mercoledì 31 ottobre 2012

Chiesa e Convento di Santa Chiara


La Chiesa di Santa Chiara è ubicata nell'omonima piazzetta del quartiere Albergheria, circondata da vicoli e palazzi dai richiami medievali. Sorse verso la metà del '600, su progetto dell'Architetto Paolo Amato, inglobando l'antica chiesetta trecentesca in cui officiavano i loro riti le monache clarisse dell'attiguo Convento (parzialmente distrutto dai bombardamenti dell'ultima guerra). Accanto alla Chiesa l'insegna sopra il cancello indica la presenza del Centro Santa Chiara dove, dal 1937, i Padri Salesiani accolgono gli extracomunitari privi di mezzi di sostentamento.
L'originario portale barocco, distrutto dai bombardamenti del 1943 unitamente alla facciata ed al coro sopra l'ingresso, venne sostituito con quello di gusto severo della demolita Chiesa della Madonna della Grazia.



 L'interno della Chiesa a navata unica con quattro brevi altari laterali, il presbiterio sormontato dalla grande cupola affrescata da Antonio Grano e l'abside con il catino parimenti dipinto dal Grano.


 L'altare maggiore, progettato da Gaspare Serenario, si presenta al visitatore in tutto il fulgore barocco dei marmi, degli intarsi policromi e delle pietre nobili che lo compongono.

 
 Sull'abside stucchi settecenteschi con angioletti.
Questi reggono un drappo ad ornamento
dell'Agnus Dei che riposa sul Libro Sacro chiuso
dai sette sigilli di cui si parla nell' "Apocalisse".



 "Santa Rosalia" e "Santa Chiara"





Nel meraviglioso presbiterio, ricco di marmi policromi e stucchi, sono esposti due dipinti del fiammingo Guglielmo Borremans (1672-1744). Nelle immagini: "San Francesco indossa il saio" e "Santa Chiara taglia le proprie trecce al cospetto di San Francesco".  


I residui affreschi della grande cupola sono opera di Antonio Grano (1660-1718) e rappresentano "L'Apoteosi della SS. Trinità". Nel catino dell'abside: "Mosè guida il suo popolo" dello stesso autore.



Affresco di autore incerto sulla lunetta dell'arco trionfale del presbiterio con la rappresentazione del sapiente dibattito sul Sacramento dell'Eucarestia.



Sx: Gli affreschi classicheggianti, semplici nei colori  e nei soggetti rappresentati, si estendono sulla  volta a botte in un sussegursi di quadroni e vele. DX:  Al centro della volta Santa Chiara in adorazione dell' Ostensorio.


 Sopra l'ingresso, tre arcate a tutto sesto e quattro colonne doriche in marmo rosso sostengono l'ampio coro illuminato da una finestra ad oblò.




SX:  "Il Crocifisso con Maria, San Giovanni e la Maddalena" (1748) opera del palermitano Gaspare Serenario (1707-1759).DX:  Dipinto moderno con la SS. Regina Pacis.






SX: "Santa Chiara mostra il Sacramento" (1735) di Olivio Sozzi (1690-1765). DX:  Altare ligneo della Cappella di Santa Chiara.





 Tela di autore moderno raffigurante Don Bosco,
fondatore dell'Ordine Salesiano.





  Il teatro del Centro Santa Chiara come si presenta al visitatore in seguito agli scavi archeologici che hanno riportato alla luce un tratto delle antiche mura puniche (V Sec. a.C.) ed altre strutture difensive.







SX: Statua rinvenuta durante gli scavi. DX:La foto mostra diversi reperti archeologici di epoca punica.





 Vestigia di epoca punica sono visibili  alla base del muro di sostegno del cortile di quel che resta del Convento di Santa Chiara (lato Via Rua Formaggi). Il Monastero trecentesco fu costruito in riva al Fiume Kemonia grazie ad altissime mura con le quali venne colmato il disdivello tra il piano della struttura e le sponde del "Rio del maltempo" notevolmente più basse.



SX: Tracce dell'antico Convento delle Clarisse emergono qua e là tra le strutture moderne.
DX: La Fontana del Chiostro piccolo con la statua  di Don Bosco.




 Arcata centrica delle vecchie mura e  portico del Chiostro con la volta a crociera.





 Il chiostro grande del Convento francescano delle Clarisse,
 con le sue arcate centriche sostenute da colonne doriche.



 
Simulacro della SS. Regina Pacis sul terrazzo che funge da copertura del portico.



 L'aula vista dal Coro.



I tetti della città visti dall'alto del campanile di Santa Chiara. Dai tetti emergono il tiburio della Chiesa del SS. Salvatore di Corso Vittorio Emanuele, la loggia della Chiesa della Madonna delle Grazie di Montevergine, il Teatro Massimo ed in fondo la mole del Monte Pellegrino con il Santuario di Santa Rosalia.



Altra immagine di Palermo dall'alto, con la Cupola della barocca Chiesa di San Giuseppe dei Teatini ai Quattro Canti e quella di Santa Caterina a Piazza Bellini.



Prospetto laterale e abside su Rua Formaggi.




Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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