mercoledì 8 aprile 2015

Fontana dei due Draghi

Solare domenica di Marzo, l'aria tersa e tiepida invita a gironzolare per la città. Mi trovo in corso Calatafimi, lo sguardo perso ed ammirato nell'esplorazione dell'elefantiaca facciata dell'Albergo delle Povere; rischio di travolgere un ragazzetto lentigginoso dall'aria intelligente che improvvisamente mi si para davanti e, col tono sicuro e compiaciuto di chi sa di sapere, mi apostrofa: "Conosce la Fontana dei due Draghi?". Colto alla sprovvista, con un soffio di voce rivelatore di timore e riverenza, rispondo: "Ni". Il mio giovane interlocutore presenta le sue credenziali di "Cicerone" operante nell'ambito dell'encomiabile iniziativa - promossa dal Comune - "Palermo apre le porte - La scuola adotta la città" quindi, lasciandosi sfuggire un sospiro di compatimento, comincia a riempire di conoscenza il mio semivuoto contenitore culturale.
Apprendo che la Fontana dei due Draghi fu realizzata nel 1630 dallo scultore Nunzio La Mattina (attivo nella prima metà del XVII secolo), su progetto dell'Architetto del Senato cittadino Mariano Smiriglio (*1561 +1636), lungo la Via per Monreale; lo Stradone a partire dalla Rocca palermitana vanta inoltre le stupende Fontane del Pescatore, del Drago, del Mascherone e dell'Arpia
Il complesso scultoreo - chiuso dalla coeva cancellata - consta di due Dragoni che nel fronteggiarsi spruzzano acqua nella grande vasca oblunga e bombata, dal labbro arrotondato e aggettante. Vengo messo a parte di una curiosità: la piazzola che accoglie il monumento - chiusa su un lato da un alto muro che si allunga seguendo una linea ad andamento ellittico - produce un effetto acustico analogo a quello delle "camere a sussurro" presenti all'interno del Campidoglio statunitense, nella Cattedrale londinese di San Paolo ed in alcuni Templi litici di epoca preistorica. La simpatica Guida mi invita ad una dimostrazione estemporanea: mi accompagna ad un estremo del muro e si porta all'altro estremo laddove comincia a recitare a bassissima voce dei versi le cui parole avverto distintamente; avvicinandomi al fine dicitore lungo la linea di diametro non sento, invece, alcun suono. Esterrefatto, muovo pochi passi verso la successiva tappa: l'Educandato Maria Adelaide e l'annessa Chiesa di San Francesco di Sales.














Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

grazie per questo blog che sono sicura a breve mi aiuterà a viaggiare per Palermo con più conoscenza.
Silvia R.E.

zio-silen ha detto...

Grazie a Te, Silvia

e buon soggiorno a Palermo.

Un saluto