venerdì 18 ottobre 2013

Chiesa delle Croci - Santa Maria di Monserrato

Cappella con simulacro di Santa Maria di Montserrat


Nella foto, la caratteristica doppia scala acciottolata che da Via delle Croci conduce all'attuale ingresso della chiesa.

 


Villa De Luna-Cifuentes, che accoglie il piccolo Tempio, si affaccia anche su Via Libertà, (pressi  Giardino Inglese) con la splendida facciata principale dalle linee gotiche-medioevali disegnate da G. B. Basile (1825-1891).


 
 
Un utile prospetto informativo accoglie i visitatori sullo stipite sinistro dell'ingresso.



L'ariosa loggetta campanaria sormonta il prospetto laterale su Piazza F.sco Crispi, intesa Piazza Croci (il toponimo ricorda l'iniziativa di alcuni frati Cappuccini - collocabile nell'ultimo scorcio del '600 - di erigere in quel piano sette enormi croci lignee. Episodio avvenuto al culmine di una processione (per la vulgata: anche per scongiurare un ritorno della peste che anni prima aveva flagellato la città). La chiesa - inglobata nella cinquecentesca Villa ralizzata dal Duca di Bivona, Don Pietro De Luna - si fa risalire al 1690 ca.. Titolare, in origine, la Madonna dei Sette Dolori; dal 1943 la Madonna di Montserrat.



L'interno a navata unica con cappelle e nicchie parietali



Sopra l'altare maggiore è posto il Crocifisso ligneo del XVII Sec. su Reliquiario barocco.



Il catino absidale è interamente affrescato. Sono visibili due angiolini al centro e puttini momocromatici negli spazi trapezoidali. Nelle vele si riconoscono i Santi Pietro, Paolo e Giovanni Battista. Nella lunetta (nella foto seminascosta dal lampadario) è il Padreterno.



Volta a botte con affreschi e decorazioni dai richiami barocchi. L'opera - risalente agli inizi del '900 - è di Francesco Padovani e Giuseppe Enea. Al centro: "L'Addolorata". Nei medaglioni, incorniciati in ghirlande dorate, si riconoscono i Santi Monica; Rosalia; Agostino e Alfonso de' Liguori.



"Sacra Famiglia" di Raffaello Visalli  (1744).



"Madonna in gloria con i Santi Scolastica, Gregorio Magno, Francesco di Sales e Rosalia".



Madonna del Monserrato (Museo Diocesano). L'opera, in legno intagliato e dipinto, è stata realizzata tra la fine del '500 e gli albori del '600. Proveniente dalla Chiesa della Madonna del Monserrato al Castello (distrutta dai bombardamenti del 1943 che colpirono Palermo), si può ammirare presso il Museo Diocesano di Via Matteo Bonello.

La chiesa di Piazza Croci è titolata alla Santa Vergine miracolosa, il cui simulacro ligneo venne rinvenuto da alcuni  pastorelli in una grotta della montagna di Montserrat, nella regione  della Catalogna, a circa 40 Km da Barcellona. I devoti spagnoli la chiamano "Morenita" per via del colore scuro della statua.



Crocifisso in sacrestia



Simulacro ligneo di San Giuseppe con Bambino (Sec. XVII)




Sottocoro con volta a crociera e  tre arcate ribassate che sostengono il coro tripartito.



Simulacro collocato su piedistallo che reca  il  simbolo mariano.



Vara con la Mater Dolorosa. Accanto è parzialmente visibile la teca con il Cristo morto.
Le Vare (fercoli), il venerdì di Passione - precedute dal lacerante suono della "traccola" - vengono
 portate in processione per il quartiere dall'antica Confraternita della Madonna del Monserrato.
Confraternita costituitasi nel 1820, presso la Chiesa di Santa Lucia al Borgo (distrutta dai
bombardamenti del 1943), tra Commercianti, Maestri e Proprietari di barche.


 
Decorazioni scultoree e pittoriche illustrano momenti della Passione



Prospetto rivolto verso Via delle Croci e Via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.



Muretto, sormontato da tondo maiolicato, delimita il Sagrato




Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Avete chiesto autorizzazione a pubblicare immagini che, seppur in luogo aperto al pubblico, appartengono a soggetti privati?
Il modo fraudolento da voi utilizzato ha determinato errori ed imprecisioni di notevole portata.
Questa da voi praticata è «integrale disinformazione».






zio-silen ha detto...

Premesso che questo è un Blog di servizio al prossimo, senza alcun scopo di lucro e - come evidenziato nelle Avvertenze - senza presunzione di detenere il dono dell'infallibilità, mi sarebbe piaciuto che l'anonimo lettore che precede, al posto di generiche ed opinabili accuse, avesse specificato in quali "errori e imprecisioni di notevole portata" sarei incorso tanto da determinare "integrale disinformazione"; dove "integrale" è sinonimo di TOTALE (inclusiva, quindi, della scheda informativa esposta in loco e integralmente riportata nel post?).

Sempre pronto a correggere eventuali, comprovati, errori (di cui mi permetto di dubitare), auspico costruttive precisazioni confidando anche nello spirito di servizio del commentatore.