domenica 30 giugno 2013

I Palermitani D.O.C. non insozzano l'amata.


 
Quanti, in questi giorni, si trovano a passare davanti la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, in Via Maqueda, vengono colti da subitaneo raccapriccio nel prendere visione dell'opera devastatrice posta in essere da improvvisati graffitari nei confronti di un edificio che, oltre ad essere sacro per i fedeli, con le seicentesche architetture di Paolo Amato ed il meraviglioso apparato decorativo barocco, rientra a buon diritto tra i gioielli più pregiati del patrimonio artistico della Città.
Gli autori dell'orrendo misfatto, armati di bombolette spray, hanno sfogato quello che sembra rancore contro Dio, i credenti, la cittadinanza tutta,  gli amanti dell'arte, lasciando la  loro indelebile traccia multicolore lungo tutto il prospetto laterale della Chiesa apogea della Madonna della Provvidenza. Prospetto che la basilica sotterranea condivide con la sovrastante Chiesa di San Giuseppe di cui fu cripta.
Gli imbrattatori, nonostante il tenore delle scritte possa trarre in inganno il lettore ingenuo, nulla hanno da spartire con le vittime della "crisi" che quotidianamente manifestano il loro disagio:  operai che difendono il lavoro; sfrattati alla disperata ricerca di un tetto; studenti che vedono compresso, spesso compromesso, il diritto allo studio da mortificanti selezioni (per censo?); contadini che vorrebbero quantomeno sopravvivere, e non morire, con il poco che traggono dalla terra; ecologisti che desiderano un futuro per il pianeta e per i loro figli. Queste persone lottano civilmente per la loro vita e per quella delle loro famiglie e mai si sognerebbero di sporcare l'agorà cristiana, la sede dell'"Assemblea", il patrimonio artistico-storico-monumentale che arreda e rende bella la città in cui vivono. 
I writers invece non si sono limitati all'atto blasfemo sul Sacro Tempio ma hanno sporcato la memoria di una Palermo artisticamente "felicissima"; 'ngrasciato la genialità; violentato l'arte; sfregiato la "bellezza" di quella che è anche (e purtroppo) la loro Casa.
Vorrei che lo scempio finisse, che gli stessi manifestanti in corteo approntassero adeguate difese dei monumenti che incontrano nel loro passaggio e che agli sporcaccioni, colti sul fatto, si offrisse una possibilità di "redenzione" magari donando loro solventi, stracci e spazzole.
Perchè i Palermitani D.O.C. amano la loro città. E, si sa, chi ama davvero non insozza l'amata.






zio-silen



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