mercoledì 29 maggio 2013

Istituto Principe di Castelnuovo

Al civico n.1 di via Resuttana non passa inosservato il monumentale ingresso al Parco di Villa Castelnuovo, con i due pilastri bugnati sormontati da elementi decorativi in stucco. I cipressi che ornano il lungo viale,  ombreggiano i campi da tennis del circolo che, sul lato sinistro, occupano una porzione del parco. Il viale si interrompe innanzi alle doriche colonne del Gimnasium.





 

 Plastiche decorazioni che, in un intrecciarsi di cornucopie e attrezzi agricoli,
 simboleggiano l'Abbondanza tramite l'Agricoltura (Autore: Michele Varrica).






Il prospetto del Gimnasium (lato Monte Pellegrino) con una figura allegorica
ai piedi della scala.






Altra figura allegorica decora l'ingresso dell'edificio, dalle chiare linee neoclassiche, realizzato in circa tre lustri (a far data dal 1820) dall'Architetto Antonio Gentile (1790-1834) allievo del più famoso Venanzio Marvuglia. 

Sulle origini dell'Istituto Agrario Castelnuovo apprendiamo dall'Enciclopedia Treccani  quanto segue:

"Nel 1819 il principe di Castelnuovo, ritiratosi con amarezza dalla vita politica attiva dopo lo scioglimento del Parlamento siciliano, decise di istituire nel parco della sua villa ai Colli presso Palermo un istituto agrario. Il decreto di fondazione dell'edificio fu firmato il 5 ott. 1819 dal re Ferdinando I e la costruzione durò circa quindici anni, poiché, ancora nel 1834, Agostino Gallo affermava che mancavano gli ultimi abbellimenti dei prospetti esterni e del vestibolo interno (p. 332). Scopo dell'istituto era quello di promuovere in Sicilia metodi razionali di conduzione agricola, nel solco di una tradizione di studi agronomici che a partire dalla seconda metà del Settecento erano divenuti una delle principali occupazioni della nobiltà siciliana e che si erano concretizzati con l'istituzione degli orti botanici. Solo intorno alla fine del Settecento tale interesse aveva assunto un carattere meno teorico ed elitario con l'istituzione di istituti agrari come quelli del principe Stefano Reggio Gravina d'Aci e del principe di Castelnuovo. Alla base del progetto elaborato dal G. è un'idea dell'architettura che, derivando in parte da quella del tardo Settecento francese e in parte dall'architettura neoclassica inglese, appare principalmente basata sulla sobria aggregazione di volumi semplici quasi del tutto privi di decorazione.
Il G. progettò l'edificio centrale come un vero e proprio ginnasio, nel più puro stile neoclassico, ispirato idealmente ai modelli dei templi di Selinunte e al ginnasio dell'orto botanico di Palermo, progettato nel 1789 dall'architetto francese Léon Dufourny. A pianta rettangolare con muri in pietra squadrata, l'edificio si sviluppa su due livelli, uno in trincea e l'altro fuori terra. La fabbrica è percorsa nel senso della lunghezza da un porticato costituito da otto colonne doriche disposte in doppia fila, le cui quattro centrali sorreggono un'ampia cupola con tamburo decorata all'interno da bassorilievi in stucco con motivi floreali e allegorici opera di Michele Varrica, stuccatore di fiducia del principe di Castelnuovo (Inzenga, p. 8). All'esterno una trabeazione dorica fa da coronamento a tutto l'edificio sul quale, in posizione più arretrata, si svolge un muro d'attico dal quale emerge il profilo della cupola.
Lo stesso G. fu con ogni probabilità anche l'ideatore del monumentale accesso alla proprietà del principe di Castelnuovo, sull'attuale via Resuttana a Palermo, delimitato da due pilastri che inquadrano il cancello decorati da composizioni allegoriche in stucco".


 
La cupola sopra il "porticato passante" presenta nel tamburo quattro lunette
 decorate con motivi classici. Nei pennacchi: "Le quattro Stagioni".
Una rete a maglie fittissime protegge quanti stazionano o passano sotto la cupola
dall'eventuale caduta di calcinacci ed al contempo urla l'urgenza di restauri.



 




Altri affreschi della cupola recanti rappresentazioni di vita agricola.



Le sale del Gimnasium ospitano anche avvenimenti culturali presenziati da illustri ospiti. A destra un armadietto d'epoca.


A Carlo Cottone (1756-1829) si deve la realizzazione dell'Istituto di Scienze Agrarie di Via Resuttana.
SX: Nella foto di zio-silen  l'opera scultorea, realizzata nel 1873, da Domenico Costantino (1840-1915) e collocata in Piazza Politeama.
 DX: Busto del patrizio collocato nel giardino dell'Istituto (lato via Resuttana).







Una nicchia sotto il porticato reca il busto di Ruggero Settimo (1778-1863) che continuò la meritoria opera nel campo della sperimentazione agricola avviata dal Principe di Castelnuovo Gaetano Cottone e dal figlio Carlo. Quest'ultimo peraltro fu componente di un Governo di ispirazione liberale e autore della Carta costituzionale varata dal Palamento siciliano nel 1812.




Primavera - Estate




Autunno - Inverno



 
Una scala a cchiocciola in ferro, al centro del pavimento
 del porticato, conduce al vano ipogeo.




Su una parete del porticato campeggia questa corona
marmorea che reca la scritta:

"ALLA MEMORIA
DI CARLO COTTONE
PRINCIPE DI CASTELNUOVO
N. A 30 SETTEMBRE 1756 M.A 24 DICEMBRE1829
FONDATORE DI QUESTO GINNASIO
ELOQUENTE COMPENDIO
E TESTIMONE SOLENNE
DI VIRTU' CITTADINE
CHE LE LONTANE GENERAZIONI
 SAPRANNO ONORARE
_____________ . _____________
 INAUGURATO DA RUGGIERO SETTIMO
XIV NOV. 1847



 
Il prospetto del Gimnasium lato Viale del Fante.





Figure allegoriche: il fuoco (a Sx) richiama il calore del sole;
la cornucopia (a Dx) traboccante di frutti e la mela sono simboli della terra.




Il Gimnasium era attorniato da altri edifici di servizio (alloggi per
 gli studenti, cucine, refettorio ecc,): nella foto "la scuola".



Il lungo viale alberato che conduce in Via Resuttana
visto da porticato.



Edificio del Parco Castelnuovo che oggi ospita una scuderia.




Ingresso di Viale del Fante n.66.



Villa Castelnuono vista da Viale del Fante. Questa zona del Parco accoglie, immerso in uno scenario idilliaco, il Teatro di Verdura che ospita il cartellone estivo del Teatro Massimo.



Il Pronao presenta due suggestivi Telamoni (Satiri)
 con funzione portante dell'architrave.






Foto di zio-silen



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