martedì 17 febbraio 2015

Educandato "Maria Adelaide" già "Monastero di San Francesco di Sales"

 
L'enorme edificio dalla grezza facciata che occupa un lunghissimo tratto (lato sinistro) della salita per Monreale (Corso Calatafimi) mi ha sempre affascinato: saranno i conci di arenaria a vista, l'assenza di rifinitura, le robuste grate alle finestre, la pensilina in ghisa-vetro dai contrastanti richiami liberty, quello stile serioso ed al contempo maestoso... non saprei. L'occasione di varcare quel portale bicolonnato mi viene offerta dall'encomiabile iniziativa del Comune denominata "Palermo apre le porte - La scuola adotta la città".
Di buonora, accompagnato dalla mia macchinetta fotografica appena appena post-analogica, mi presento all'ingresso dell'Educandato Maria Adelaide. Vengo accolto da uno stuolo di entusiaste, giovanissime, guide che con collaudato metodo "a staffetta" mi conducono per quello che - apprendo - fu il Monastero di San Francesco di Sales. La ex Casa delle Suore, appartenenti all'Ordine della Visitazione di Santa Maria (Ordine fondato nel 1610 da San Francesco di Sales), venne costruita nel periodo compreso tra il 1735 ed il 1738. Il progetto affidato all'Architetto Sacerdote Casimiro Agnetta. Nel 1779 con Decreto  di Ferdinando III  (detto "Re Nasone") - Sovrano di Sicilia dal 1759 al 1816 e Re delle Due Sicilie dal 1816 al 1824 col nome di Ferdinando I -  la struttura religiosa - dedicata, nel 1782, alla reale consorte, Maria Carolina d'Asburgo - assunse lo status di Real Educandato Carolino. Poco tempo dopo vennero aggiunti i corpi di fabbrica destinati ad accogliere venti educande di nobile lignaggio che versavano in condizioni di indigenza. L'educazione delle fanciulle e l'insegnamento di un mestiere furono impartiti dalle monache salesiane già ivi residenti. Affacciata sullo stradone, al centro del prospetto, fu realizzata, inoltre, la Chiesa titolata a San Francesco di Sales. Le monache, fino a quel momento, avevano partecipato alle funzioni religiose che si svolgevano nella Cappella del Monastero, successivamente convertita in Sacrestia della Chiesa.
Oggi l'ex Educandato ospita un Istituto Superiore Statale Comprensivo: Ginnasio-Liceo classico; Liceo classico europeo; Scuola secondaria di I grado; Scuola primaria.



Le foto sopra mostrano i due portali dell'edificio. Quello principale si riconosce dalla vistosa pensilina in ghisa e vetro sormontata da edicola a bassorilievo con elementi floreali a decoro, stemma reale nel timpano lunettato e balcone con balaustra sorretto da due colonne di marmo grigio.



Nel 1863, sopravvenuta l'unità d'Italia, l'Istituto venne dedicato alla consorte di Vittorio Emanuele II. Ancora oggi sopra l'arco dell'ingresso principale e nella trabeazione della sovrastante edicola si legge: "Reale Educatorio Maria Adelaide". 
Il palermitano Michele Amari (*1806 +1889), Ministro dell'Istruzione dal 1862 al 1864, volle che l'Educandato fosse disciplinato da un Regolamento ed al contempo impose un Consiglio di Vigilanza composto da tre personalità laiche.
Dopo l'acquisizione da parte dello Stato dell'intero Complesso (1888),  ne venne definito il restauro e l'ampliamento (1897).



 Scalone monumentale in marmo (1882).



Il lunghissimo corridoio, nell'immagine a Sx e l'antico specchio d'arredo, a Dx.


Su una parete attrae il visitatore questa antica veduta costiera.



Insegne reali sulla sommità di un arco dai bianchi decori a stucco.


 
Salette di rappresentanza arredate con strumenti musicali  precedono il salone del Teatro.


 



 Il Teatro dell'Educandato

Il teatro palatino si fa risalire all'ultima decennio dell'800. Il progetto venne commissionato all'Arch. Ignazio Greco (*1830 +1910) e l'addobbo decorativo al pittore Rocco Lentini (*17 Febbr.1858 +20 Nov. 1943) - che dal 1888 al 1925 fu titolare della cattedra di Disegno presso il medesimo "Regio Educatorio" di Corso Calatafimi.


 



 
Nelle immagini sono visibili alcuni particolari del raffinato soffitto a lacunari dai decori liberty. Un grande tondo reca l'allegoria della "Sapienza" che indica la mole dell'Educandato visibile in lontananza. Le linee somatiche della figura muliebre richiamano i tratti della Sovrana Maria Adelaide.


 






















 
I sopraporta del Teatro si devono alla stessa mano artistica che decorò i lacunari: si riconoscono scorci paesaggistici della Valle dei Templi di Agrigento, della Marina palermitana e di Cefalù.


Particolare architettonico di un'aula scolastica. L'Istituto possiede una corposa Biblioteca di ben seimila volumi che affrontano diverse tematiche.


Una saletta con arredi d'epoca si apre sul terrazzo pergolato.


La pergola del terrazzo ricoperta di profumatissimi glicini.


Corte porticata

Il cortile interno è abbellito da portici con archi a tutto centro -  lati settentrionale e orientale - ed al centro dal cosidetto "Giardino delle palme".






La foto a sinistra mostra la volta a crociera di uno dei due portici della corte.











Foto a sinistra: Aiuola con sedile perimetrale.

Foto a destra: l'albero di Giuda  (cresce nel lato occidentale del cortile) affianca l'accesso alla Cripta sottostante la Chiesa di San Francesco di Sales.



Diverse leggende, concernenti il precitato albero (Cercis siliquastrum) si rincorrono attorno al mondo cristiano.
Il curioso fenomeno dei fiori che, nel periodo della Pasqua, germogliano sui rami ancora spogli di foglie e sul tronco, viene ricondotto - nella visione allegorica - alle lacrime di Cristo addolorato del tradimento perpetrato da Giuda, e sigillato con il bacio, sotto quelle fronde. La pianta, nell'assistere al misfatto, per il raccapriccio assunse la forma scomposta e distorta che ancora oggi esibisce. Il rosa dei fiori sembra che stia lì a ricordare la vergogna dell'apostolo traditore che, secondo vulgata, colto da pentimento si impiccò proprio a quel legno da cui, peraltro, sarebbe stata ricavata la Croce.
 


Il refettorio

Il refettorio, con volta a botte, reca elementi decorativi di chiaro rimando all'art nouveau. Fu progettato sul finire del XIX secolo dall'Ing. Decio Bocci.



La zoccolatura in piastrelle maiolicate espone una rappresentazione iconografica di elementi divenuti simbolo della terra siciliana, quali i fichidindia.
















Un vecchio pianoforte verticale arreda la sala da pranzo - un tempo - della Badessa. Nella foto a Dx: artistica vetrata liberty floreale.


Il Giardino delle Rose

Il Giardino delle Rose occupa l'area nord-ovest del Complesso scolastico. In un pannello informativo si legge:
«Il Giardino delle Rose è così chiamato poichè nel 1914 fu abbellito da diverse specie di rose che, come racconta la Direttrice del tempo Erminia Bordiga, si espansero rapidamente ricoprendo in breve tempo il pergolato che dava ombra ad uno spazio didattico esterno.
In primavera il giardino era una festa di colori e di profumi dove le Educande "...passeggiavano, giocavano e sognavano"».











Alla Chiesa palatina di San Francesco di Sales ed alla sottostante Cripta questo Blog dedicherà un apposito Post.


Cripta



Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

Questo Blog, fermo restando quanto puntualizzato nelle "avvertenze", consente la copia di proprie foto e scritti per uso esclusivamente personale e "non commerciale", CON OBBLIGO DI CITAZIONE DELLA FONTE (www.palermodintorni.blogspot.it).
Si ricorda che la violazione del diritto d'autore (copyright) è perseguibile legalmente.


Nessun commento: