venerdì 12 settembre 2014

Palermo che NON vorrei: "la TASI l'ultima?"


Strade piene di buche demolitrici di caviglie, femori e ammortizzatori.
Lampioni esausti, pencolanti, talora invertiti e talaltra oscurati dalle lussureggianti fronde di platani, ibiscus, ficus e araucarie; le loro radici deformano manti viari, aiule e perfino palazzi.
Beni culturali insozzati da immonde, demenziali scritte e osceni disegnini.
Caditoie e tombini perennemente intasati da foglie, terriccio e plastiche varie con l'effetto di far tornare - al minimo scroscio temporalesco -  buona parte della città  allo stato palustre.
Deforestazione (leggasi incendi dolosi) e mancata cura degli argini riescono a trasformare esigui torrenti in fiumi pronti ad esondare.
L'insicurezza urbana cresce a ritmi esponenziali - la vigilanza si riduce in proporzione; i servizi socio-assistenziali si assottigliano al punto di avviare all'eremitaggio le poche anime pie ancora dedite al volontariato; le coste si erodono sferzate da marosi e improtezioni civili; i cani randagi invadono ville e valli distribuendo morsi qui e là; etc etc..

E non vi azzardate ad imputare queste lievi mancanze e omissioni ad incompetenze, sprechi e malaffare dell'ultimo mezzo secolo; sareste in errore (oltre che politically scorrect): la colpa è esclusivamente dell'attuale CRISI con relativo taglio dei trasferimenti statali agli enti locali.

Ma ecco che l'aurora di un radioso mattino di settembre ci regala il toccasana di tutti i predetti mali: la TASI, Tassa per i Servizi Indivisibili. "Indivisibili" nel senso che traggono alimento da un unico calderone  - posizionato sulle dimore dei palermitani non evasori fiscali - dal quale emana un vapore statistico di trilussiana memoria:
"... te tocca un pollo all'anno... (anche) se non entra ne le spese tue... perchè c'è un altro che ne magna due".
A dissanguarsi (ancora!) saranno quei ricconi (sic!) alle cui mega dimore qualcuno (?) ha attribuito una rendita catastale superiore a 300.
E poco importa se costoro vivono di modeste retribuzioni e pensioni - perlopiù non rivalutate da lustri - che vengono falcidiate da una sfilza interminabile di  incredibili balzelli e dall'aumento del costo della vita; 
non interessa se questi tapini mantengono anche i figli disoccupati e le loro famiglie; 
chi se ne fotte se non riescono a conciliare il pranzo con la cena?!
Basta che paghino, senza protestare, IVA sui consumi; IRPEF; ADDIZIONALI REGIONALI E COMUNALI; IMU; TARI; TASI; CEDOLARE SECCA sul monolocale, magari ereditato (TASSA DI SUCCESSIONE) dalla nonna e dato in affitto; CANONE RAI; IMPOSTE DI POSSESSO-REVISIONI-ASSICURAZIONI AUTO E MOTO; IMPOSTE DI REGISTRO; TASSA ABBONAMENTO CELLULARE;  etc. etc..

Dal 16 ottobre - vedrete!! - Palermo assumerà le sembianze di Goteborg o Rostock, i suoi cittadini saranno invidiati da quelli di Melbourne (città dove attualmente si vive meglio) e la vita (e forse il Sindaco) ci sorriderà.




P.S. Apprendo che la TASI, originariamente prevista nella misura del 2,9 per mille della Rendita Catastale rivalutata, è stata ridotta al 2,89 in sede di approvazione: suggerisco una processione di ringraziamento alla Santuzza.





Considerazioni di zio-silen

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2 commenti:

carmelo ha detto...

Fantastica e veritiera considerazione da pubblicare su F:B almeno piangiamo ridendo alla faccia dei politici comunali che hanno approvato il 2,8 per mille invece dell'uno.La sua satira è formidabile complimenti

zio-silen ha detto...

Ringrazio Carmelo per l'apprezzamento delle mie considerazioni e per la solidarietà tra tartassati: cominciavo a pensare di essere il solo a soffocare del continuo aumento della tassazione in una Italietta in cui l'unica cosa intangibile sembra essere il privilegio di casta e gli sprechi.