domenica 25 maggio 2014

Chiesa e Convento dello Spasimo

La Chiesa di Santa Maria dello Spasimo fu realizzata nella parte meridionale della spianata laddove i Saraceni (arrivati nel 831) a decorrere dall'anno 938 iniziarono a costruire il primo insediamento fortificato (dimora dell'Emiro) che prese il nome di Al Kalisah (l'eletta), oggi Kalsa.
L'iniziativa dell'edificio di culto con annesso convento venne assunta dalla Congregazione dei Padri Olivetani di Santa Maria del Bosco, provenienti da Contessa Entellina, che vollero insediarsi anche a Palermo. I Benedettini Riformati dell'Ordine fondato dal Beato Bernardo Tolomei a Monte Oliveto nel 1313, acquisita l'area edificabile dal facoltoso giureconsulto Jacopo Basilicò, che in cambio volle per la sua famiglia una Cappella mausoleo, tra il 1509 ed il 1515 procedettero alla costruzione. La titolazione rimandava all'omonimo Tempio di Gerusalemme: "Santa Maria dello Spasimo", così chiamato per mantenere vivo nella memoria dei fedeli lo strazio della Santa Madre innanzi a Gesù caduto sotto il peso della Croce. Il citato episodio della Passione peraltro costituì l'oggetto di un tela del famoso Raffaello Sanzio (1483-1520): lo "Spasimo di Sicilia", che dipinse nel 1517 su commissione del Basilicò il quale, senza badare a spese, lo collocò nella sua cappella all'interno di una edicola in marmo scolpita da un altro grande artista: Antonello Gagini (1478-1536). Il capolavoro del maestro di Urbino dopo varie vicissitudini, tra cui un leggendario naufragio durante il viaggio verso la Sicilia, approdò al museo del Prado di Madrid dove tuttora si può ammirare. Altra pregevole opera che ornava le pareti della chiesa - la "Madonna del riposo" - oggi è custodita a Palazzo Abatellis. 



Il complesso religioso non ebbe vita facile: Ferrante Gonzaga (Vicerè di Sicilia dal 1535 al 1543) per difendere la città dalle aggressioni dei Turchi di Solimano il Magnifico con basi nel Nordafrica, fece erigere, nel 1536, un possente bastione proprio a ridosso del fronte meridionale della Chiesa unitamente ad altre fortificazioni. Le costruzioni militari furono così invasive da costringere gli Olivetani a lasciare il loro Convento (nel frattempo acquisito dal Senato palermitano) ed a trasferirsi prima in quel di Santo Spirito fuori le mura e poi in San Giorgio in Kemonia. Erano gli anni settanta del XVI secolo.
Da quel momento il Tempio ed i locali contigui vennero adibiti agli usi più disparati. L'ex chiesa, a decorrere dal 1582, e per circa mezzo secolo, fu utilizzata, ininterrottamente, come teatro. Il Complesso monastico, nel 1624, subì la conversione in sanatorio per appestati; debellato il morbo, divenne deposito di cereali e merci varie, poi rifugio per reietti; nel 1855 fu Ospedale meretricio (sifilicomio) e, dal 1888 al 1986, Ospedale geriatrico (civico), titolato al Principe Umberto di Savoia, con la grande navata ridotta a giardino.
Il tetto, nel XIX sec., venne distrutto da un incendio.
Altri danni furono provocati dai terremoti.
Nel 1988 sono stati avviati provvidenziali lavori di messa in sicurezza e recupero che proseguono ancora oggi.
La suggestiva struttura dalle slanciate linee gotiche ospita - all'ombra di un malinconico sommacco, cresciuto nella navata centrale - eventi culturali, concerti e spettacoli vari.
 


 

Brevi tratti del fu Bastione dello Spasimo visti da spiragli tra i palazzoni di Via Lincoln








L'esterno della navata settentrionale.





Navata settentrionale  impreziosita da eleganti volte a crociera segnate da costoloni che convergono nella pronunciata chiave di volta.



Il pronao settentrionale coperto da cupoletta di gusto arabeggiante.




La cupoletta rossa vista dall'esterno.




La cupoletta è movimentata da quattro nicchie angolari, ricavate
 nei conci tufacei, che si alternano ad altrettante finestrelle.





Transetto ed abside sono incorniciati da altissime arcate ogivali che ricordano le gotiche cattedrali spagnole e francesi.



L'abside poligonale è coperto da catino a spicchi concavi e nervati.
Il Presbiterio, con le nude pareti, ricorda la severità architettonica scelta per le loro chiese da diversi Ordini votati alla povertà, la cui regola, tra l'altro, imponeva uno stile sobrio, essenziale, senza sculture parietali o decorazioni pittoriche che potessero distrarre il fedele dalla preghiera e dalla contemplazione di Dio nel percorso di avvicinamento alla Luce, e addirittura senza torre-campanile come corpo a sè stante.




Lapide seicentesca.




La copertura della chiesa è stata distrutta da un incendio verso la metà dell'800 e, per scelta delle autorità preposte ai beni culturali, mai ripristinata.

 


 
Arcata ribassata da cui si accede ai resti del Bastione dello Spasimo.




Nei locali conventuali dello Spasimo è ospitata anche una scuola di jazz.




L'attuale ingresso dell'ex edificio di culto si apre sotto il portico meridionale di uno dei cortili del complesso.




Questo soffitto affrescato a cassettoni fiorati è visibile nel locale che
precede la navata settentrionale (lato opposto al pronao con cupola).




Gli archi ribassati dell'atrio (Sec. XVI) di impronta gotico-catalana.





Capitelli nel colonnato dell'atrio cinquecentesco.




Volta a crociera del portico cinquecentesco realizzata con l'accostamento di pietre grezze.








Alcuni reperti provenienti da altre chiese ed edifici dismessi.



 
Dal portico orientale si accede alla Sala degli archi adibita ad eventi culturali.




 
A sinistra: scala che porta ai vasti locali dell'ex ospedale
A destra: andito che dal cortile cinquecentesco conduce alla chiesa.



 Prospetto esterno dell'ex Ospedale.



L'ingresso principale dell'ex sanatorio reca questa artistica rosta (sopraluce a raggiera in ferro battuto) con la scritta: "Ospedale Principe Umberto" e lo stemma centrale.




 
Edicola votiva con "Maria delle Grazie"sulla facciata di Via dello Spasimo. 




La Chiesa dello Spasimo vista dall'omonima Piazza.




Foto e didascalie di zio-silen

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