martedì 16 ottobre 2012

Villino Florio all'Olivuzza

Opera voluta da Vincenzo, autorevole esponente della Famiglia Florio, venne realizzata nel 1902 su progetto del grande Architetto palermitano Ernesto Basile (1857-1932). Costituisce uno dei massimi esempi dell'Art Nouveau a livello europeo. L'osservatore attento può notare nelle sue armoniose linee stili diversi che richiamano vari Paesi europei forse visitati dal Florio.



Lo splendido villino liberty si trova in Viale Regina Margherita n. 38.




Il lussureggiante giardino un tempo accoglieva, tra l'altro, un ameno laghetto ed una serra con varie specie floreali. Il gusto estetico dei Florio e dei loro estasiati ospiti  veniva gratificato altresì da un piccolo edificio colonnato dalle linee classiche  e da un chiosco dai richiami normanni.

Torretta le cui linee si ispirano a quelle dei castelli transalpini.




















Il Villino, adeguatamente restaurato, oggi, è sede di rappresentanza della Regione Siciliana. Le sue sale, di tanto in tanto, vengono aperte alla città con eventi culturali e mostre.



Particolare della decorazione ad altorilievo.

















 Le falde dei tetti sono spioventi nello stile nord-europeo.



Colonna con elementi in stile romanico.




Bugne dalla ruvida superfice, modestamente aggettanti, tanto in voga in epoca rinascimentale, rivestono la base dell'edificio. Appoggiata al prospetto, in posizione centrale, una fontana a doppia vasca, con l'una che versa nell'altra sottostante.















 Prospetto posteriore con terrazzo coperto da struttura in ferro battuto e balconcino.







L'INTERNO





L'edificio nel novembre del 1962 subì un violento incendio, sembra di origine dolosa, che devastò, soprattutto, gli interni con i preziosi arredi disegnati dal medesimo Arch. Basile. Danni subirono anche i dipinti e gli affreschi parietali di Ettore De Maria Bergler (1850-1938) e Giuseppe Enea (1853-1906). Il caminetto ed  alcune decorazioni lignee del salone del primo piano - carbonizzate ma intatte nelle linee e negli intagli - sono stati sottoposti ad intervento conservativo.
















Camere della servitù.


PIANO TERRA








Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

Questo Blog, fermo restando quanto puntualizzato nelle "avvertenze", consente la copia di proprie foto e scritti per finalità esclusivamente personali e "non commerciali" CON OBBLIGO DI CITAZIONE DELLA FONTE: «www.palermodintorni.blogspot.it».
La copia è parimenti negata a chi, a qualunque titolo, intenda farne uso a scopo di lucro.
Si ricorda che la violazione del diritto d'autore (copyright) è perseguibile a norma di legge.

3 commenti:

Salvatore Rino Marrone giornalista palermitano, Ponte San Pietro (Bergamo) ha detto...

Zio-silen, i contenuti dei tuoi blog "Palermo e dintorni ma anche" sono sempre interessanti e arricchiscono le nostre informazioni su Palermo. E' un lavoro giornalistico di ricerca a e documentazione ben fatto, in cui dovrebbe, a mio parere, trovare più spazio anche la memoria ("per non dimenticare")di ciò che nel passato ci ha colpiti duramente come, ad esempio,le bombe dell'ultimo conflitto mondiale che si sono abbattute sulla nostra Palermo, in particolare nella zona del Papireto, distruggendo monumenti, chiese e monasteri a ridosso della Cattedrale. A proposito di Cattedrale, lì, nei pressi, c'era un ricovero dove rifugiarsi in cerca di incolumità al suono delle sirene che annunciavano prossimi bombardamenti. Su questo ricovero si piovvero (eufemismo)le bombe uccidendo molte persone. Ora, non so se in quel posto c'è una lapide commemorativa delle vittime, o se vi hanno fatto uno spiazzo oppure se vi hanno, addirittura, costruito. Ecco, forse "Palermo e dintorni ma anche" potrebbe -se non lo avesse già fatto - fotografare lo stato attuale di quel luogo certamente sacro, e raccontarne l storia con la punta di penna del conista. Un caro saluto, Salvatore Rino Marrone giornalista palermitano che abita a Ponte San Pietro-Bergamo.

zio-silen ha detto...

Gentile Rino Marrone, la tua proposta, (divieti delle mille Autorità permettendo) sarà tenuta in debita considerazione.

Riguardo al rifugio antiaereo, sono certo che ti riferisci a quello di Piazzetta Sett'Angeli. Il ricovero ipogeo si trovava ai margini delle absidi della Cattedrale e, malprovvisto di una copertura di limitato spessore, non resistette alle bombe anglo-americane. Un luogo creato per proteggere si trasformò in sepolcro per centinaia di vittime.
Al centro della piazza è stata posta una colonna con una lapide che commemora la strage del 1943.

Grazie e un saluto

zio-silen

Salvatore Rino Marrone ha detto...

Zio-silen, ringrazio per la tua sollecita e completa risposta. Nel 1943 avevo 6 anni, eppure ricordo chiaramente i pianti, la disperazione,le urla, la ricerca porta a porta dei sopravvissuti della povera gente dei vicoli del Capo-Papireto a seguito della strage a Piazzetta Sant'Angeli. Grazie a te, e cari saluti.