domenica 18 ottobre 2015

Palermo che NON vorrei: "No foto a Palazzo Branciforte!"

Bella mattinata di sole, temperatura mite, adattissima per percorrere Le Vie dei Tesori artistici palermitani. Macchinetta fotografica rigorosamente analogica in saccoccia, mi presento di buonora dinanzi al cinquecentesco palazzo Branciforte. Desidero immortalare l'anima dell'edificio, cioè quella trama di altissime impalcature lignee che, corredate di scaffalature numerate, conservarono i beni non preziosi (materassi di lana, biancheria, attrezzi da cucina, eccetera) di coloro (700 al giorno?) che, a far data dal 1801 e fino all'ultimo scorcio del XX secolo, varcarono il portale bugnato del Monte dei Pegni Santa Rosalia per ricevere, in pecunia, il credito necessario a riempire lo stomaco dei figli... almeno per qualche giorno.
Rinfrancato dal recente Decreto "Art Bonus" del Ministro Franceschini che concede ai visitatori di scattare liberamente foto nei musei - niente flash, stativi o treppiedi -, purchè per uso personale  e comunque senza scopo di lucro, (esclusi i beni archivistici e librari), faccio qualche istantanea all'esterno, pregustando le suggestive inquadrature dell'interno.
Trepidante, mi accollo un'oretta di fila, quindi mi appresto a salire i gradini che conducono alle agognate sale parzialmente ricostruite dopo il devastante incendio seguito ai moti rivoluzionari del 1848. 
I danni inflitti dai bombardamenti dell'ultima guerra mondiale sembra che siano percepibili solo nel candido locale, con volte sostenute da una miriade di grigie colonne di Billiemi, che ospita  reperti archeologici di epoca preistorica, greca, magnogreca, siceliota, ecc..
Una graziosa Guida, dopo aver accolto il mio Gruppo con gentilezza ed eloquio forbito, mi gela - unitamente alla macchina fotografica - con un perentorio: "è vietato fotografare!". Sono tentato di fare marcia indietro, ma la muraglia umana rende ardua l'impresa. "Pazienza" mi dico, "sul Blog (personale e senza scopo di lucro) - forse - racconterò tutto ciò solo con le parole". 
Un giovanotto armato di teleobiettivo 1200-1700 mm mormora sconsolato: Promuovere i beni culturali anche attraverso l'uso dell'immagine prodotta dal fotoamatore? Splendido proponimento. Si potrà mai realizzare appieno in questo Paese?... nel frattempo mi consolerò con qualche scatto alla Venere di Botticelli.


















Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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