lunedì 2 marzo 2015

Chiesa di S. Francesco di Sales e Cripta, interne all'Educandato Maria Adelaide

L'encomiabile iniziativa del Comune che risponde al nome di   "Palermo apre le porte - La scuola adotta la città", quest'anno mi conduce , tra l'altro, nell'edificio di culto inglobato nel settecentesco Educatorio di Corso Calatafimi 84 che oggi ospita un Istituto Superiore Statale Comprensivo. Vengo accolto dagli alunni della Scuola secondaria di I grado che, con rara "professionalità", esercitano il ruolo di Guide, illuminando il sottoscritto ed altri visitatori su storia e opere d'arte del Tempio.
Apprendo che la Chiesa di San Francesco di Sales si pone come splendido corpo (di fabbrica) tra le due ali dell'Educandato Maria Adelaide già Monastero di San Francesco di Sales. L'imponente edificio fu costruito nel 1738 per accogliere le monache salesiane dell'Ordine della Visitazione di Santa Maria, fondato nel 1610 da San Francesco di Sales. Le religiose parteciparono alle funzioni  all'interno della Cappella del Convento fino al 1776 allorchè, nell'ambito dei lavori di ampliamento del complesso, venne realizzata - in posizione mediana tra i due giardini - la Chiesa, titolata al Santo fondatore dell'Ordine. Il progettista, Arch. Giuseppe Venanzio Marvuglia (*1729 +  1814), adottò il sobrio stile che testimonia l'abbandono dal barocco per avviarsi verso il neoclassico. 


Il nudo prospetto in conci di pietra arenaria è movimentato da sei paraste con capitelli ionici nel primo ordine e corinzi nel secondo; quattro nicchie conferiscono profondità; due i timpani, a triangolo ed a lunetta, che sovrastano rispettivamente, il portale in basso ed il finestrone in alto. I due ordini sono ripartiti dall'aggettante fascia marcapiano. Sulla linea d'attico si leva l'imponente frontone triangolare.



Il motivo decorativo delle paraste emerge anche dalle pareti longitudinali della navata unica, su cui si affacciano anche le quattro cappelle e le due cantorie. L'addobbo in stucco della volta e dell'abside si fa risalire al 1854.


Il Presbiterio, squadrato, è chiuso da una raffinata balaustra composta da marmi prevalentemente bianchi e rossi. L'altare maggiore rivela un ricco addobbo decorativo con gli Evangelisti e "l'Ultima Cena" (centrale) effigiati ad intaglio nei bassorilievi di legno dorato . Due colonne di marmo grigio, con capitelli dalle ioniche volute, ed una trabeazione dai tenui colori incorniciano la pala d'altare. L'abside, in alto, reca il timpano triangolare sul quale poggia la pregevole composizione in stucco con il Sacro Cuore di Gesù da cui si diparte una raggiera  luminosa che attraversa le nubi a forma di simbolica rosa.


La pala reca l'immagine della Santa Vergine con Bambino ed ai suoi piedi Santa Giovanna Francesca di Chantal che riceve la Regola da San Francesco di Sales. Opera attribuita al palermitano Gaetano Mercurio (*1730 +1790).












La volta a botte presenta grandi finestre che lasciano cadere nell'aula una luce mistica. Le quattro Cappelle, alloggiate nello spessore dei muri, accolgono altari lignei sovrastati da due tele con "S. Giuseppe con Bambino" e  "Badessa ai piedi di Gesù" di cui si ignora l'autore, un dipinto di Gaetano Mercurio che racconta la "Visitazione della Vergine Maria ad Elisabetta" e un Crocifisso ligneo che si fa risalire, con qualche incertezza, all'ottocento.




L'organo.



Foto a SX: acquasantiera sovrastata da lapide marmorea commemorativa. Foto  a DX: Due finestrelle ovali in marmo, schermate di ottone, dietro le quali si ponevano suore ed educande durante la confessione, così evitando ogni contatto con il sacerdote.



La grata dorata, sulla parete d'ingresso, sovrastata da una enorme rosta, chiude il coro delle monache.



CRIPTA

Sotto il presbiterio si apre la cripta con le pareti rivestite di candido intonaco.







La botola marmorea, su cui è inciso un teschio appoggiato sopra un libro - posta al centro del pavimento - conduce all'Ossario.



L'andito d'accesso offre al visitatore la sorpresa di un quadrone maiolicato, che ricopre parte del pavimento, sotto il quale si troverebbe la salma di Suor Maddalena Zangarria deceduta il 16 settembre 1749. Tale data porta a dedurre che la cripta fosse stata realizzata in epoca antecedente a quella della chiesa.
Le giovani e simpatiche Guide - a questo punto del tour - con il tono compiaciuto e complice di chi sta per rivelare un grande segreto, condividono con gli astanti il "Mistero della Cripta" di cui avrebbe costituito testimonianza una anonima lastra di ardesia collocata tra quelle mattonelle, sotto la quale alcuni ricercatori, in tempi relativamente recenti, hanno rinvenuto un sepolcro - palesemente occultato - costituito da una malridotta cassa con ossa umane e una lapide di ridotte dimensioni con incisa una scritta che pressappoco dice: "Qui giace Suor Maria Maddalena Clotilde Grand Joan, religiosa del Monastero di Friburgo, arrivata in Palermo li 20 giugno 1837 [..]. morta di colera il 3 agosto di quello stesso anno".
L'ipotesi degli studiosi, dinanzi a quei resti, fu che le consorelle palermitane (tra cui la Badessa venuta da oltre le Alpi insieme alla suora poi defunta), pur consapevoli della norma che, in quel momento storico, impediva inumazioni all'interno delle chiese, si rivelarono contrarie a quella sepoltura fuori delle mura del convento e quindi nascosero la salma in una tomba approssimativa scavata nel tunnel della cripta. A futura memoria sotterrarono anche la lapide.


I loculi, nella fase di essiccazione, ospitavano le salme in posizione eretta.







Colatoi di deflusso degli umori cadaverici.



Bassorilievo con il Cristo risorto.




L'Educandato Maria Adelaide occupa un lungo tratto dello Stradone di Mezzomonreale.



Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen
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1 commento:

Anonimo ha detto...

Vorrei segnalare che la tela indicata come "Badessa ai piedi di Gesù" raffiguri più precisamente la "apparizione del Sacro Cuore a santa Margherita Maria Alacoque", santa appartenente all'ordine della Visitazione.

R.E.M.