venerdì 7 febbraio 2014

Villa Garibaldi a Piazza Marina

 
Lo Chalet Elvetico ospita il custode.

Villa Garibaldi venne realizzata nel 1866 su progetto dell'Arch. Giovan Battista Filippo Basile (padre del maestro del liberty, Ernesto) utilizzando gran parte di quello slargo (oggi Piazza Marina) in tempi remoti occupato dal mare e dalla foce del "fiume del maltempo", il Kemonia che - nei secoli - provvide ad "interrare" il luogo depositando sabbie e ciotoli.



Le numerose sculture presenti lungo i viali ricordano alcuni eroi le cui sorti furono
 legate all'impresa garibaldina -  nella sua tappa palermitana - contro i borboni.




 
Giovanni Corrao (1822-1863), rivoluzionario nel 1848,
combattente con i garibaldini e, per un breve periodo,
ufficiale dell'esercito sabaudo.




 
Lo spiazzo in fondo al viale principale accoglie il piedistallo con il busto dell'eroe dei due mondi.





 
A Giuseppe Garibaldi, che poco tempo prima aveva calpestato
 quel suolo con i Mille, venne dedicata la Villa.
 



 
Cippo con inciso il nome di Rosolino Pilo (1820-1860).
Rivoluzionario antiborbonico nel 1848, combattè con Garibaldi
a Calatafimi e nel palermitano. Perì, in azione, in quel di
San Martino delle Scale il 21 maggio1860.





Lo storico Nicola Balcescu (1819-1852),
  patriota rumenu  in una scultura del 1954.




 
Autore della scultura in onore di Garibaldi 
 fu, nel 1861, Benedetto De Lisi (1831-1875).




 
La villa è incorniciata da splendide Chiese (Chiesa di San Giovanni dei Napoletani - Chiesa di Santa Maria della Catena - Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo  - Chiesa di Santa Maria dei Miracoli - e Palazzi storici quali: Palazzo dei Conti Abatellis di Cammarata, con la sua campana sul cornicione d'attico e sul fianco sinistro il medievale Steri, dimora dei Chiaromonte; sul destro il settecentesco Palazzo Del Castillo (già Hotel de France).




 Layos Tukory (1830-1860),  "Luigi" in lingua italiana,
fu patriota e militare ungherese; partecipò all'impresa garibaldina
guidando le avanguardie contro i Borboni asserragliati a Palermo;
morì il 6 giugno 1860 in seguito all'aggravarsi delle ferite riportate
negli scontri di Porta di Termini.
 La scultura, attribuita a Boldogfai Farkas, risale al 1937.



Giuseppe La Masa (1819-1881), con Rosolino Pilo guidò la rivolta contro i borboni del 1848.
Organizzò "i picciotti" siciliani che si unirono a Garibaldi nella sua campagna isolana. Si distinse in diverse azioni belliche tra cui quelle di Gilbirossa e Misilmeri. Generale dell'esercito sabaudo, fu anche deputato e uomo di lettere. Scultore del monumento: Benedetto Civiletti (1845-1899) - maestro verista.
Anno di realizzazione: 1882.




Francesco Riso (1826-1860), patriota antiborbonico, partecipò alla rivolta della Gancia (4/4/1860);
catturato, perì il 1° maggio 1860 in seguito alla ferite riportate nel tentativo insurrezionale.





 
 Padiglione (1925ca.) in origine destinato alla ristorazione degli avventori.




Viale che, partendo dall'ingresso, percorre il lato occidentale della Villa.




La grande fontana circolare, di recente ripulita e ridotata di zampillo.




 
Opera  in memoria di Enrico Albanese realizzata,
 nel 1937, dallo scultore Cocchiara.
Enrico Albanese (1834-1899) fu patriota
e medico personale di Garibaldi, di cui curò le ferite dopo
le battaglie dell'Aspromonte e del Monte Suello.




Ficus ombreggiano i viali.




Il cippo che sosteneva il busto (1870) di Raffaele De Benedetto 
vandalizzato da incivili writers.
Il De Beneddetto, patriota antiborbonico, combattè al fianco
 di Giuseppe Garibaldi a Palermo per, poi, seguirlo fino al Volturno.
Morì il 26 ottobre 1867 in una battaglia contro l'esercito pontificio
nei pressi di Frosinone.




Un angolo di Villa Garibaldi
.




Il " Ficus macrophilla", inteso anche "Ficus magnolioides",
visibile innanzi allo Steri, forse è l'esemplare più grande d'Europa.




Un visitatore attraversa le mastodontiche radici aeree del Ficus centenario.




A sinistra dell'ingresso orientale (lato Steri) si trova il luogo in cui, il 12 marzo 1909,
 cadde il tenente della Polizia di New York, Joe Petrosino colpito da mano mafiosa.




La pregevole inferriata della Fonderia Oretea, realizzata, su disegno di G. Filippo Basile,
 con artistici soggetti che ricordano una battuta di caccia organizzata in loco, nel 1538, dal Vicerè
Ferrante Gonzaga Principe di Molfetta.



Il Giardino si inscrive armoniosamente nel vasto basolato di Piazza Marina.





All'ingresso questo Cartello, segnato dalle intemperie, fornisce  ai visitatori un elenco sistematico della 40 diverse specie vegetali presenti nella Villa. Una Cartina indica con dei numeri  i siti ove sono allocate le piante.


Elenco sistematico delle specie vegetali.




Foto e didascalie di zio-silen

Questo Blog, fermo restando quanto puntualizzato nelle "avvertenze", consente la copia di proprie foto e scritti per uso esclusivamente personale e "non commerciale", CON OBBLIGO DI CITAZIONE DELLA FONTE (www.palermodintorni.blogspot.it).
Si ricorda che la violazione del diritto d'autore (copyright) è perseguibile legalmente.


Nessun commento: