lunedì 16 dicembre 2013

Palazzo dei Normanni: "L'interno"

I resti delle mura puniche emersi dagli scavi archeologici condotti sotto la Sala Duca di Montalto e nell'angolo orientale della vicina Villa Bonanno - oltre alla vasta necropoli lato monte - ci portano ad immaginare, nel sito oggi occupato dal Palazzo dei Normanni, insediamenti con imponenti fortificazioni realizzate, già nell'VIII Sec. a.C., dai Fenici provenienti dall'Africa mediterranea.

Poi ci troviamo a fantasticare sull'elegante apporto architettonico dei Romani (dal 253 a.C.) fino alla caduta del loro Impero nel V Secolo e sulle rovine prodotte, a decorrere dal 445, dalla furia dei Vandali prima e Ostrogoti successivamente.

Il palazzo riprende il suo aspetto regale sotto i Bizantini di Giustiniano (482-565) - vincitori con il Generale Flavio Belisario (500-565) - che, sconfitte le orde barbariche, vi si insediano dal 535 all'830 ca. .

Quindi subentrano gli Arabi dotati di ottimi architetti ed esperte maestranze che lasciano la loro impronta nelle linee lievi e nelle strutture possenti (alcune giunte fino a noi) e nella porta (scomparsa) chiamata "Bab al-abna". 

Ma è nel 1072 con l'arrivo dei normanni venuti dalla Francia settentrionale, sotto la guida dei fratelli Ruggero (1031-1101), futuro Gran Conte di Sicilia e Roberto il Guiscardo (1015-1085), della nobile casata degli Altavilla,  che il Complesso si arricchisce di ulteriori opere, tra cui viene ricordata: la "Torre Rossa", demolita nel 1553. 

Nel 1112 ca., Adelasia del Vasto terza moglie e vedova di Ruggero I nonchè madre di Ruggero II,  reggente del regno dal 1101 al 1112, trasferisce la corte reale a Palermo, alloggiandola nella Fortezza. 

Nel 1130 Ruggero II (1095-1154), figlio del precitato omonimo Re di Sicilia, coniuga le spartane strutture difensive preesistenti con elementi di raffinatezza e di grandiosità tali da farne una Reggia con tanto di Cappella privata: "la Palatina" (1131).

Ulteriori apporti (Sala di Ruggero?) arrivano da Guglielmo I il Malo che, alla morte sopravvenuta nel 1166, viene tumulato all'interno della "Chiesa inferiore" (Santa Maria di Gerusalemme, poi titolata a Santa Maria delle Grazie), preesistente alla sovrastante Palatina. Le spoglie successivamente saranno trasferite nel Duomo di Monreale.

La Reggia viene plasmata ancora da Guglielmo II, il Buono (1155-1189) ed anche, in età giovanile, da Federico II, lo Svevo, detto Stupor Mundi (1194-1250). 
Con gli svevi comincia la fase di declino del complesso: i reali optano per altre dimore pur mantenendo in loco l'Amministrazione e le Finanze.

Cacciati gli Angioini con la rivolta popolare dei Vespri (1282) e chiusa, dall'ultimo scorcio del XIV secolo, la parentesi dei re aragonesi che preferiscono dimorare nel Palazzo fortificato dello Steri, confiscato alla Famiglia Charomonte, ed ubicato nell'area dell' odierna Piazza Marina, subentra un periodo di relativo abbandono -  almeno quale luogo di governo.

Circa un secolo dopo - esaurito l'impiego quale sede dell'Inquisizione (1513-1553) - si apre, per l'edificio, la luminosa stagione dei Vicerè spagnoli.

In quel periodo (Sec. XVI) si addiviene all'abbattimento della Torre Greca, eretta dai normanni a presidiare il sottostante fiume Kemonia.

Nel 1580 prende forma il camminamento scoperto tra la Reggia e Porta Nuova. Tale infrastruttura riceve copertura circa un secolo dopo (1696) per dar vita a quei locali che oggi sono sede del Comando Regione Militare Sud.

Il quindicennio Asburgico, iniziato nel 1720, si chiude mentre nasce il grande andito che dal giardino pensile conduce al Cortile della Fontana.

Nel 1734, Carlo re di Napoli , sconfitti gli austriaci, consegna la palermitana Casa normanna ai Borboni che vi si stabiliscono dal 1735 fino all'unità d'Italia (1860). 

Durante il Regno di Carlo III prende forma il magnifico scalone monumentale cui si accede da Piazza Indipendenza.

Nel 1787 si ha la rivisitazione della Galleria (1600) del piano nobile, con la nascita delle tre Sale dagli intensi colori parietali: Rossa (già Stanza del trono borbonico); Gialla e Verde (destinate ad udienze ed altre attività politiche).

Nel 1791, su impulso del Vicerè D'Aquino Principe di Caramanico - regnante il Borbone Ferdinando III di Sicilia - viene realizzato, sulla normanna Torre Pisana, l'osservatorio astronomico. Le sue potenti lenti,  nel 1801, scoprono il pianeta Cerere.

Nella prima metà dell'ottocento, venute meno le esigenze difensive, si demolisce il tratto dei Bastioni lato mare.

Dal 1947 il Palazzo ospita l'Ars (L'Assemblea Regionale Siciliana che si riunisce nella Sala d'Ercole).

A far data dal 1930 sono stati avviati lavori di conservazione e restauro che proseguono tutt'ora.


Sala dei paesaggi siciliani


Paesaggio siciliano


Sala cinese con affreschi del Patricolo (1834-1905)





Sala della Regina o pompeiana.
Pittore: Giuseppe Patania (1780-1852).








Sala dei Vicerè


Il soffitto della Sala dei Vicerè con le pitture
 di Salvatore Gregoretti, commissionate dai Reali nel 1901.


Sala dei venti. La denominazione deriva 
dalla rosa dei venti presente nel soffitto
 ligneo settecentesco.


Linee architettoniche di chiara impronta fatimita
 all'interno della sala dei venti.


 




Strutture interne del 2° ordine  della Torre Gioaria che nei suoi bassi accoglieva il locale destinato agli armigeri. La Gioaria è attigua alla  Pisana . Le due turriformi strutture risultano ben visibili ammirando gli Esterni del Palazzo dall'angolo nord-ovest di Villa Bonanno o posizionandosi dinanzi l'ex Ospedale San Giacomo, sul Cassaro.



Anticamera che unisce la Torre Joaria alla sala di rappresentanza della Presidenza dell'ARS nell'adiacente Torre Pisana. Il piano inferiore di quest'ultima comprende la stanza detta "del tesoro reale".


Sala di Ruggero II con il meraviglioso addobbo musivo
 bizantino recante scene di caccia e simboli reali
 frammisti ad elementi vegetali.


Altra immagine della Torre Joaria con la Sala
 titolata al precitato sovrano normanno.


Tarsie marmoree policrome alternate a mosaici (Sec.XII)
 della medesima pietra  nel pavimento della Sala di Ruggero.


Sala d'Ercole o del Parlamento Siciliano


Nella Sala del Parlamento, gli affreschi del Velasquez
 - realizzati a cavallo dei secoli XVIII e XIX - 
 raccontano le mitiche "Fatiche di Ercole".


Volta della Sala che ha ospitato ed ospita
 il più antico Parlamento Europeo.


Pannello di Giuseppe Velasquez (1750-1827) 
con l'invincibile eroe mitologico.


Affreschi della volta
con "L'apoteosi d'Ercole".


Ercole si dà la morte facendosi 
bruciare su una pira ardente.


Statua di Archimede nell'omonima Sala


La Cappella Palatina  con il meraviglioso addobbo musivo.


Simulacro marmoreo di Federico II Hoenstaufen di Svevia, sovrano illuminato, discendente di Ruggero II  dalla parte materna e dal Barbarossa  da quella paterna (il suo sepolcro si trova nella Cattedrale palermitana). La statua è collocata nella scala monumentale


Esterno del Palazzo QUI


Il Palazzo Reale dal 3 luglio 2015 è assurto a Patrimonio dell'Unesco all'interno dell' Itinerario Arabo-Normanno che si snoda tra Palermo, Monreale e Cefalù.





Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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