martedì 29 aprile 2014

Curiosità palermitane: "L'Anacoreta del Semaforo Borbonico"


Chissà quanti palermitani transitando lungo l'A29, Via Lanza di Scalea, Via dell'Olimpo, Via Monte Ercta sul  Pellegrino e zone limitrofe hanno lasciato vagare lo sguardo lungo lo skyline dei monti che chiudono la città a settentrione fino ad incontrare un torreggiante edificio  posto sul cucuzzolo di Monte Gallo a dominare Mondello e Sferracavallo. Per chi non lo sapesse, si tratta del "Semaforo Borbonico". Postazione di vedetta della marina militare, al tempo della dominazione borbonica (1734-1860), dotata di apparecchiature per impartire ordini, tramite segnalazione, ai vascelli in avvicinamento. 
Vi si arriva inerpicandosi lungo i tornanti di Via Tolomea e Via del Semaforo, che fiancheggiano le ville sospese di Pizzo Sella, percorrendo l'ultimo tratto a piedi.
Da circa venti anni - dopo un lungo periodo di abbandono e incuria - sarebbe diventato la dimora di un misterioso eremita che il tamtam popolare vuole risponda al nome di Israele. Nome che appare più volte tra i mosaici che rivestono gran parte delle pareti e dei soffitti.
Nelle borgate marinare si narra che Israele - allontanatosi dal mondo materiale per curare  la sua elevazione spirituale - abbia scelto quel luogo per farne una sorta di santuario unificante aperto ai cristiani e non solo; abbia, inoltre, ristrutturato personalmente l'edificio e curato l'addobbo musivo  realizzato con minuscoli ciottoli marini policromi e tessere di vetro parimenti colorate. I mosaici, suggestivi ed esteticamente gradevoli, assurgono a vera forma d'arte povera. Essi compongono figure simboliche, solitamente geometriche, tra cui spiccano, oltre alle croci ed alle stelle raggiate, diversi esagrammi che richiamano il Sigillo di Salomone o la Stella di David.
Una scritta su un masso qualifica la strada per il Semaforo come "Via Santa". 
Una scaletta metallica si snoda all'interno della torretta curvilinea su cui si aprono feritoie verticali.
Il corpo principale della torre finestrata ha, invece, forma ottagonale e presenta un cornicione d'attico.
Un piccolo esercito di angeli stilizzati occupa ampie zone della facciata, quasi a proteggere il luogo dagli intrusi. 
Quanti si sono spinti fin lassù concordano sulle mistiche atmosfere che offre quel luogo aperto ai visitatori, i quali, volendo, possono lasciare del cibo e, se fortunati, incrociare l'anacoreta che, a quanto pare, suole allontanarsi alla vista degli estranei che potrebbero turbare la sua vita ascetica.

 

Il Semaforo Borbonico si trova, a 527 metri di altezza, sul Monte Gallo che, unitamente all'omonimo Promontorio, rientra nella Riserva Naturale Orientata di Capo Gallo, 586 ha circa, istituita il 21/06/2001 e gestita dall'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana.



Le foto di Leo Sinzi sono state scattate con teleobiettivo da Via Lanza di Scalea.




Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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