mercoledì 24 aprile 2013

Martorana (Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio) restaurata.


Giorgio d'Antiochia, Ammiraglio di origine siriana, comandante della flotta dell'illuminato re Ruggero II (il normanno), nel 1143 volle che fosse realizzato un meraviglioso edificio di culto cristiano (destinato al rito greco) che potesse competere, quanto a preziosità, con quello di Cefalù voluto dal precitato sovrano. La chiesa, consacrata alla Santa Vergine, prese, pertanto, il nome di "Santa Maria dell'Ammiraglio".
Tuttavia è nota tra i palermitani, e non solo, come " La Martorana" per via del vicino Convento benedettino - nato nel 1394 su impulso della nobildonna Eloisa Martorana - a cui fu concessa, nel 1438, da Alfonso d'Aragona, per consentire alle religiose di officiare i riti liturgici. Diversi sono gli stili con i quali, in epoche diverse, è stato strutturato e decorato il tempio normanno: l'antica Basilica bizantina, chiusa da quattro archi ogivali che poggiano su altrettante colonne e riccamente decorata - secondo l' usanza di Bisanzio - con mosaici (a detta degli esperti, i più antichi della Sicilia) in cui domina l'oro; gli archi ogivali che reggono la cupola e le sovrastanti nicchie e finestre  di matrice araba; l'Abside e il presbiterio, di forma rettangolare, ricco di marmi e stucchi di chiara impronta barocca; l'antico atrio con nartece (vestibolo), chiuso nel 1588 e coperto con volte a crociera affrescate da insigni pittori settecenteschi quali Gugliemo Borremans e Olivio Sozzi. Nell'atrio si accede dall'antica torre campanaria (coeva, quantomeno con i primi due ordini, della chiesa bizantina). In quest'ultima zona dell'edificio, oltre i pregevoli affreschi si può ammirare il coro delle monache, una porta lignea intarsiata di mano fatimita, l'immagine musiva con Giorgio d'Antiochia e la Vergine e quella che reca l'incoronazione di Ruggero II, il dipinto raffigurante la Madonna del Rosario dello Zoppo di Gangi e due colonnine con scritte arabe.
Nella Martorana, che sovrasta la centralissima piazza Bellini, oggi si svolgono funzioni di rito greco-ortodosso.



  Il prospetto manieristico-barocco chiuso tra la torre normanna e la basilica bizantina.



 



A sinistra del portale principale spicca per diversità di stile la facciata originaria (normanna) con cupoletta fatimita (XII Sec.) e finestre ogivali incorniciate da ghiere concentriche rientranti. 

La fascia di coronamento presenta una epigrafe in greco antico (la chiesa in origine era stata destinata al rito greco) recante il nome di Giorgio d'Antiochia e la dedica alla Santa Vergine.

  Una fascia ornamentale con motivi floreali  e scene di caccia funge da architrave dell'ingresso laterale.

 Portale manieristico-barocco


 
 Affreschi settecenteschi nella volta a crociera del sottocoro.
Autori Guglielmo Borremans (1670-1744)
e Olivio Sozzi (1696-1765).


Religiosi dell'Ordine Benedettiono ai piedi della Santa Vergine.
In alto lo Spirito santo.


Duplice iscrizione in lingua araba su una delle colonne che reggono il coro.










 SX: Affreschi del Borremans e del Sozzi sulla volta del sottocoro. DX: Altari nel sottocoro (lato Sx).


 Annunciazione



SX: Famosa immagine realizzata a mosaico (XII Sec.):  "Giorgio d'Antiochia in adorazione della Madonna".   La pergamena in mano alla Vergine affermerebbe che l'Ammiraglio ha costruito la Chiesa dalle fondamenta.
DX: Nel sottocoro si può ammirare anche questa  immagine  realizzata a mosaico (XII Sec.):"Ruggero II incoronato da Cristo"


 










SX:  "La Madonna del Rosario" (XVII Sec.) di Giuseppe Salerno (1588-1630) detto Lo Zoppo di Gangi
DX: Pregiata tela d'epoca con i Santi Giuda e Simeone collocata sul lato destro del sottocoro.

 
 Dal nartice, ammirando gli affreschi settecenteschi,
 il visitatore arriva estasiato sotto i mosaici della basilica 
bizantina ed innanzi al Presbiterio barocco.









 SX: La grata dorata, di mirabile fattura, che chiude il coro delle benedettine (1588)
DX: Madonna con Bambino



 Il coro Benedettino. Dietro le grate s'intravedono altri affreschi.



 
Volta dell'aula e colonnato














 I Re Magi


 
Affreschi e mosaici si rincorrono tra gli archi ogivali di gusto fatimita.



SX: Circoncisione di Gesù
DX: Snta Rosalia





 
 Fuga in Egitto




SX:  Gesù discute con i dottori del Tempio



 DX: Santa Maria Maddalena De Pazzi
Tramutazione dell'acqua in vino























Santa Caterina e Santa Cita 
 Gesù chiama a sé Simonpietro







SX: Navata destra
DX: Anta  della porta lignea
di mano fatimita (XII Sec.)


Mosaici che dominano l'abside delle navate laterali: Sant'Anna e San Gioacchino.



 Le colonne della basilica bizantina
a sostegno di archi a sesto acuto










Natività  e  Dormienza della Vergine Maria


 La cupola della basilica bizantina.


Annunciazione

 
 Mosaici della cupola: Cristo Pantocratore e Arcangeli.
(inusuale la raffigurazione del Cristo a figura intera,
seduto in trono, benedicente e con i piedi poggiati sul mondo).

 Sotto, genuflessi, gli Arcangeli Gabriele, Michele, Uriele e Raffaele.
Mosaici del tamburo: I Profeti Daniele, David, Elia,
Eliseo, Geremia, Isaia, Mosè, Zaccaria.
Mosaici delle 4 nicchie: Gli Evangelisti Marco,
Luca, Matteo e Giovanni.



















SX: La balaustra a fascia piena è decorata con figure geometriche realizzate accostando le tessere musive ai marmi policromi. Nel  "Diaconico" (spazio sul lato destro dell'abside che nel rito orientale era destinato alla conservazione degli oggetti ed arredi per le funzioni religiose) è collocata l'immagine quattrocentesca, su legno, di San Nicolò assiso in trono.
San Nicolò dei Greci è il Santo titolare della Martorana a far data dagli albori del '900.
DX: Il pavimento con mosaici e tarsie marmoree.



 
L'Abside ed il presbiterio ricostruiti
a fine seicento, in stile barocco, con
abbondante uso di stucchi e marmi mischi



Stucco ornamentale del presbiterio
raffigurante
Santa Rosalia,
Patrona della città di Palermo



Nella cupola del presbiterio: "La Gloria dell'Ordine benedettino" di Antonio Grano



Il tabernacolo barocco realizzato in bronzo
ed arricchito di lapislazzuli.



Pala dell'altare maggiore: "L'Ascensione" di Vincenzo da Pavia (1533)



 
SX: Resurrezione di Lazzaro.  DX:Annunciazione (1978)




L'ingresso di Gesù a Gerusalemme (opera contemporanea).



L'ultima colonna nei pressi dell'uscita presenta 
un'iscrizione araba a ridosso del capitello dorato


 
Torre campanaria: quattro ordini di cui i primi due risalgono al XII Sec. Elementi di rilievo: le bifore bugnate, le tarsie laviche le colonnine angolari, le tarsie policrome.




Piazza Bellini con la Martorana affiancata dalla Cappella di San Cataldo
e le sue tre famose cupolette rosse.

.


La Martorana fa parte Patrimonio dell'Unesco all'interno dell''Itinerario Arabo-Normanno che si snoda tra Palermo, Monreale e Cefalù..





Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

Questo Blog, fermo restando quanto puntualizzato nelle "avvertenze", consente la copia di proprie foto e scritti per finalità esclusivamente personali e "non commerciali" CON OBBLIGO DI CITAZIONE DELLA FONTE: «www.palermodintorni.blogspot.it».
La copia è parimenti negata a chi, a qualunque titolo, intenda farne uso a scopo di lucro.
Si ricorda che la violazione del diritto d'autore (copyright) è perseguibile a norma di legge.



Nessun commento: