domenica 8 febbraio 2015

Oratorio della Congregazione delle Dame al Ponticello

L'Oratorio della Congregazione delle Dame del Giardinello al Ponticello si trova in via Ponticello 41, in posizione mediana tra la Chiesa di Santa Maria delle Grazie - Santuario di N. S. di Lourdes e la Chiesa del Gesù - Casa Professa. L'origine dell'edificio - incerta -  viene collocata tra il 1595 ed il 1608 al tempo della nascita della Congregazione titolata a Maria Santissima dell'Aspettazione del Parto, costituitasi tra nobili Dame per assistere con preghiere ed elargizioni di beni materiali le partorienti indigenti del Rione Albergheria. Le Consorelle, secondo tradizione, a Natale e Pasqua, relizzavano con le loro mani e donavano alle giovani incinte abitini per neonati. Le Dame si runivano tutti i venerdì per la missione di carità, ed inoltre una volta al mese per le meditazioni e l'orazione della buona morte. Collettivamente si dedicavano, altresì, con l'assistenza di una guida spirituale - solitamente gesuita - ai pii esercizi per le Novene natalizie e le Quaresime. L'attività meritoria delle congregate continua tutt'oggi nei confronti di ragazze, anche immigrate, che versano in gravissime condizioni economiche.


 
La foto mostra il Portale barocco di pietra tratta dalle cave del vicino Monte Billiemi. Dall'architrave emerge  il monogramma mariano in elaborata cornice.

Le aristocratiche Dame, come accennato sopra, una volta al mese varcavano tale portale per meditare sulla vita oltre la vita. Lo scrivente, non essendo riuscito a reperire elementi sui rituali adottati, nei secoli, dalle Consorelle, ritiene che - in via analogica - il lettore possa farsi un'idea dagli insegnamenti di Don Bosco (*1815 +1888) che ai suoi discepoli predicava:

«Tutta la nostra vita, o miei cari giovanetti, dev'essere una preparazione a fare una buona morte. Per conseguire questo fine importantissimo giova assai praticare il cosiddetto Esercizio della buona morte, il quale consiste nel disporre in un giorno di ogni mese tutti i nostri affari spirituali e temporali, come se di lì a poco dovessimo realmente morire.
Il modo pratico di fare tale Esercizio è il seguente:
- Fissare per esso un giorno del mese: l’ultimo giorno di ogni mese;
- fare fin dal giorno o dalla sera precedente qualche riflessione sulla morte, che forse è vicina e potrebbe anche sopraggiungere all'improvviso;
- pensare come si è passato il mese antecedente, e soprattutto se vi è qualche cosa che turbi la coscienza e lasci inquieta l'anima sulla sorte a cui andrebbe incontro se allora dovesse presentarsi al tribunale di Dio; e al domani fare una Confessione e Comunione, come se si fosse veramente in punto di morte.
- Siccome poi potrebbe anche succedere che doveste morire di morte subitanea, o per una disgrazia malattia che non vi lasciasse il tempo di chiamare un prete e di ricevere i Santi Sacramenti, così vi esorto a far sovente durante la vita, anche fuori della Confessione, atti di dolore perfetto dei peccati commessi ed atti di perfetto amor di Dio, perché un solo di tali atti, congiunto al desiderio di confessarsi, può bastare in ogni tempo, e specialmente negli estremi momenti, a cancellare qualsiasi peccato e aprirci il Paradiso. 
- Vi esorto pure a fare di quando in quando il proposito d'accettare, per amor di Dio, dalle, sue sante mani, qualsiasi genere di morte gli piacerà mandarvi, con tutte le sue angosce, pene e dolori».





L'andito, con volta a crociera, che dall'androne conduce al "giardinello" (a sinistra) ed ai locali di riunione delle Consorelle (a destra). Sulla parete di fondo è posizionato un pregevole stallo intagliato.


 
L'Oratorio presenta aula quadrangolare con raffinate panche, lungo le pareti, munite di spalliere dagli intagli dorati.



 
Le pareti sono totalmente decorate da affreschi riconducibili alla bottega di Antonio Grano (*1660 +15 aprile 1718) con architetture che avvolgono cornici in stucco dorato recanti temi dei "Misteri del Rosario": dieci dipinti tondi raccontano momenti della vita della Vergine Maria ed altrettanti, ottagonali, quelli concernenti Gesù.









Particolarmente curate le architetture pittoriche a trompe l'oeil (effetto tridimensionale) del presbiterio.
Tra le colonne, rese con maestria, sono le figure di San Pietro (SX) e San Paolo (DX).
Una meravigliosa cornice di epoca barocca accoglie la tela con "Maria SS. Madonna del Parto" (anonimo siciliano del settecento). La corona in rilievo sul capo della Vergine costituisce segno devozionale di momento posteriore. La Madonna del Parto si festeggia il 18 Dicembre.


 
Nella foto uno dei tanti vasetti con fiori d'argento posti sull'altare come segno di devozione.










Curiosità: 1) le piastrelle maiolicate, ai piedi del paliotto mirabilmente ricamato, mostrano l'immagine del "Ponticello" (richiamato nella denominazione dell'Oratorio)  sotto il quale scorreva il Kemonia o fiume del maltempo o Cannizzaro (dall'arabo  "haindrizzar"  "fonte stretto" perchè nasceva da luogo angusto nei pressi  di Monreale); 2) sul lato destro dell'altare si nota uno scorcio di pavimento maiolicato: in realtà dipinto sulla parete con stile trompe l'oeil; 3) sul piano d'appoggio dell'altare è un canestro con vestitini rosa ed azzurri per neonati, a ricordare il tradizionale impegno.


La parete opposta al presbiterio presenta al centro - tra le due porticine che immettono alla sala riunioni - il prezioso stallo ligneo a tre sedute che accoglieva la Superiora e le Congiunte, nonchè un tavolo d'epoca.


"Ultima Cena" nella parete sopra lo stallo delle tre Reggenti.


 
Le foto di zio-silen mostrano alcuni particolari degli artistici intagli e intarsi dello Stallo e del tavolo su cui poggia un pregevole Crocifisso settecentesco.


La volta, in un tripudio di colori, offre all'occhio ammirato del visitatore il "Trionfo della SS. Vergine" . Tutto intorno, chiusi da pregevoli architetture, sei momenti della vita di Gesù. L'opera fu realizzata, pochi anni prima della morte (forse nel 1715), da Antonio Grano (*1660 +15 aprile 1718). L'ultimo restauro, causa infiltrazioni d'acqua, è stato effettuato nel 1985. Nel dopoguerra si registrarono interventi all'edificio per porre rimedio ai danni delle bombe.













Antonio Grano, fu uno dei pittori più attivi in Sicilia nei decenni a cavallo tra i secoli XVII e XVIII. Ricordiamo sue opere in alcune chiese di Palermo e provincia: Casa Professa (1678-1687-1690); Martorana (1685); Cappella del Crocifisso del Duomo di Monreale (1692); Santa Maria Valverde (1696); Gancia -Santa Maria degli Angeli, Santa Chiara (fine seicento); Convento della Pietà  (1712), Oratorio di Santa Caterina d'Alessandria (1718).



Il "Giardinello" visto dall'Oratorio.

 
Nella foto sono visibili le maioliche ottocentesche del Giardinello. I pavimenti maiolicati interni si fanno risalire al 1873.



Foto e didascalie di zio-silen

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