domenica 12 agosto 2012

Palazzina cinese


La Palazzina cinese, nella versione attuale, si deve al gusto esotico di "Re Nasone", Ferdinando III - Re di Sicilia dal 1759 al 1816 e Re delle Due Sicilie dal 1816 al 1824 col nome di Ferdinando I -  e della reale consorte, Maria Carolina d'Asburgo. Venne realizzata durante i soggiorni palermitani (1798-1802 e 1806-1812) del sovrano in fuga dai sommovimenti che portarono alla Repubblica napoletana (1798) prima   ed alle conquiste napoleoniche  (1806)  poi. Il progetto, nel 1799,  fu affidato all'insigne architetto palermitano, originario del quartiere Capo, Giuseppe Venanzio Marvuglia (1729-1814). Deliziosi affreschi, i cui stili mutano in relazione ai diversi ambienti, sono nati dall'estro di pittori quali Giuseppe Velasco, Giuseppe Patania (1780-1852) allievo del Velasco, Vincenzo Riolo, Rosario Silvestri, Raimondo Gioia.


L'ingresso di Via Duca degli Abruzzi 1


L'edificio, di forma cubica, presenta sul prospetto principale un pronao, sorretto da sei colonne marmoree, con tetto terrazzato e tamburo con cornice a pagoda e scritte cinesi.  Identico elemento architettonico movimenta il retroprospetto in posizione simmetrica al primo. Sui lati, nel 1806, l'Architetto Giuseppe Patricolo (1753-1828)  inserì le due originali scale a chiocciola che conducono, tramite passerella, al balcone perimetrale del secondo piano. Il seminterrato, circondato da un portico illuminato da archi ogivali, ospita la sala da ballo affrescata da Raimondo Gioia (pittore attivo a cavallo dei secoli XVIII e XIX), il bagno del re con vasca ed i locali di servizio.
Sulla sommità, un locale di forma ottagonale, detto Sala dei venti,  è raggiungibile con quattro scalette esterne che si dipartono dalle terrazze dell'ultimo piano.


Vasca di pietra allocata ai bordi del viale alberato
 che da Piazza Niscemi porta alla Palazzina cinese. 
Il viale si trova ai margini di quella che fu la reale riserva di caccia (grande passione di Ferdinando). L'area di circa 400 ettari venne acquisita tramite espropriazioni dei terreni ed edifici esistenti tra il Monte Pellegrino e la Piana dei Colli. Tra questi edifici  spiccava per eleganza ed originalità la Casina in stile cinese del Barone Benedetto Lombardo della Scala, costruita ne 1790 in muratura con parti in legno. Per far fronte alle esigenze reali venne ingrandita e rivisitata, mantenendone lo stile orientaleggiante, dall'Arch. Venanzio Marvuglia prima e dal figlio Alessandro successivamente.


 
SALONE DEI RICEVIMENTI (Primo piano)
Salone di ricevimento le cui pareti vennero affrescate, in perfetto stile cinese (di moda in quel periodo), da Vincenzo Riolo (1772-1897), allievo di Antonio Manno e di Olivio Sozzi.
 

Gli affreschi del soffitto furono eseguiti da Rosario Silvestri, pittore attivo tra la fine del '700 e l'inizio dell''800.


Particolare della pittura parietale del Riolo.




APPARTAMENTI DELLA REGINA (Secondo Piano)









Stanza privata di Maria Carolina (forse lo spogliatoio)


SALETTA TURCA
La saletta in stile turco-ottomano all'interno
 degli appartamenti della regina.


Particolare decorativo del soffitto.


Colonne con rifiniture dorate e pitture murali.



SALA POMPEIANA
La regina, distaccandosi dallo stile decorativo dominante, per questo salone dai richiami pompeiani chiamò i pittori Rosario Silvestri, per gli affreschi e Vincenzo Riolo per i dipinti su tela.


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Prezioso tavolino sorretto da figure mitologiche color oro
 e istoriato sul piano d'appoggio


Particolare di uno dei due tavoli


Particolare del secondo tavolo


La volta della sala pompeiana


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STANZA DEL TRISCELE
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Tra le tante curiosità: un triscele dipinto
 nel quarto medaglione a partire dall'angolo.


Sulle pareti della medesima camera il ritratto della sovrana
con un curioso errore grammaticale nello scritto.


La figlia di Ferdinando e Maria Carolina


Pavimento originale in terracotta



 
Terrazzo di copertura del Pronao principale 
 in continuità lineare con il viale. Ai lati si apre il vasto parco.




LE STANZE DEL RE (Primo Piano)
La camera da letto di Ferdinando


Il letto provvisto di ruote


Gli affreschi della camera da letto del Borbone sono opera di valenti artisti tra cui spicca il nome di Giuseppe Velasco detto Velasquez.


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Terrazzino del Pronao che si affaccia verso il retrostante giardino.


Il giardino all'italiana visto da una finestra del retroprospetto


Copertura a pagoda del pronao


il Pronao visto dal basso



SALOTTINO IN STILE CINESE
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Particolari degli affreschi


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Gli affreschi della volta



LA SALA DA PRANZO (Primo piano)
La famosa "tavola matematica" creata dall'Architetto Venanzio Marvuglia che grazie ad un meccanismo a saliscendi consentiva di fare arrivare, dalla cucina sita nel piano inferiore, i piatti ai commensali senza la presenza di servitori.


Particolare decorativo della stanza
 attigua a quella da pranzo.


Altra immagine della sala da pranzo con la "tavola matematica"





La Palazzina del Re "Lazzarone" all'interno del Real Parco della Favorita.



Il giardino all'italiana con una delle vasche popolate da pesci.


Il retroprospetto


IL giardino lungo Viale Duca degli Abruzzi


Fontana dei Draghi


 
Cicas e palme popolano, con altre specie botaniche, il giardino


 
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L'ingresso di Piazza Niscemi ( incrocio tra Via Duca degli Abruzzi, Viale del Fante e Piazza dei Quartieri) con i "Padiglioni dei Cacciatori" (1799) dal tipico tetto a pagoda, opera dell'Archittetto Giuseppe Patricolo (1753- 1828).




Foto e testo di zio-silen



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2 commenti:

Edizioni d'arte Félix Fénéon ha detto...

Bellissimo servizio. Complimenti

Anonimo ha detto...

Bellissima. Mi sapreste dire il significato della scritta cinese presente nel fregio della copertura a pagoda del pronao? Grazie.