lunedì 21 gennaio 2013

Oggi leggiamo Salvatore Quasimodo: "Vento a Tindari"

  

    Vento a Tindari
   

    Tindari, mite ti so
    Fra larghi colli pensile sull’acque
    Delle isole dolci del dio,
    oggi m’assali
    e ti chini in cuore.

    Salgo vertici aerei precipizi,
    assorto al vento dei pini,
    e la brigata che lieve m’accompagna
    s’allontana nell’aria,
    onda di suoni e amore,
    e tu mi prendi
    da cui male mi trassi
    e paure d’ombre e di silenzi,
    rifugi di dolcezze un tempo assidue
    e morte d’anima.

    A te ignota è la terra
    Ove ogni giorno affondo
    E segrete sillabe nutro:
    altra luce ti sfoglia sopra i vetri
    nella veste notturna,
    e gioia non mia riposa
    sul tuo grembo.

    Aspro è l’esilio,
    e la ricerca che chiudevo in te
    d’armonia oggi si muta
    in ansia precoce di morire;
    e ogni amore è schermo alla tristezza,
    tacito passo al buio
    dove mi hai posto
    amaro pane a rompere.

    Tindari serena torna;
    soave amico mi desta
    che mi sporga nel cielo da una rupe
    e io fingo timore a chi non sa
    che vento profondo m’ha cercato.





     Poesia giovanile di Salvatore Quasimodo






      Postata da zio-silen




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