martedì 18 marzo 2014

Oggi leggiamo Quasimodo: "Lamento per il sud"



   Lamento per il sud

    La luna rossa, il vento, il tuo colore
    di donna del Nord, la distesa di neve...
    Il mio cuore è ormai su queste praterie,
    in queste acque annuvolate dalle nebbie.
    Ho dimenticato il mare, la grave
    conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
    le cantilene dei carri lungo le strade
    dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
    ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
    nell'aria dei verdi altipiani
    per le terre e i fiumi della Lombardia.
    Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria.
    Più nessuno mi porterà nel Sud.
    Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
    in riva alle paludi di malaria,
    è stanco di solitudine, stanco di catene,
    è stanco nella sua bocca
    delle bestemmie di tutte le razze
    che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi,
    che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
    Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
    costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
    mangiano fiori d'acacia lungo le piste
    nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
    Più nessuno mi porterà nel Sud.
    E questa sera carica d'inverno
    è ancora nostra, e qui ripeto a te
    il mio assurdo contrappunto
    di dolcezze e di furori,
    un lamento d'amore senza amore.



    Salvatore Quasimodo






Postata da zio-silen
Foto di zio-silen

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