyright) è perseguibile a norma di legge.



Nessun commento: