giovedì 25 giugno 2015

Palazzo Ziino: "Immagini"

Palazzo Ziino si trova in Via Dante 53, a pochi passi dal Teatro Politeama. Prende il nome dal primo proprietario, l'Avvocato Ottavio Ziino. La costruzione risale al 1895 e fu progettata dall'Architetto Nunzio Ziino, fratello di Ottavio, il cui estro creativo emerge nitido dall'originale prospetto.
Le decorazioni interne vennero affidate ad architetti ed artisti che si erano già distinti negli addobbi del Teatro Politeama e del Teatro Massimo: ricordiamo l'Arch. Ernesto Basile (*1857 +1832), maestro dell'Art Nouveau, ideatore dei tendaggi;  l'Arch. Giuseppe Damiani Almeyda (*1834  +1911) per i disegni dei camini; Giuseppe Enea (*1853 +1907) per le variopinte cortine parietali; e poi (1895) Rocco Lentini (*1858 +1943)  per i sopraporta (non più esistenti);  Francesco Padovano (*1842 +?) e De Micheli che curarono le parti pittoriche tra cui il soffitto della "Sala dei Ventagli" (il Lentini) ed il "Salone" (il Padovani).
L'edificio, dallo stile classico con richiami liberty, fu studio dell'Avvocato Ziino e dimora della sua famiglia per oltre mezzo secolo. Nell'immediato dopoguerra vi si insediò un partito politico di ispirazione cristiana. Nei primi anni sessanta entrò nella disponibilità dell'ENPAS. Seguì in periodo di abbandono ed incuria con conseguenti espoliazioni e vandalismi. Acquisito dal Comune nel 1985, è stato recuperato con interventi di restauro durati quasi un decennio e quindi destinato a Galleria Comunale d'arte.
Oggi ospita, al primo piano, una Gipsoteca (museo che raccoglie modelli e calchi di gesso di circa settanta opere di grandi artisti, in prevalenza siciliani attivi tra la fine dell'800 e gli albori del '900); al secondo piano sono i locali destinati ad esposizioni, mostre, ed altri eventi culturali; all'ultimo piano la Biblioteca multimediale (Mediateca) con decine di postazioni a disposizione degli avventori.


























FACCIATA: Il piano terra presenta finestroni con struttura ad  arco centrico in duplice cornice e bugne di contorno; i parapetti sono reticolari a losanghe. I tre ordini superiori iniziano dal basso con la balconata del piano nobile che si allunga, senza soluzione di continuità, per gran parte della facciata. Le aperture sono sovrastate da tre timpani a lunetta al centro e due triangolari alle estremità. Balaustrini e cimase dei balconi del secondo ordine riprendono il motivo della balaustra inferiore, mentre l'ultimo piano è alleggerito da semplici ringhiere  simili - nel materiale (ferro battuto-marmo), non nella forma - a quelle più elaborate del fronte laterale prospicente su Via Giuseppe De Spuches.
Inusuali le semicolonne corinzie che legano  primo e secondo ordine. Da esse dipartono le paraste che culminano nel cornicione dalle linee spezzate.
Il lungo andito d'accesso conduce al cortile interno. Un tempo portava anche alle scuderie ed allo studio di pianoterra dell'Avvocato Ziino.






Elementi degorativi di gusto liberty floreale si riconoscono nel pavimento dell'androne e nella ringhiera dello scalone.


 Le tre foto che seguono mostrano tratti dell'apparato decorativo parietale delle varie sale, tra cui quella detta "pompeiana".



La Naiade: affresco del pittore De Micheli nel soffitto della sala che precede il salone.


Nelle sale della Gipsoteca del piano nobile si possono ammirare numerosi modelli in gesso di opere, talvolta  legate a momenti storici, di artisti siciliani. Tra gli altri: Mario Rutelli (*1859 +1941), Benedetto Civiletti (*1845 +1899), Antonio Ugo (*1870 +1950), Ettore Ximenes (*1855 +1926), Filippo Sgarlata (*1901 +1979), Domenico Costantino (*1840 +1915), Nino Geraci (*1900 +1980).




Nella foto a sinistra Ragazzo seduto che legge di Benedetto Civiletti. A destra, modello in gesso per  Il  pescatorello di Benedetto Civiletti. L'opera, purtroppo vandalizzata, è posta ad ornamento di una fontana di Villa Giulia.





AGAR di Ettore Ximenes








SX: Busto di Francesco Paolo Perez scolpito da Rosario Bagnasco. DX: Busto scolpito da Ettore Ximenes.


Busto d'uomo di Mario Rutelli







A DX Opera di Domenico Costantino (* 1840 +1915) che rappresenta Santa Chiara che espone l'ostensorio con il SS. Sacramento.


Il Salone con i riquadri parietali damascati ed il soffitto - trattato con tecnica a trompe l'oeil - nel centro del quale è affrescato un nudo di donna tra farfalle (non visibile nella foto di zio-silen), opera di Francesco Padovano.










Opera di Bernardo Balestrieri (*1884 +1965)







SX: Gruppo scultoreo di Benedetto Civiletti.



Opera contemporanea di Emilio Isgrò: grande libro dal quale fuoriescono nugoli di formiche (simbolo di conoscenza e di scambio culturale) e vanno a colonizzare altri spazi, qui rappresentati dalle candide, accoglienti pareti della sala.





In primo piano il modello in gesso dell'Archimede di Benedetto Civiletti. L'opera finale è conservata nell'omonima sala di Palazzo dei Normanni.


Opera di Benedetto Civiletti.







Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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