sabato 16 marzo 2013

Palazzo Alliata di Pietratagliata ex Termine

Il Palazzo Termine Alliata di Pietratagliata  prende il nome dai proprietari che si sono succeduti nel tempo. Il primo fu Antonio Termine, Principe di Baucina e Pretore di Palermo, che lo fece realizzare, nell'ultimo scorcio del XV Sec., con  caratteristiche da palazzo fortificato. I Marassi, Duchi di Pietratagliata, lo acquisirono nel 1748. L'interno presenta saloni affrescati da Vito D'Anna (1718-1769) precursore del rococò in Sicilia ed una biblioteca con "L'allegoria della Saggezza" di Francesco Sozzi (1732-1795), figlio del grande pittore Olivio e cognato del D'Anna. L'edificio nel tempo e stato sottoposto a ripetuti interventi di restauro e di modifica. I più incisivi sono stati quelli progettati negli anni venti del XX secolo dall'Arch. Francesco Valenti (1869-1953) con la realizzazione della grande finestra angolare. Ai lavori di ristrutturazione parteciparono geniali Architetti come Francesco Paolo Palazzotto (1849-1915) ed il maestro dell'Art Nouveau, Ernesto Basile (1857-1932). Rivisitati  tra l'altro - con scelte architettoniche dai richiami medievali -  la sala d'ingresso,  ove si può ammirare un gradevole camino  e l'ambiente destinato alle armi. Deliziosi i soffitti lignei intagliati e quelli a cassettoni dipinti. Il cortile interno, tra verdi rampicanti, accoglie fontanelle barocche e scaloni marmorei che conducono ai piani superiori. Gli appartamenti dei proprietari, nel XVIII Sec., vennero addobbati, secondo le tendenze dell'epoca, con ricche decorazioni in stucco, affreschi, pavimenti maiolicati e vetri di Murano.




Il prospetto, con monofore e bifore gotiche, ha assunto l'attuale aspetto dopo la dismissione dei balconi barocchi voluta, agli albori del novecento, da Fabrizio Alliata, amante del neogotico flamboyant. Fabrizio era discendente di Luigi Alliata, Principe di Villafranca, che  divenne proprietario del Palazzo in seguito al matrimonio con Maria Cirilla, ultima dei Duchi di Pietratagliata, che lo aveva ereditato nel 1808.




L'ingresso, dal sobrio decoro, si trova in Via Bandiera n.14.
Solitamente è seminascosto dalle  bancarelle del variopinto
mercato che quotidianamente si svolge sotto le finestre gotiche.




La torre dai merli a coda di rondine si trova sul lato sinistro del Palazzo.
Consentiva a chi si portava sull'attico di dominare con lo sguardo l'intera città.




 
 Una delle finestre cinquecentesche impreziosita da artistici decori e sculture murali.




 Particolare decorativo.




Mensola a forma di animale mitologico.




Mensola con angelo che regge lo stemma padronale.
Oggi, il Palazzo, in seguito a matrimoni tra giovani
 esponenti dell'aristocrazia, è tornato ai discendenti 
dei Termine e degli Alliata. 





Foto e didascalie di zio-silen

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