venerdì 3 maggio 2013

La Chiesa di San Giuseppe dei Teatini in immagini antecedenti il restauro in corso


San Giuseppe dei Teatini è stata realizzata, tra il 1612 ed il 1645, dai Chierici Regolari Teatini al posto di una preesistente chiesa donata loro dalle facoltose Maestranze dei Falegnami. "Sia povera la cella, sobrio il vitto ma ricca la chiesa": tale regola dell'Ordine Teatino è stata sicuramente rispettata nel porre in opera la chiesa di Corso Vittorio Emanuele. Lo sfarzo e l'opulenza del barocco lasciano senza fiato quanti varcano il suo ingresso. Angeli, putti, intarsi dorati, marmi mischi, pregevoli statue, crocifissi, affreschi, baldacchini policromi, magistrali dipinti su tela e tanto altro viene offerto ai visitatori che si aggirano incantati tra le 34 imponenti colonne.
Le immagini scattate da zio-silen solo in minima parte rendono l'idea di tanta magnificenza. (Nella foto uno dei "quattro canti di città" taglia un angolo del Tempio Teatino).


< SX: Prospetto neoclassico (1844) su Corso Vittorio Eman.e facciata laterale su Piazzetta S. Giuseppe (richiama i cantoni della vicina Piazza Vigliena


DX: Statua di San Gaetano ornata da colonne ioniche e, ^
sulla nicchia, da ghirlande di fiori e teste alate di cherubini.


Statua di San Giuseppe (Baldassarre Pampillonia 1738)
Ai piedi, stemma dei Falegnami (l'ascia incoronata)




Campanile ottagonale con colonne
tortili (Arch. Paolo Amato)


Il prospetto della Chiesa su Via Maqueda
(visto da piazza Pretoria).




 
SX: Ignazio Marabitti (1719-1797). DX: Federico Siracusa (attivo tra la fine del '700 ed i primi decenni dell'800) discepolo di Francesco Ignazio Marabitti: Acquasantiere sorrette da Angeli.




 











SX: Abside Presbiterio. Una fitta trama di affreschi e stucchi ricopre in ogni sua parte la volta del presbiterio. Gli affreschi vengono attribuiti a G. Colandrucci (1646-1707) ed al trapanese Andrea Carrera vissuto tra il XVI ed il XVII Sec.).
DX: Pregiato Crocifisso posto sull'altare maggiore: Croce in bronzo ed agata, il Cristo realizzato in avorio.



 Navata sinistra. Sul fondo
la Cappella di San Giuseppe.



























Nella cappella di San Giuseppe, sul fianco sinistro del presbiterio, concessa come segno di gratitudine alle Maestranze dei Falegnami, rifulge in tutto il suo splendore la cinquecentesca statua lignea del Santo rivestita di lamina dorata. Sulle pareti laterali due altorilievi marmorei con episodi della vita del Santo.





 

"Sogno di Giuseppe" e "Sacra Famiglia" altorilievi
di Filippo Pennino (1755-1801).



 
Cappella di San Giuseppe: "Sacra Famiglia e Angelo" (SX) e "Il Santo morente" (DX)


Suggestivo tratto della navata destra e della volta.




Volta della cupola con affresco del fiammingo
Guglielmo Borremans (1672-1744):
"Trionfo dei Santi Teatini"(1724)
.
Nei pennacchi sono riconoscibili gli
Evangelisti
attribuiti a
Vincenzo Manno (1757-1821).





Matteo (simbolo: Angelo)









Giovanni (simbolo: Aquila)




















Marco (simbolo: Leone)


















Luca (simbolo: Bue)




SX:Altare settecentesco posto nel transetto destro.
Pavimento in marmi policromi
dai fantasiosi disegni geometrici.

DX: Il Paliotto reso a bassorilievo con Sant'Andrea
inginocchiato innanzi alla Santa Vergine.





La tela di Sebastiano Conca (1680-1764)
da Gaeta descrive con mirabili
pennellate
la morte di Sant'Andrea d'Avellino.

Nella predella angiolini in bassorilievo.



Affreschi e stucchi dell'ala sinistra del transetto




La volta dell'ala destra del transetto.




Volta a botte con stucchi di Paolo Corso
(attivo tra fine '600 e primi decenni del '700)
ed affreschi
del messinese Filippo Tancredi (1655-1722).




Capitello dell'arco del transetto (SX) e Stucchi ornamentali di una cupoletta laterale (DX):



*Madonna con Bambino* (XVI Sec.)
di Domenico Gagini (1420-1492) padre
del grande Antonello.






Ai piedi della Vergine del Gagini un bassorilievo
raffigurante *La Natività*






Alcune delle 34 colonne che, si narra,
furono tratte da un unico blocco di marmo
grigio proveniente dalle cave del
palermitano Monte
Billiemi.




Cappella della Madonna di Pompei.
Sopra la tela, lo stemma dei Padri Teatini,
in marmo, tra due Angeli.




 
Bassorilievi Cappella della Madonna di Ponpei



Affresco volta Cappella Madonna di Pompei con
"Incoronazione della Vergine".




 
Cappella dei Beati: Il Teatino Giovanni Marinoni ai piedi della Madonna delle Grazie (SX) e Madonna dai richiami bizantini (DX).



Pulpito in legno di noce intarsiato
  e decorato con figure dorate (XVIII Sec.)





 

 

Alle spalle dell'ambone, la Cappella con pala d'altare recante la Madonna con Bambino ed ai suoi piedi il teatino San Giuseppe Maria Tomasi. Sulla parete Sx: bassorilievo in stucco.



 
L'ala sinistra del transetto con l'altare dedicato a San Gaetano.




Sull'altare tela del famoso pittore
monrealese Pietro Novelli (1603-1647)
raffigurante
San Gaetano assunto in cielo.





Stemma sul lato destro del'altare (SX). Affresco sulla volta del transetto (DX).



Navata destra con le cupolette
che anticipano le Cappelle.





SX:Cappelladel Crocifisso
a destra del presbiterio.

DX: Crocifisso ligneo su Reliquario:
Frate Umile di Petralia (XVIII sec.)










 Cappella del Crocifisso: Affreschi raffiguranti episodi della vita di Cristo (SX). Tela con Santa Rosalia (DX).




 


Cappella della Madonna di Trapani ( Gagini XVI sec.) ornata da colonne tortili e marmi mischi (XVII sec.). Sulla volta: "Annunciazione".




 

Madonna della Purità su drappeggio in marmi policromi retto da angeli.






Cappella che custodisce l'effige della "Miracolosa Madonna della Provvidenza" proveniente dall'omonima chiesa realizzata attorno al 1630 adattando la cripta a volte ribassate della stessa San Giuseppe dei Teatini (attualmente chiusa in attesa di restauri).
Al sicentesco dipinto della Madonna della Provvidenza, oggetto di grande devozione dei palermitani, nel 1733 ca. vennero aggiunte le due corone che coprono il capo di Maria e Gesù.



L'altare della chiesa sotterranea che ospitava la "Miracolosa Madonna della Provvidenza"
 possedeva un prezioso paliotto in argento lavorato a sbalzo che oggi si può ammirare 
sul fronte dell'altare maggiore del superiore tempio.




 
Chiesa della Madonna della Provvidenza, seminterrata, già Cripta
 della Congregazione dei Falegnami e dei Padri Teatini.




Immagine ravvicinata del paliotto lavorato
nel settecento dai maestri argentieri di
Palermo. Al centro l'effige della
"Miracolosa Madonna della Provvidenza".




Nella foto, l'altare maggiore della chiesa ipogea che accoglieva sia la sacra immmagine della Madonna della Provvidenza (oggi custodita in San Giuseppe) sia l'argenteo paliotto dei Maestri cesellatori palermitani.




 

SX: Particolare del pavimento a tarsie marmoree policrome. Nel tondo lo stemma dei Padri Teatini.
DX: Alle figure degli Apostoli, nelle vele, lavorarono il Velasco e Vincenzo Manno.


 
SX: Crocifisso ligneo. DX: Nell'ala sinistra del transetto una teca murale custodisce il Bambinello Gesù con la mano destra nell'atto di benedire e la sinistra che regge il globo.



In una teca il gruppo scultoreo
in terracotta con San Giuseppe
morente assistito da Gesù e Maria.



Il maestoso organo a tre tastiere sopra l'ingresso.




 
SX: Una delle due cantorie ai fianchi dell'organo dai festosi, barocchi, intagli dorati.
DX: Pregevoli decorazioni sull'architrave di uno dei portali ai lati dello scalone d'accesso.



Prospetto laterale su Via Maqueda. Il Portale barocco reca inciso su un capitello l'anno 1632.
I bassi finestroni chiusi da robuste grate forniscono luce alla Cripta seminterrata divenuta Chiesa
di Santa Maria della Provvidenza.







Immersi nell'immensa facciata laterale,
 quasi invisibili, due quadretti d'epoca
 con il Crocifisso
 e la SS. Madonna della Provvidenza.




Il Vicolo Giuseppe D'Alessi separa la Chiesa di San Giuseppe dell'ex Casa dei Padri Teatini (dal 1805 sede dell'Università di Palermo ed oggi della Facoltà di Giurisprudenza). In essa i Teatini dimorarono per quasi due secoli per trasferirsi poi presso il Convento della Catena sul Cassaro (oggi prestigiosa sede dell'Archivio storico di Stato).




L'ingresso della Casa Teatina in stile neoclassico immette nel vestibolo. Nella volta sono ancora visibili le tracce dei decori seicenteschi.





L'ex convento seicentesco presenta un grande chiostro
dall'imponente colonnato dorico con archi a tutto sesto.





Il portico meridionale con la volta a crociera.




La facciata neoclassica dell'ex Casa dei Padri Teatini.
Il Convento sarebbe stato collegato alla Chiesa di
San Giuseppe tramite archiponti stesi su Vicolo D'alessi.




Su vicolo D'alessi si erge il portale d'ingresso dell'Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami che occupa l'angolo settentrionale dell'ex Casa dei Teatini. Di gradevole impatto visivo, nonostante il cattivo stato di conservazione, il tondo sul timpano spezzato con le figure di San Giuseppe e Gesù Bambino. Sotto l'ascia incoronata, simbolo della Congregazione dei Falegnami.





Foto e didascalie di zio-silen

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2 commenti:

gianduiot ha detto...

Incredibili bellezze.
Complimenti.

gianduiot

zio-silen ha detto...

Ringrazio Gianduiot/Roberto per l'apprezzamento mostrato nei confronti delle mie foto e della mia città.