mercoledì 29 ottobre 2014

Cripta di Santa Maria di Piedigrotta


La lingua di terra che s'incunea  tra i bacini del nuovo porto e del vecchio (la Cala) nasconde nelle sue viscere una grotta, la cui parete, un tempo lontano, esibiva, su fondo di ardesia, la sacra immagine della Madonna della Pietà cui i pescatori del luogo - che lì custodivano le attrezzature per la pesca - si raccomandavano prima di affrontare i pericoli del mare. L'intensa devozione portò, nel 1564 - in un primo momento insieme ad un gruppo di aristocratici - alla nascita della Confraternita dei Pescatori, suggellata con bolla di Papa Pio V del 1568.
La cavità nella roccia fronte mare insisteva sulla proprietà di Don Alfonso Ruiz, Protonotaro del Regno di Sicilia (fino al 1568) sotto Filippo II d'Asburgo. Ruiz assecondò, con atti di liberalità, quel fervore religioso.

Su quella grotta, tra il 1565 ed il 1567, fu avviata la costruzione della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, che sarebbe stata completata nel 1579. La denominazione del luogo di culto fu chiaramente ispirato all'antico vano ipogeo. Tale Chiesa viene ricordata dalla gente del posto per un tragico avvenimento che si fa risalire al 15 dicembre 1590 allorchè 218 persone perirono in seguito al crollo dell'attiguo imbarcadero ligneo sul quale si era accalcata una gran folla - di cui faceva parte anche l'Arcivescovo di Palermo (ex inquisitore) Diego Aedo - per rendere omaggio al Vicerè (dal 1585 al 1592) Diego Enrìquez De Guzman, Conte di Alba de Liste (Alvadeliste), di ritorno da Messina. Il Vicerè e l'Arcivescovo, finiti in acqua, si salvarono e ritenendosi miracolati dalla Santa Vergine commissionarono un dpinto di ringraziamento al pittore Giuseppe Albino. La pregevole tela - custodita nella Cappella dell'Immacolata Concezione voluta dal Senato cittadino per onorare e ricordare quelle vittime - andò perduta sotto le bombe dell'ultima guerra.

I ciechi bombardamenti  del Marzo 1943 infatti rasero al suolo la chiesa lasciando intatto il campanile e la cripta (alcuni reperti del tempio potrebbero essere conservati nei magazzini comunali e -  presumibilmente - in qualche altra chiesa, come quella dello Spasimo) . Il 1944 vide gli operai del comune demolire quel che restava fuori terra della Chiesa della Madonna di Piedigrotta, per liberare l'area  destinata all'attuale Mercato Ittico. La struttura commerciale fu realizzata nell'immediato dopoguerra inglobando, nel suo margine meridionale e in posizione sotterranea, quella piccola grotta.
In tempi relativamente recenti la cripta ha rivisto la luce e quindi è stata aperta, saltuariamente, ai visitatori.









 





























Il Mercato Ittico, con l'ingresso della Cripta, visibile dal porticciolo della Cala.




 Foto e didascalie di zio-silen

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2 commenti:

vanessa ha detto...

Grazie per queste preziose informazioni che spesso sfoltiscono i lunghi lavori di ricerca, e ci permettono, nonostante le difficoltà di eseguire sopralluoghi ( sempre auspicabili in ogni caso), di tenere la città e le sue evoluzioni sulla nostra scrivania.
E'un sito dove spesso la mia curiosità incontra la soddisfazione

Saluti,
Vanessa Conticello.

Leo Sinzi (zio-silen) ha detto...

Grazie a Te gentile Vanessa ed a quanti condividono l'amore per Palermo e per il suo patrimonio artistico-monumentale.

Cordialità

Leo Sinzi