giovedì 7 marzo 2013

I misteri dell'Oratorio di S. Elena e Costantino


Tiepida mattina di Gennaio, a Palermo.
Nel quotidiano peregrinare per  strade, piazze, vicoli e cortili, mi  imbatto in uno striscione su Corso Vittorio Emanuele che pubblicizza una mostra fotografica nella vicina Chiesa di S. Elena e Costantino: ex edificio di culto, oggi di proprietà dell'Assemblea Regionale Siciliana, che occupa un breve tratto del fronte meridionale di Piazza della Vittoria.
Ecco! mi  dico, questa è l'occasione buona per visitare l'Oratorio settecentesco famoso per i meravigliosi affreschi di Gugliemo Borremans e di Filippo Tancredi. Dipinti che narrano episodi della vita dell'Imperatore Costantino e di sua madre Santa Elena.
Preparo la  macchina fotografica, compatta e post-analogica, felice di poter offrire agli internauti che di tanto in tanto approdano al mio Blog qualche immagine di quel gioiello solitamente inaccessibile ai comuni amanti dell'arte. 
Mi accingo a  superare il vasto androne che immette nel cortile della chiesa, quando un solerte impiegato in impeccabile divisa blu mi ferma e mi invita con modi gentili a passare sotto una sorta di forca caudina che definisce "metal detector". 
Come sempre mi succede in queste situazioni, e  senza un perchè, entro in agitazione: il cuore parte al galoppo e gli orecchi si tendono in attesa del verdetto dell'infernale strumento. 
La sirena rompitimpani però tace misericordiosa e mi risparmia l'umiliazione degli  sguardi impietosi ed inquisitori di tutti gli astanti. Per un attimo mi assale il dubbio che la fibbia della mia cintura griffata, garantita acciaio inox, sia solo volgare plastica.
Scaccio quel malevolo pensiero, poco riguardoso dell'elegante boutique cinese che mi ha venduto l'accessorio, e mi incammino verso la scala che conduce all'Oratorio sopra l'androne. 
Sul primo gradino si materializza una graziosa figura femminile: chioma corvina, trucco carico... esibito con disinvoltura, divisa d'ordinanza blu.  
Con fare perentorio, la guida (istituzionale) si pone al mio fianco e mi conduce tra i pannelli della Mostra. 
Timidamente sbircio la volta e le pareti alla ricerca di un panneggio, di un sandalo, di una spada forgiata dalla mano del maestro fiammingo: nulla traspare dal buio pesto che avvolge gli artistici affreschi. 
I potenti fari puntati sulle fotografie escludono ogni divagazione. 
In preda allo scoramento sto per arrendermi, quando decido di giocare la carta del fascino maschile: con voce suadente e sorriso a trentadue denti chiedo il permesso di un paio di ottimistici scatti verso quelle tenebre. "Senza flash, per carità!" mi affretto a puntualizzare. 
La mia radiosa accompagnatrice si fa scura in volto, sembra offesa dall'indecente proposta, anzi di più: scandalizzata. 
"Non si può!" mi dice con tono che non ammette repliche... "ragioni di sicurezza". 
Mi sento colpevole, un nodo stringe la gola... mogio mogio guadagno l'uscita scrutato da irridenti telecamere. 
Sotto il frontone del 1602 mi soffermo a chiedermi quali segreti di Stato saranno disseminati tra gli innocenti colori della "Visione di S. Elena e Costantino" o nella "Battaglia di Ponte Milvio"; per non parlare del  "Sogno di Costantino" che lascia presagire frotte di onirici codici cifrati; "L'ultima cena" poi, chissà quali messaggi nasconde? 
Perso tra i misteri dell'Oratorio vado a sbattere contro un turista in entrata: lo guardo e mi sembra di riconoscerlo... ma sì! è proprio lui: Dan Brown... o forse no.




Foto e Cuntu di zio-silen

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti! Solitamente quando trovo un post lungo raramente mi fermo a leggerlo, ma questo devo dire ha proprio pungolato la mia curiosità, catturando, parola dopo parola, la mia attenzione… bellissimo anche il messaggio che, con intelligente ironia, emerge tra le righe…

zio-silen ha detto...

Ringrazio il gentile lettore
per i complimenti e soprattutto
per aver colto lo spirito del
mio scritto.

Anonimo ha detto...

Appassionante descrizione, ricca di mistero! Esilarante episodio! Complimentissimi per il blog!

(Patrizia Bartolotta)