lunedì 21 gennaio 2013

Piazza Sant'Oliva e il busto di Pitrè



Piazza Sant'Oliva è uno  slargo alberato che degrada dolcemente dalle propaggini di Piazza San Francesco di Paola,  ove lambisce il fronte orientale dell'omonima Chiesa, verso Piazza Castelnuovo ed il Teatro Politeama. Nel seicento il luogo veniva chiamato "Piano delle giostre" per via dei tornei cavallereschi che vi si svolgevano. La sistemazione urbanistica della piazza si ebbe a cavallo dei secoli XIX e XX. A tale epoca risalgono gran parte dei palazzotti che la circondano, tra i quali impudicamente si insinua qualche anonimo edificio recente. Degna di menzione la candida palazzina a due piani, con la veranda superiore dai richiami liberty che, prima dell'espropriazione statale dei beni ecclesiastici, faceva parte del complesso religioso di San Francesco di Paola.  Dal 1929 è sede del Circolo Ufficiali dell'Esercito. Nei pressi del Circolo, un gradevole edificio classico, risalente ad inizio '900 (oggi hotel), con gli ingressi provvisti di eleganti coperture in ferro e vetro. Nel giardino centrale emerge dalle siepi malcurate il busto marmoreo di Giueppe Pitrè, insigne palermitano, distintosi in campo scientifico e letterario, che aveva abitazione nella piazza.


Il lato monte della Piazza confina con il fronte orientale della cinquecentesca Chiesa di San Francesco di Paola.




La copertura semisferica della Cappella di Sant'Oliva. Il Tempietto antecedente alla chiesa, forse risale all'epoca delle dominazioni saracene. All'interno, in corrispondenza della cupoletta, esiste un pozzo nel quale, secondo tradizione, nel V secolo sarebbe stata tumulata la salma di Sant'Oliva, trafugata da cristiani palermitani in quel di Tunisi ove la vergine venne uccisa dopo aver subito il martirio. Da quel pozzo, si narra, sgorgò dell'acqua ritenuta miracolosa dai devoti.



Il Pozzo di Sant'Oliva 


Il quadrone con "Il martirio di Sant'Oliva" di Gaspare Serenario si trova all'interno della Cappella dedicata alla Santa.

Oliva, di nobile famiglia, nacque a Palermo nel 448 e morì decapitata a Tunisi nel 463. Fu compatrona del Capoluogo siciliano unitamente ad Agata, Cristina e Ninfa, i cui simulacri, dal'alto dei Quattro Canti, proteggono i Quartieri alle loro spalle.  I palermitani mantennero alta la loro devozione nei confronti delle quattro Sante, fino a quando Santa Rosalia, nel 1628, miracolosamente fece sparire il flagello della peste, divenendo - per volontà popolare - Patrona unica. Nell'iconografia, Sant'Oliva, solitamente è rappresentata con  ramoscello d'ulivo e libro sacro stretti in mano.

 


La sede del Circolo Ufficiali dell'Esercito già parte dell'edificio conventuale dei Minimi.




SX: Fregio di palazzetto novecentesco recante una lunga teoria di putti. DX: Edificio classico, risalente all' inizio del '900 (oggi hotel) caratterizzato da una elegante pensilina liberty che protegge gli ingressi.


Al centro della Piazza emerge dai cespugli il Busto di Giuseppe Pitrè, realizzato dallo scultore Ettore Ximenes (1855-1926), venne collocato nell'attuale sito nel 1928. Il Pitrè, nato a palermo nel 1841, fu un insigne medico, antropologo e letterato. Presidente della reale Accademia di Scienze e Lettere di Palermo (1903), membro dell'Accademia della Crusca (1909), ideatore (1910) del Museo Etnografico che porta il suo nome e che è ospitato all'interno del Parco della Favorita nei locali attigui alla Palazzina Cinese, Docente Universitario (1910), Senatore del Regno (1914). Tra le tante opere letterarie ricordiamo: "Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane", "Proverbi siciliani", "Storie di Giufà". Morì tra la gente siciliana, che tanto amò, nel 1916.


 
Piazza Sant'Oliva, lato mare, confina con Piazza Castelnuovo che accoglie il famoso Teatro Politeama Garibaldi.







Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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