venerdì 16 marzo 2012

Chiesa di Sant'Eulalia dei Catalani alla Vucciria

La Chiesa di Sant'Eulalia si trova in pieno mercato della Vucciria, lungo la Via Argenteria dirimpetto la Piazzetta del Garraffo. Quest'ultima molto conosciuta in quanto ospita l'effige del Genio di Palermo.
L'edificio di culto fu voluto nel '400 dal nucleo di commercianti catalani che sin dal XIII secolo scelsero la città come sede dei loro traffici mercantili. Dopo varie rivisitazioni, nella prima metà del '600 si gettarono le basi per l'opera definitiva. I lavori però si protrassero fino al XIX Sec. con inevitabile frammistione di stili che via via si andavano affermando. L'interno, a croce greca, a tratti presenta resti di interessanti affreschi seicenteschi. La chiesa, di proprietà della Spagna, per un lungo periodo è stata sottratta al culto e sbarrata ai fedeli. Da qualche anno, dopo accurato restauro (peraltro non ancora ultimato), viene utilizzata per mostre e attività culturali promosse dall'Istituto Cervantes e riaperta ai visitatori. Il Museo Diocesano custodisce alcuni arredi della chiesa e quadri del XVI e XVII Sec. che ne ornavano pareti e altari, tra cui opere di Vincenzo degli Azani da Pavia (m. 1557) e Gerardo Astorino.




Sulla Via Argenteria si affaccia la cinquecentesca facciata della Chiesa di Sant'Eulalia. Lo stile è tipicamente spagnolo (plateresco), riccamente ornato, tanto da richiamare le incisioni dei lavori di argenteria (plata). Si compone di tre ordini movimentati con colonne, con l'arco centrale che accoglie lo stemma del regno di Spagna e sotto il rombo con le insegne di Barcellona affiancate da quattro colonne (a simboleggiare le Colonne d'Ercole). Nell'ultimo ordine quattro ghirlande con busti di sovrani spagnoli.




Il terzo ordine della facciata reca delle ghirlande
con busti di sovrani aragonesi.




La ghirlanda con fiori e frutti incornicia uno dei re.




Altro elemento decorativo dell'ultimo ordine del prospetto.




La bianca e semplice facciata interna della chiesa domina un cortiletto sotto il quale tuttora sono incanalate le residue acque di quello che fu il Fiume Papireto. Su una parete sventola la bandiera spagnola.




Il presbiterio quadrangolare chiuso
da balaustra marmorea intarsiata.




In asse con l'ingresso è l'altare maggiore in marmi policromi,
sovrastato da un pannello che simboleggia il "Creato" con
una miriade di stelle, il sole e la luna su sfondo celeste.




La volta sulla zona centrale dell'aula.




L'immagine mostra il movimento architettonico
che caratterizza la chiesa catalana. Due cornicioni
dalle linee miste raccordano in altezza i vari spazi.




La cappella di destra (entrando), sottoposta
a recente restauro unitamente all'altare
in marmi policromi.




Lo Spirito Santo in un affresco nella volta della cappella.




Il braccio destro della struttura presenta un'edicola
che al momento accoglie uno schermo per proiezioni.
Alla base, le due antiche campane della torre abbattuta
dopo il terremoto del 1823.




La volta affrescata con effetto "tromp l'oeil" che dà l'illusione ottica
di una cupola. Nei pennacchi si riconoscono i quattro Evangelisti.




Nella foto la parte del tempio in fase di restauro. Le colonne (quattro) sono di Marmo Broccatello tratto da una cava spagnola. La Cappella di sinistra era titolata a Sant'Eulalia, martire ispanica, ed ospitava una tela del 1636, opera del palermitano Gerardo Astorino (Architetto e pittore dell'Ordine Domenicano a Palermo-operante fino al 1665), che raccontava il Martirio della vergine di Barcellona.




Loggia angolare con archi a tutto centro.




Ingresso della chiesa.




Ad angolo con la Chiesa, il "Genio", nume tutelare di Palermo, in una edicola a tre nicchie inserita nella facciata di un edificio di Piazzetta del Garraffo. Il simulacro dell'uomo (incoronato) mostra membra da giovane e volto da vecchio con in grembo un serpente che si nutre dal suo petto. Nel cartello che illustra l'opera si legge: -Genio di Palermo detto "Palermu lu Grandi" di Pietro di Bonitade (1483) -.




Una lapide domina il prospetto di un edificio di Piazzetta Garraffo sulla quale si apre la chiesa di Sant'Eulalia. La lastra di marmo è incorniciata da un raffinato cartiglio (opera dell'Arch. Paolo Amato) ed è sovrastata dalle insegne araldiche del Senato Palermitano e del Vicerè del Tempo. In posizione centrale, stretto dagli artigli di un'aquila, è collocato lo stemma araldico di Carlo II d'Asburgo che regnò dal 1665 al 1700. La scritta commemora la Fontana ralizzata nel 1698 da Gioacchino Vitagliano su progetto del precitato Paolo Amato. La Macchina d'acqua (detta del Garraffo) nel 1865 venne smontata e ricomposta nell'angolo tra Piazza Marina e Corso Vittorio Emanuele.


La Targa commemorativa (1698).




Stemma di Carlo II d'Asburgo, Re di Spagna (1665-1700),
Re di Sicilia col nome di Carlo III e di Napoli col nome di Carlo V.



La splendida Fontana del Garraffo (1698), inizialmente collocata nell'omonima piazzetta della Vucciria dal progettista, l'insigne Arch. Paolo Amato, spostata, nel 1865, in Piazza Marina sul Cassaro.






Testo e foto di zio-silen


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