lunedì 12 marzo 2012

Chiesa di Santa Maria del Giusino

Costruita tra la fine del '700 e l'inizio dell'ottocento, la Chiesa di Santa Maria del Giusino si raggiunge salendo lo stretto "Vicolo del Collegio Giusino" che si diparte dal "Cassaro" (Corso Vittorio Emanuele) quasi dirimpetto alla barocca Chiesa del SS. Salvatore. Decorano l'aula le sei pregevoli statue allegoriche realizzate, nel 1719, dal grande scultore-stuccatore Giacomo Serpotta (1656-1732) per il distrutto Oratorio di Santa Maria del Ponticello. Sui tre altari: "Immacolata Concezione" e "Santa Teresa d'Avila indica la chiesa a San Giuseppe" dell'allievo del Velasquez, Giuseppe Patania (1780-1852) e un pregevole Crocifisso. Nell'abside quadrangolare l'"Ultima Cena" di Giuseppe Bagnasco (attivo nella prima metà dell''800). Interessanti anche le raffigurazioni simboliche del pavimento e il coro.





La facciata della Chiesa è segnata da quattro paraste con capitelli corinzi tra le quali si aprono due finestre laterali ad edicola sormontate da timpani triangolari. Il prospetto si chiude con un frontone a triangolo leggermente aggettante. In posizione centrale è collocata una finestra semicircolare chiusa da grata a raggiera. Lateralmente, in posizione simmmetrica, sono due decori a rilievo ricchi di elementi del simbolismo religioso.
L'immagine di destra mostra il frontespizio visto attraverso una finestra nel retroprospetto del Convitto Nazionale.


La scritta nella fascia sopra l'architrave ricorda la Benefattrice Baronessa Maria Teresa Gerbino in Schiattini che con testamento olografo del 2 giugno 1833 lasciò i suoi beni in eredità al Collegio di Maria del Giusino. Più in alto l'emblema mariano coronato, affiancato da due angiolini in adorazione.


Nella foto: il Vicolo con il Collegio di Maria del Giusino e l'attigua omonima chiesa. Il Collegio fu fondato, nel 1787, grazie alle generose elargizioni della ricca Signora Giuseppa Tetamo Giusino, da cui l'Istituto prese il nome. In esso le Monache Collegine della Sacra Famiglia (tutt'ora presenti) svolgevano l'attività di insegnamento secondo le regole del Cardinale Marcellino Corradini. L'istruzione impartita a ragazze cui di solito era negata mirava alla loro elevazione culturale e sociale.








Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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