domenica 8 marzo 2015

Palazzo Bonagia Casteldimirto

 

In Via Alloro 58 - a pochi passi da Palazzo Abatellis e da Piazza Magione - si trovano le rovine (dal 2009 in via di recupero, restauro e stabilizzazione antismica) di quella che, nella seconda metà del settecento divenne la fastosa dimora di Antonio, facoltoso esponente della nobile casata degli Stella, Marchesi di Bonagia (TP) e Duchi di Castel di Mirto,  feudatari e proprietari di tonnare nel trapanese. Il progetto venne commissionato, nel 1750, all'Architetto del Senato palermitano Nicolò Palma (*1694 +1779) e, nel 1755 - su segnalazione di Giuseppe Stella, Vescovo di Mazara del Vallo - all'Arch. trapanese (e sacerdote) Andrea Giganti (*1731 +1787) che nel 1758-60 aggiunse - a mo' di quinta della corte interna - l'artistica "serliana",  trifora composta da quattro colonne in linea che sorreggono un'arco al centro e due architravi ai lati. Il suggestivo elemento architettonico è chiuso, in alto, dalla trabeazione decorata con stucchi e, sopra la fascia d'attico, dalla balaustra a colonnine (alcune di nuovo conio) che avanza al centro con movimento curvilineo sostenuta da tre robuste mensole. 


Alcune parti del Palazzo distrutte da terremoti, bombardamenti del '43 e quant'altro sono in fase di ricostruzione.


 
Alle spalle della serliana, dagli stilistici richiami rococò, è l'imponente scalone di marmo rosso di Castellammare del Golfo che, superati i primi scalini, si apre in due ariose rampe contrapposte, tuttora prive delle balaustre protettive che un tempo completavano la struttura.

Nelle pareti dello scalone monumentale si possono ammirare stucchi decorativi (elementi floreali, festoni) ed artistiche aperture di alleggerimento.


 
Puttini, acefali per mano vandalica, riposano sulle mensole arcuate.



 
Le aperture del vano scala un tempo davano sul lussureggiante giardino; oggi su l'enorme tettoia di lamiera ondulata che protegge i sottostanti scavi archeologici e su  fatiscenti fabbricati in fase di recupero.


 
All'epoca dei Marchesi di Bonagia, il settecentesco Palazzo venne realizzato recuperando ed ampliamento quanto rimasto, dopo alcune intense scosse telluriche, di un preesistente edificio quattrocentesco.


Particolare stilistico-architettonico.





 
Alcuni locali del piano nobile, sfuggiti a bombe, incuria, ladri e teppisti offrono tracce di muri con archi in pietra ed affreschi. Seminascosto dai tubi del ponteggio, si intuisce anche  un camino.




 
Antiche vestigia sono state rinvenute in seguito agli scavi archeologici effettuati nell'area retrostante lo scalone.

 
 
Innumerevoli conci di arenaria, sparpagliati nel cortile di accesso, incuriosiscono i visitatori per la vistosa numerazione bianca: sono destinati alla ricomposizione della facciata, crollata nel 1981. Tale danno, relativamente recente, è andato ad aggiungersi a quelli inferti dai bombardamenti dell'ultima guerra.
Palazzo Bonagia, oggi, appartiene all'Ospedale Civico Di Cristina Benfratelli. A lavori ultimati, dovrebbe essre destinato in parte ad Archivio storico dell'Ente ed in parte ad alloggi per medici in trasferta a Palermo.



Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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2 commenti:

Sycylijczyk Dominik ha detto...

Quando il previsto completamento dei lavori ? È ora possibile visitare? Grandi immagini

zio-silen ha detto...

Caro Dominik, a Palermo si ha certezza assoluta (a posteriori) solo della data di inizio dei lavori di recupero dei beni di valore storico-architettonico.

Io,con altre centinaia di palermitani, ho goduto del privilegio di visitare Palazzo Bonagia in occasione della Manifestazione "Le Vie dei Tesori" che periodicamente viene ripetuta.
Controlla i quotidiani; chissà che in futuro le porte (sic!) dell'aristocratico edificio non tornino ad aprirsi al pubblico.

Grazie e un saluto