martedì 10 giugno 2014

Palazzo Alliata di Villafranca: Immagini

Ranieri Alliata (o Agliata), della  famiglia di banchieri pisani, si trasferì a Palermo agli albori del XV secolo, ottenendo la cittadinanza nel 1413. La sua discendenza, con acquisizioni dirette e tramite matrimoni ben mirati, nel tempo, accumulò un enorme patrimonio mobiliare e immobiliare sparso per la Sicilia, unitamente ad una miriade di titoli nobiliari. Ricordiamo, tra gli altri, la cinquecentesca Baronia di Villafranca divenuta Principato nel 1609 e il Ducato di Salaparuta (1625). Giuseppe Alliata Colonna nel 1710 divenne Principe del Sacro Romano Impero, blasone portato in dote dalla consorte Anna Maria De Giovanni Morra, Principessa di Trecastagni e Buccheri. La Famiglia annoverò anche un Protonotaro del Regno di Sicilia (Gerardo, 1420-1478) e un Maresciallo di campo di Carlo VI d'Asburgo (Giuseppe, 1721). Gli Alliata furono, altresì, antesignani di quella che oggi rientrerebbe nell'attività manageriale: crearono infatti una Impresa per lo svolgimento del Servizio Postale in Sicilia (i corrieri riposavano nei locali del'ammezzato del Palazzo di Piazza Bologni che dividevano con la servitù) e, attorno al primo quarto dell'800,  la prima Casa Vinicola siciliana (la "Duca di Salaparuta" ancora oggi famosa, tra l'altro, per i vini Corvo).


Il Palazzo Agliata risale al 1650 ca. e venne costruito nel Piano che un tempo si chiamava "d'Aragona" (dal nome dei nobili proprietari del principale edificio), poi divenuto Piazza dei Bologna e da lì volgarizzato in "Bologni". Fu eretto ampliando quella che fu la dimora cinquecentesca del Barone Aloisio Beccadelli di Bologna, Signore di Montefranco, venduta nel 1640 ca. dall'ultimo dei Bologna, Francesco e acquistata dal Principe di Villafranca e Duca di Salaparuta, Francesco Alliata Lanza.
Gli anni 1752 e 1753, incisi al centro dell'arco dei due portali, ricordano la vasta ristrutturazione in occasione delle nozze di un nobile rampollo della Famiglia, Giuseppe Letterio con la romana Maria Felice Colonna Salviati, figlia del Principe Fabrizio, Gran Connestabile del Regno di Napoli.
(Nella foto è parzialmente visibile l'imbocco del grande andito di piano terra che conduceva alle scuderie, ai magazzini ed alle cucine).


SCALONE NEO-MEDIEVALE







SALA DEI MUSICI
 
La Sala dei Musici di gusto neomedievale.





















SALONE DELLO STEMMA
Del pavimento piastrellato del '700 rimane solo la parte con lo stemma dei Villafranca asportato per proteggerlo ed oggi visibile (in verticale) al centro della parete, in posizione simmetrica al camino.



 



Stucchi settecenteschi di scuola serpottiana compongono il fastoso addobbo delle volte a padiglione.
Nelle foto: Primavera, Estate, Autunno, Inverno.



La ristrutturazione settecentesca - nel rispetto del gusto barocco allora in voga - venne affidata all'insigne Architetto del Senato Palermitano Giovanni Battista Vaccarini (1702-1769) e gli affreschi dei saloni a Gaspare Serenario, cognato del Vaccarini. Nel tempo, purtroppo, eventi negativi, tra cui un terremoto, hanno determinato la perdita dei dipinti delle volte con l'unica eccezione di quella con San Dazio e la Vergine visibile nel Salotto Barocco.



Sopraporta con "Caritas romana": rimanda all'episodio di Pero, giovane fanciulla, che salva la vita al padre Cimone, condannato a morire di fame, nutrendolo al seno.



Camino Barocco sormontato da dipinto d'epoca con l'Immacolata Concezione.



Sopraporta con veduta portuale. Il dipinto, di dimensioni ridotte rispetto alla cornice, si presume palesemente adattato in sede di restauro.



SALONE DA BALLO
Il Salone da Ballo del "piano nobile"ed il Salone dello Stemma rientrano tra i locali intressati al restauro del 2006. Restauro avviato dalla Principessa Rosaria Correale Santacroce Alliata e continuati, alla sua morte  avvenuta nel 1988, dal Seminario Arcivescovile, erede per volontà della Nobildonna. I lavori sono stati supervisionati dalla Soprintendenza ai Beni Culturali.


Anonimo (Sec. XVIII): "Principe Fabrizio Alliata Colonna".



Matthias Stomer (1649-1702) , pittore fiammingo: "Lapidazione di Santo Stefano" (1640 ca.).



Particolare della Tela con la "Lapidazione di S. Stefano).



"Il Tributo della Moneta" (1640 ca.). Altra opera di Matthias Stom (1649-1702).



Dipinto sopraporta.



LA PIAZZA
Piazza Bologni vista dal piano nobile dell'Edificio settecentesco. Lo slargo, al tempo in cui fu posta la prima pietra del Palazzo, assunse il nome di Piazza d'Aragona dal Presidente del Regno nonchè Grande Ammiraglio di Sicilia e Capitano di Giustizia di Palermo, Carlo d'Aragona Tagliavia (1520-1599), Principe di Castelvetrano e Duca di Terranova. Divenne Piazza Bologni allorchè i facoltosi Beccadelli di Bologna, Marchesi di Marineo e Baroni di Capaci, acquisìrono la proprietà di gran parte degli edifici perimetrali.


SALOTTO BAROCCO CON "CROCIFISSO" DI VAN DYCK




Antoon Van Dyck (1599-1641): "Crocifissione" (primo quarto del XVII Sec.).



Gaspare Serenario (1707- 1759): "La Vergine e San Dazio" (affresco del 1756 sulla volta a padiglione).
San Dazio, Arcivescovo di Milano (530-552), fu un  esponente della Famiglia Alliata delle origini.



 
Nella foto a sinistra: "Santa Cecilia"  (sec. XVII). Opera attribuita alla scuola di Antonio Barbalonga (1600-1649), pittore messinese.



 Anonimo (forse di scuola napoletana):
 ""San Giovanni Battista" (Sec. XVII).

 
Splendido lampadario di Murano.



ANDITO D'INGRESSO
Mini istoriata secondo la tradizione dei carretti siciliani.



Uno dei due portali settecenteschi che decora l'attuale ingresso.



I Due portali del Palazzo sono sormontati da stemmi della Famiglia Alliata con scudo, su mantello del Sacro Romano Impero, accollato all'aquila bicefala sovrastata dalla corona imperiale.





















Copie dei simulacri di "Diana", dea della caccia, e "Vesta", dea del focolare domestico, fiancheggiano - in apposite nicchie - i due portali colonnati. Gli originali sono conservati all'interno.



La facciata su Piazza Bologni venne ultimata nel 1758 ca..
In epoca relativamente recente, le artistiche grate che proteggevano i finestroni del piano terra vennero sostituite - per accogliere botteghe - con le attuali, antiestetiche, saracinesche.




Foto di zio-silen

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2 commenti:

JacquelineTreloar ha detto...

wow - non aspetto ora di trovare aperti questi loughi jacqueline treloar - amo Palermo!

zio-silen ha detto...

E invece Palazzo Alliata di Villafranca, dopo i recenti restauri, è aperto al pubblico e visitabile acquistando in loco il ticket d'ingresso.


Ciao Jacqueline, grazie di essere passata da qui.