giovedì 22 gennaio 2015

La Dimora liberty di Ernesto Basile: «Villino Ida»

Villino in stile floreale all'angolo tra Via Siracusa e Via Principe di Villafranca. Fu disegnato e realizzato nel 1904 dal celebre Architetto Ernesto Basile (*31 gennaio 1857 +26 agosto 1932). Il maestro palermitano dell'Art Nouveau diede all'edificio  il nome della moglie "Ida" Negrini.
La struttura comprende il seminterrato (segnato dalle  basse finestre - lato via P. Villafranca) che all'epoca ospitava laboratorio e archivio; il piano terra con i vani principali destinati a sala da pranzo, studio e  biblioteca; il primo piano con camere da letto e servizi; il torrino corredato di parafulmine in stile. Il prospetto (un tempo candido) è costituito da un armonioso insieme di elementi liberty: riquadri policromi costituiti da piastrelle maiolicate; pilastrini angolari e paraste recanti in sommità decorazioni con frutti; ringhiere in ferro battuto magistralmente lavorate; uno zoccolo di bugne irregolari percorre la base risalendo ad avvolgere gli angoli.



In questa immagine emerge l'eleganza del balcone angolare sormontato dall'artistica corona in ferro battuto e la raffinatezza degli ulteriori motivi che decorano il prospetto.



Il portale è l'espressione più immediata dello stile voluto dal Basile. Le due paraste incorniciano, sopra il portone, un pannello musivo tripartito sormontato da altorilievo a fascia, con foglie intrecciate a frutti di cappero, che si protende ai lati con elementi decorativi rotondeggianti. Il pannello reca l'anno di realizzazione (1904) e il motto "DISPAR ET UNUM" (Diverso e Unico) che probabilmente sta ad indicare l'armonia prodotta da una equilibrata commistione di arte e scienza.





 
Le pareti del vano di accesso alla scala presentano zoccolatura maiolicata e fregio di chiusura; offrono inoltre un ricco addobbo decorativo tra cui spiccano due bassorilievi con la Santa Vergine. 




Nel tempo si è persa ogni traccia di gran parte dei mobili e degli arredi disegnati dallo stesso Basile. 
Nella foto qui sopra: soffitto ligneo a cassettoni con inserti dipinti.



Nella foto a SX: volta a vela affrescata con fiori. In quella a Dx: la "Sala da fumo".
Il Villino Ida - oggi sede della Biblioteca della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Palermo che contiene circa 25000 tra libri e documenti - potrebbe, nel prossimo futuro, divenire Museo del Liberty.




Le pareti sono ornate di dipinti tra cui due vedute di come doveva essere il parco reale al tempo del normanno Guglielmo (il Buono); il cosidetto Genoardo (paradiso sulla terra), che consentiva al Sovrano ed alla sua corte di godere della bellezza dei ruscelli, dei laghetti, dei giardini fioriti, dei boschi popolati di selvaggina e di alloggiare nei magnifici castelli della Zisa e della Cuba.


 

Sopraporta in vetro policromo e lampadario liberty con motivi floreali.
Il Basile abitò l'edificio fino all'anno della morte. Ne curò personalmente il restauro nel 1912.


Vecchio teodolite per le misurazioni topografiche.



 
Nelle decorazioni di un soffitto il motivo vegetale accompagna la lucertola. Piccolo rettile di sicuro valore simbolico e possibile richiamo all'opera del grande stuccatore Giacomo Serpotta - che con esso usava firmarsi -, le cui sculture in gesso furono apprezzate dal Basile al punto da dedicargli, nel 1911, una pregevole monografia.















Lo stile scelto del Basile è riconoscibile anche nel terrazzino con pilastrini angolari che superano il livello della cornice d'attico della torretta e fanno da argine ai riquadri di piastrelle in maiolica. Nelle foto qui sopra uno dei mirabili balconi con ringhiera in ferro battuto e ancora l'artistico cancello aperto sul cortile alberato.



 Foto e didascalie di zio-silen

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4 commenti:

vincenzo sorrentino ha detto...

Attorno al villino ci sono costruzioni orribili. Ma mi sono sempre chiesto: i nobili e i loro eredi, la borghesia palermitana perche' ha venduto ville magnifiche e terreni a coloro che hanno commesso il cosiddetto sacco di Palermo? I mafiosi hanno costretti i legittimi propietari alla cessione dei loro beni oppure anche loro da quello scempio ne hanno tratto vantaggio?

zio-silen ha detto...

Egregio Sig. Sorrentino,

come insegna Goya:

"il sonno della ragione genera mostri".

Un saluto

Piero Carbone ha detto...

Complimenti per il blog!

zio-silen ha detto...

Grazie Piero,
per i complimenti e per essere passato di qui.

Un saluto