martedì 10 dicembre 2013

Palermo che NON vorrei: "TARES E MUNNIZZA"


Pare incredibile, eppure i tapini che, come me, in questi giorni prenatalizi (sigh!) ritornano dall'Ufficio Postale - dove si sono svenati per pagare la TARES (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi) ed altre tasse aumentate a dismisura negli ultimi cinque anni e talvolta raddoppiate - sono costretti a turarsi il naso e fare lo slalom tra montagne di munnizza che sommergono i marciapiedi e parte della carreggiata.
 

"Togliamo il pane dalla bocca dei figli per avere in cambio servizi discontinui, insufficienti, talvolta inesistenti" è la lamentazione che, come un venticello, attraversa i quartieri cittadini.

 E la giaculatoria non si limita certo alla sola gabella locale. "I signori di Roma che decidono della nostra sorte, non riuscendo nella definizione di quella parte di spesa pubblica fatta di sprechi,
per demolirla, trovano molto più comodo considerare il contribuente come un bancomat dal quale attingere senza limiti" afferma 'u chianchieri d'accordo con il quarumaio ed il panellaro.
 

Gli astanti, solidali, sentono la bile salire in bocca, le tempie suonare a martello, il cuore rullare come un tamburo e si fa strada una domanda collettiva: "ma questi governanti che NOI - sicuramente affetti da sindrome di Stoccolma - insistiamo con masochismo a votare, sono obnubilati o proprio non capiscono che continuando a togliere ai cittadini quel poco di ossigeno a disposizione (quello, per intenderci, fatto di esigui stipendi e modeste pensioni che da anni non vengono più  rivalutate in base al costo della vita) provocheranno prima asfissia e poi reset agonico?".

Ed il venditore di cavuliceddi aggiunge: "per non parlare degli sventurati proprietari di seconda casa improduttiva di reddito - magari acquistata con la liquidazione o ereditata dalla nonna - tartassata da mille tributi gravanti sempre su quella modesta pensione o su quell'esiguo stipendio".

"Ma tornando (purtroppo) agli effluvi della munnizza ed agli umani rimedi", abbannìa 'u pisciaru, "mi chiedo, per esempio, se sia impossibile (come sembra) rimuovere quegli enormi cumuli di  maleodoranti sacchetti, addossati alle cancellate delle quattro Scuole (alberghiero-media-elementare ed asilo) di Via Pier Luigi Deodato, al Villaggio Santa Rosalia".


Un suggerimento folle arriva dal frittularu: "il Comune metta dei camion a disposizione dei genitori, son certo che questi sapranno cosa fare per tutelare la salute dei loro figli".



zio-silen



P.S. Apprendo dal GdS di oggi che, se approvata la relativa legge attualmente in discussione all'ARS, " i 90 onorevoli avranno dal 2017 un aumento automatico dello stipendio in base all'indice Istat".
Conoscendo la sensibilità di lor signori auspichiamo che il beneficio venga esteso (magari con qualche anticipo) a tutti i lavoratori e pensionati siciliani (sicuramente altrettanto bisognosi).






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