domenica 27 luglio 2014

Palermo (e dintorni) che non vorrei: "Barbari del karaoke"




I nuovi barbari, con l'avvento dell'estate, escono dal letargo degli ingiusti, rimuovono polvere e ragnatele dai loro strumenti di tortura, lasciano le invernali caverne e si spandono come cavallette per spiagge e campagne in cerca di vittime sacrificali.

 Le loro origini sono ben note: le nostre contrade, nel lontano 445 d. c., vennero invase dai Barbari che, per circa 90 anni, ne fecero  luogo di scempio e rovina. Per lunghi secoli i geni dei Vandali e degli Ostrogoti rimasero in sonno, fino a quando gli effluvi  della "munnizza",  superata la soglia dell'umana tolleranza, hanno innescato l'oscuro  processo che (ahinoi!!)  ha portato al loro risveglio.

 Le orde, rinvigorite dalle ombre della sera, annunciano la loro terrificante presenza lanciando il grido di guerra: "prova... prova... prova... alza i bassi, equalizza gli acuti".  Il capo branco, con sadica efficienza, spia gli inermi "cristiani" che si apprestano al meritato riposo: poche ore di ristoro sottratte ad intere giornate di duro lavoro. Al chiudersi dell'ultima tapparella, un jocu ri focu di animaleschi suoni, sparati nell'aere ad investire una superficie di svariati chilometri quadrati, si rovescia sugli increduli e storditi malcapitati. Un repertorio che spazia dai neomelodici alle canzoncine per bambini, passando per il pop rock in salsa italica, viene proposto, in versione osteria, da energumeni privi di  pudore, dignità e senso civico che, arraffato il microfono, straziano le orecchie dei seviziati villeggianti con lupeschi ululati, scatarranti gorgoglii e gutturali mugugni. I mischini che azzardano qualche protesta, illudendosi che il principio etico (la nostra libertà finisce dove comincia quella altrui) sia ancora valido, vengono sommersi da grugniti in fà maggiore che li disperdono malconci, inducendoli a rifugiarsi in novelle catacombe ove poter svolgere clandestinamente e in pace il meraviglioso esercizio del silenzio.


Alle Vittime dei barbari del karaoke dedichiamo questi versi:


Estate molesta

Le vampe di ponente si spengono nel buio. 
Forzati della notte, fremendo, fan colonna.

Sordo ad ogni lamento, il Tristo alza la tela,
frange silenzio e sogno, chiama al sabba d'averno.

L'orda selvaggia s'agita al suono dei tamburi,
urla, schiamazza e anela l'orrida danza.

L'aria di sdegno vibra, trema l'ulivo e l'olmo,
lascia il nido l'allodola, l'ala distende attonita.

Neri vampiri scrutano anime ignare e perse.
Miasmi le menti annebbiano, viscere son riverse.

L'orda, da Bacco vinta, contrita dal malfatto,
rompe l'assedio e scinta torna all'avito anfratto.

Stretta la mano all'oro, il Barbaro s'intana,
scatarra e canta in coro, entro canea di pari, il suo peana.

Nell'or che il volgo giace silente e se ne duole,
tremulo affiora il sole: sarà messo di pace?

L'alba schiara la via: già l'animoso canta,
stretto nella sua stia, si tace... poi ricanta.





Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen



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