venerdì 6 dicembre 2013

Palazzo dei Normanni: "L'esterno"

Palazzo dagli emiri (Sec. X) e reggia dei sovrani normanni (Sec. XII e XIII), dal 1555 divenne dimora dei vicerè e saltuariamente dei sovrani spagnoli, borbonici e savoiardi.




I Bastioni, eretti allo scopo di approntare una efficace barriera a protezione del Palazzo Reale, presero il nome da San Pietro al quale, nel lontano 1132, il normanno Ruggero II dedicò la Cappella Palatina (da Palatium - Palazzo), spendido gioiello allocato negli "interni della Reggia".




Mura di Piazzetta della Pinta dietro le quali si trovavano le Prigioni del maniero.



Fontana sul terrazzo di accesso al Palazzo (lato Piazza Indipendenza).



Cortile Maqueda (XVII Sec.), stile dai richiami classici.
Sul piano del cortile Maqueda, sottostante la Cappella Palatina e  preesistente ad essa, si trova la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (impropriamente intesa "cripta") già titolata a Santa Maria di Gerusalemme al tempo di Roberto il Guiscardo. 



Portico meridionale con volta a crociera e colonnato dorico.



"Danzatrice": scultura esposta
 sotto il porticato del Cortile Maqueda.



Altra immagine del Cortile titolato al  Vicerè
Don Bernardino Cardines Duca di Maqueda.



Visitatori all'interno del lussureggiante giardino pensile  realizzato sopra il Bastione San Pietro. I visitatori ammirano un fenomeno alquanto raro nel regno vegetale: l'abbraccio di un pino e un ficus in armoniosa simbiosi.


Il  Giardino all'taliana (nella foto la fontana a doppia conca), risalente agli albori del XVII secolo, sorse per volere dei vicerè spagnoli quale luogo di ricreazione dalle attività di governo  esercitate nei nuovi locali del palazzo, tra cui la Sala d'Ercole (seconda metà XVI Sec.). Sul finire del settecento, seguendo il gusto dell'epoca, vennero impiantate le prime specie rare e lo spazio venne rivisitato ispirandosi ai giardini all'inglese. Oggi rimangono sparute tracce dell'originaria struttura.


Enorme Ficus macrophylla al centro del Giardino pensile.


Dal giardino del Palazzo è possibile godere di una visione ravvicinata del tronco di piramide maiolicato, con stemma viceregio, che funge da copertura della cinquecentesca Porta Nuova.



Commistione di stili - dall'arabo-normanno al neo gotico - nel prospetto rivolto verso Piazza Indipendenza.


Prospetto occidentale delle normanne Torri "Pisana" e "Gioaria": l'una attigua all'altra.


Nella foto, l'ingresso all'andito - dalla volta a botte - che, con una leggera inclinazione, conduce al Cortile della Fontana.


Cortile della Fontana (Sec.XVI) risalente al tempo dei Vicerè spagnoli.


Sotto il portico del Cortile della Fontana si può ammirare questa finestra di chiara matrice fatimita. L'apertura è decorata con cornice bugnata e grata - di gusto arabo - artisticamente lavorata.


La Fontana che dà il nome al Cortile.


Archi a tutto centro e colonnato dorico nel loggiato del terzo ordine del Cortile Maqueda.


La realizzazione - nel 1600 - del Cortile Maqueda, unitamente agli altri corpi di fabbrica sorti nel ventennio successivo, determinò l'occultamento della Cappella Palatina, prima visibile, con le sue absidi, dal Piano antistante il Palazzo.


Cortiletto di sud-ovest
 

Nel loggiato del secondo ordine si apre, a settentrione, l'accesso alla Cappella Palatina.
 

Il Palazzo Reale dal 1947 ospita l'Assemblea Regionale Sicilana.
Due portali in stile barocco (uno sormontato da aquila viceregia), in Piazza del Parlamento, si aprono sull'imponente facciata del fabbricato aggiunto nel 1616 per sopravvenute esigenze logistiche dei regnanti. 


 

Particolari decorativi dei portali barocchi. 


Un pannello informativo - collocato su Corso Vittorio Emanuele - offre a cittadini e turisti l'immagine (tratta dal dipinto di anonimo pittore siciliano) del piano del Palazzo reale agli albori del XVIII secolo. In evidenza i bastioni realizzati dai Borboni nel 1648. Il cerchietto rosso indica il sito in cui, a detta degli esperti, era allocata la Chiesa di Santa Maria della Pinta, rivisitata e ridotta nei volumi già nel 1564 per favorire i lavori di allineamento del Cassaro ed  abbattuta nel 1648 per dare spazio al bastione.



Il Monumento a Filippo V nel piano del Palazzo : La statua del sovrano è stata realizzata nel 1856 da Nunzio Morello. Le otto statue poste sulla balaustra rappresentano gli stati governati dal re, quelle ai suoi piedi (quattro) i regnanti sconfitti e supplici.






L'osservatorio astronomico, ubicato sulla Torre pisana, è stato realizzato nel 1791 su impulso del Vicerè D'Aquino Principe di Caramanico. Le lenti del suo Telescopio, nel 1801, scoprirono il pianeta Cerere.
Il prospetto neogotico è opera dell'architetto Niccolò Puglia, che nel quarto decennio del '800 occultò le sobrie linee normanne.
Adiacente alla "Torre pisana" (custodiva i tesori reali) è la coeva "Torre Gioaria" (già alloggio di Ruggero II). 
L'originaria Fortezza normanna comprendeva altre due torri di cui, nei secoli, si è persa ogni traccia: "Greca" e "Chirimbi".



Nel 1580 venne realizzato un camminamento scoperto tra la torre Pisana e Porta Nuova. Tale infrastruttura fu chiusa e coperta circa un secolo dopo (1696) per realizzare quei locali che oggi sono sede del Comando Regione Militare Sud.
Nella foto di Leo Sinzi sono ben visibili le attigue torri "Pisana" e "Gioaria", di epoca normanna.


Il tratto del Bastione San Pietro che corre in direzione del Cassaro ospita la Cavallerizza.


Ingresso della Cavallerizza a fianco di Porta Nuova.





Interni del Palazzo QUI


Il Palazzo Reale dal 3 luglio 2015 è assurto a Patrimonio dell'Unesco all'interno dell' Itinerario Arabo-Normanno che si snoda tra Palermo, Monreale e Cefalù.

 
Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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