sabato 30 maggio 2015

UN PALERMITANO A... Piazza Armerina - Villa Romana del Casale







 La Palestra biabsidata era un salone di transito verso le terme. Il mosaico rappresenta una corsa di quadrighe nel Circo Massimo. La "spina" centrale divide in due parti uguali il campo





Peristilio Ovoidale del lato sud



 
SX: Triclinio triabsidato in asse con il Peristilio Ovoidale.





Mosaico esterno





Ambienti, con antiche vestigia, affacciati sul Peristilio ovoidale.


In questo riquadro, incorniciato da losanghe esagonali con fiore stlizzato al centro, si notano dei personaggi disposti su due piani. Uno indossa il clavus sulla tunica, come segno di prestigio sociale. E' precceduto dal barbuto lampadarius (reggitore di fiaccola).

Componimento musivo a motivi geometrici: losanghe dentellate e quadrati con cornice greca formano stelle ad otto punte bordate di trecce a doppio capo che, a loro volta, chiudono ottagoni recanti  disegni quali la raggiera multicolore o l'intreccio di tre corone policrome ad otto allargato.



I bracci del Peristilio quadrangolare recano una lunga sequenza di corone circolari inscritte in quadrati ai cui angoli sono posizionati uccelli alternati a foglie d'edera con tralci a forma di M. Secondo una teoria le iniziali di tali simboli formerebbero un acrostico (Aurelius Valerius Imperator Suffectus Maximianus Herculius) con il nome del possibile committente: l'Imperatore Massimiano (Herculius) nato nel 240 ca. morto nel 310.







Peristilio quadrangolare: porticato con colonnato perimetrale. Intorno ad esso sono posizionati i principali ambienti della nobile dimora. La corte presenta una enorme fontana a tre vasche. In primo piano, parzialmente chiuso dal muretto, è il Tempietto di Lari. Nel Peristilio si svolgeva anche il rito dellla passeggiata rilassante con gli ospiti (deambulatio) impegnati in dotte conversazioni.








Pavimento musivo dell'Ingresso privato alle terme
che riproduce la Domina in corteo con servitori e ancelle. All'esterno: corsa di bighe.












Stanze di servizio con mosaici a motivo geometrico.



Sala delle Stagioni: i tondi inscritti in stelle a sei punte mostrano animali tra le Quattro Stagioni riconoscibili dagli ornamenti del capo: rami spogli (Inverno); grappoli d'uva (Autunno); spighe (Estate); fiori (Primavera).



Sala della piccola caccia: Banchetto dei cacciatori al centro. Le altre sono scene di caccia.


























1) Due cacciatori a cavallo spingono tre cervi nella trappola delle reti.  2) Uccellatori (uno con falcone sulla spalla) scrutano l'albero in cerca di tordi.  3) Reazione dell'animale ferito. 4) Cani da caccia al guinzaglio e portatori con la preda: un cinghiale.

 
Nella foto di zio-silen è visibile una delle due colonne ioniche nell'ingresso della Sala della piccola caccia.




Quarta stanza dell'Appartamento privato: Amorini pescatori.



Stanza di servizio dell' Appartamento padronale: scacchiera in cui i quadrati costituiti da trecce a doppio capo si alternano a rombi con nastro interno e pelte agli angoli esterni.



Ambulacro della grande caccia (60 metri ca.): enorme corridoio interamente coperto da mosaici che raccontano della cattura e del trasporto degli animali esotici da inviare a Roma per gli spettacoli nel circo.















 Grande Basilica (30 metri ca) con ingresso lungo l'Ambulacro.


Un tratto dell'Ambulacro. Diversi elementi ivi effigiati rimandano anche alle conquiste territoriali dell'Imper romano in Africa, in Egitto ed in Oriente.







 











Una Navis actuaria per il trasporto degli animali catturati.



Un uomo, con manto a decori geometrici, copricapo, e bastone a fungo, spalleggiato da due protectores, potrebbe rappresentare un personaggio di alto lignaggio, forse il Dominus della dimora patrizia.



Parte finale dell'Ambulacro (lato sud) con scene ambientate in India.



L'immagine femminile raffigurata nel pavimento dell'abside meridionale dell'Ambulacro ha diviso gli studiosi che vi hanno scorto talora l'allegoria dell'India (anche per la presenza di tigri ed elefante) talaltra l'Etiopia (per il ramo di incenso sorretto con la mano destra e la mitica fenice ritenuta di origini etiopi. 



Diaeta di Orfeo. Il cantore e poeta (al centro) è circondato da una moltitudine di animali di diverse specie.
Apollo Liceo, dio delle arti, - rappresentato nel simulacro accostato all'abside -, secondo il mito, donò la cetra ad Orfeo. Nel locale si allietavano gli ospiti con musica e banchetti.

 

Locale oggi conosciuto come "Sala delle ragazze in bikini". Ovviamente non si tratta di costumi da bagno ma dell'essenziale abbigliamento delle atlete durante le gare: Strophium (pezzo superiore) e Subligar (inferiore).
La fascia più bassa del mosaico inizia col descrivere la premiazione della vincitrice della corsa con i cerchi. La giovane riceve una corona di rose ed una foglia di palma.





 


 




Mosaico con la rappresentazione del gioco con la palla.




Sala di Pan: il mosaio cdescrive il dio Pan tra Menadi e Satiri. Un uomo, abbigliato di pelle di leopardo, regge il bastone detto pedum, elemento iconografico riconducibile al culto di Dionisio.







Cubicolo degli artisti: la foto sopra illustra il mosaico della Sala absidata in cui si racconta la gara tra giovani artisti (poeti, attori, mimi, musici). Si riconoscono strumenti quali la cetra ed il tympanum.


Vestibolo della contigua Sala absidata detto del Piccolo Circo. Il mosaico racconta di una corsa di bighe trainate da volatili e guidate da fanciulli appartenenti a quattro distinte fazioni. Trattasi di imitazione della gara rappresentata nella Palestra di cui si fa cenno sopra.








Portico semicircolare dell'appartamento padronale. I mosaici pavimentali raffigurano fanciulli impegnati a scimmiottare le attività degli adulti descritte negli altri spazi della Villa.





Cubicolo con alcova padronale





 

Sala di Arione: Mosaico con Nereidi, Tritoni ed Eroti in compagnia di varie specie animali: cervi, pantere, dragoni e pesci. Nell'Abside è una grande testa del dio Oceano.



Le Nereidi, figlie del dio Nereo, nella mitologia venivano descritte come aggraziate divinità marine ben disposte verso gli umani. Usavano cavalcare mostri o cavalli acquatici.










Foto Dx: Cubicolo della Frutta. Nel mosaico si distiguono innumerevoli losanghe e ottagoni composte in modo da formare stelle a dodici punte che recano all'interno corone di alloro con frutti quali pere, fichi ed il melograno, simbolo di fertilità.

 

Vestibolo di Polifemo:  Mosaico con Ulisse che offre del vino a Polifemo.




Cubicolo con alcova dell'appartamento padronale. Negli esagoni sono le Stagioni mentre le corone d'alloro accolgono maschere teatrali ed, al centro, un incontro carnale a simboleggiare l'amore immutabile dinanzi lo scorrere del tempo.





Piazza Armerina (EN) sarebbe sorta sui resti di un insediamento fortificato, forse il Casalis Saracenorum del tempo dei conquistatori arabi (Sec. XI) di cui parla il Fazello nei sui scritti di epoca medievale. Fu chiamata Platza  ai tempi del normanno Guglielmo il Malo che la cedette ai colonizzatori lonbardi per, poi, bruciarla, nel 1161, in seguito ad una rivolta di baroni e feudatari guidati da Ruggero Sclavo e Tancredi d'Altavilla. Venne ricostruita, due anni dopo, sulle pendici del Monte Armerino.





Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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2 commenti:

Ilary Sechi ha detto...

Buona sera, posso scaricare una delle sue immagini per utilizzarla in un articolo di carattere storico letterario e archeologico? L'immagine è quella che raffigura il Circo Massimo e la spina.
Grazie

Leo Sinzi (zio-silen) ha detto...

Gentile Ilary, accolgo la sua richiesta di buon grado... con una piccola condizione: L'INDICAZIONE DELLA FONTE.

Cordiali saluti