domenica 6 gennaio 2013

Chiesa ipogea della Madonna della Provvidenza in San Giuseppe dei Teatini


Ogni anno migliaia di turisti e fedeli salgono le scale che da Piazzetta San Giuseppe, da Corso Vittorio Emanuele e da Via Maqueda conducono alla Chiesa di San Giuseppe dei Teatini per ammirare i meravigliosi affreschi ed i decori barocchi che ricoprono ogni spazio delle pareti e delle volte. Ben pochi, però, sanno che sotto i loro piedi si apre un immenso vano ipogeo che accoglie un altro edificio di culto: la Chiesa intitolata alla Madonna della Provvidenza. Vi si accede dall'ingresso sul Cassaro, imboccando una scaletta che si diparte da un'apertura nella parete sinistra del vestibolo e scende nel sottosuolo. Gli spazi, che si offrono al visitatore sotto le arcate ribassate, sono enormi, quasi comparabili per vastità a quelli del sovrastante Tempio. Le volte a crociera che si rincorrono in un affascinante gioco prospettico sono sostenuti da pilastri portanti che assicurano anche la stabilità del piano superiore. Sorta nel 1630 ca., come cripta per l'inumazione di salme appartenenti sia ad aristocratici della città sia ai membri della Confraternita dei Falegnami che aveva sede nel vicino Convento (oggi  Facoltà universitaria), nel 1646 accolse il miracoloso quadro della Santa Vergine con Bambino, proveniente dalla precitata Casa dei Padri Teatini ed oggetto di immensa devozione. Inizialmente posta in un altare laterale visibile dalle finestre su Via Maqueda, la sacra immagine in seguito fu spostata sopra l'altare maggiore. Innanzi al primo altare della Madonna della Provvidenza una botola copre il pozzo da cui scorga, si dice, per intervento della Santa Madre, l'acqua che, bevuta dai malati, in alcuni casi  sembra abbia avuto effetti prodigiosi.


Sulla sinistra della foto, il portale quadricolonnato da cui si accede alla scala che conduce alla Chiesa seminterrata.




Al presbiterio, chiuso da balaustra marmorea,  si accede varcando un arco ribassato retto da due eleganti colonnine simmetriche a quelle che fiancheggiano l'altare.







 
Sulla volta del presbiterio un affresco con "Incoronazione della Vergine".
L'altare Maggiore in origine presentava un artistico paliotto realizzato con la tecnica del cesello a sbalzo da maestri argentieri palermitani.





 
 Oggi il predetto paliotto  si può ammirare sul fronte dell'altare maggiore della soprastante Chiesa di San Giuseppe.




Particolare con il paliotto in argento che decorava l'altare della Madonna della Provvidenza.




Sull'altare due serafini di scuola gaginiana reggono un quadro con la copia della tela che raffigura la "Madonna della Provvidenza".




 
Il quadro oggetto di grande devozione popolare, risalente al XVI Sec., oggi è collocato sopra un altare della navata laterale destra della Chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Il dipinto fu donato dalla Casa dei  Teatini alla Confraternita della Sciabica (Organismo inusuale per l'epoca in quanto accoglieva i confrati in posizione egalitaria, senza distinzione di censo) che lo custodiva nel proprio Oratorio, di cui rimangono poche tracce all'interno della Casa dei Teatini di Via Maqueda (oggi sede universitaria della Facoltà di Giurisprudenza). Dal 1646 ca., l'enorme afflusso di fedeli indusse i confrati a trasferire la sacra Immagine nella Cripta della Chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Da quel momento le cospicue donazioni consentirono alla Congregazione di allestire e decorare quel luogo sotterraneo, che ben presto divenne una splendida chiesa.
Nel 1733 ca. vennero aggiunte le due corone che coprono il capo di Maria e Gesù.



L'ex Casa dei Teatini di Via Maqueda.








L'ingresso della Casa Teatina, in stile neoclassico, immette in un locale probabile vestibolo della Chiesa di Sant'Elia. Questa chiesa venne  costruita dalla Congregazione dei Falegnami ed abbattuta per far posto alla nascente Magione dei Padri Teatini. Altre ipotesi invece vedono quel vestibolo come resti del primo Oratorio della Confraternita degli Schiavi di Maria SS. della Sciabica, proprietaria del miracoloso quadro della Madonna della Provvidenza.






Una delle gallerie che attraversano longitudinalmente
 la chiesa conduce alla Cappella di San Francesco di Paola.




 Particolare dell'altorilievo che raffigura il Santo affiancato da due angiolini. L'opera in marmo - secondo il contributo (in calce) di un lettore del Blog - sarebbe stata scolpita da Ignazio Marabitti (1719-1799).





 La volta, finemente decorata, dell'ala sinistra del presbiterio.





 L'ala destra del presbiterio.





 
 Galleria con, in fondo, la Cappella di Santa Rosalia.





 
 La Cappella di Santa Rosalia. Una lapide marmorea sulla parete sinistra ricorda che "l'Architetto Francesco Valenti decorò questa Cappella in onore della sua sposa" in data 11/2/1939, previo beneplacito del Cardinale Luigi Lavitrano.




Nella foto di zio-silen: affreschi nell'intradosso
 dell'arco che immette nella Cappella.





 Una teca sotto l'altare conserva il simulacro della Santuzza in estasi.




 Altra Cappella con armadio d'epoca sovrastato dallo stemma mariano.






Cappella in cui è esposto un ricco paliotto ricamato.


La Chiesa della Madonna della Provvidenza, in attesa di urgenti restauri, apre al pubblico solo in occasione di rari, importanti eventi culturali o religiosi.










Foto e didascalie di zio-silen

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

bellissime le vostre ricerche.dimenticare il passato è dimenticare se stessi. complimenti ancora

Anonimo ha detto...

Gli ageli e il Blasone con il Mezzo Busto del "Santo Padre" San Francesco di Paola, sono opera del famoso e affermato scultore Ignazio Marabitti è sono in marmo di Carrara, diversamente da quanto erroneamente indicato.
Ottimo lavoro... W Palermo e S. Rosalia!