domenica 12 febbraio 2012

Mura e Passeggiata delle Cattive alla Marina

Le Mura che corrono lungo la "marina" di Foro Umberto I, al pari di altre che chiudevano un ampio quadrilatero del centro storico cittadino, assolsero a funzioni di difesa cittadina fino a quando non si rivelarono effimera barriera sotto i colpi delle devastanti granate. Dal XVI al XVIII costituirono strutture di seconda protezione dietro i Bastioni del Tuono e Vega (Sec. XVI) eretti a ridosso del mare. Quello del Tuono o del Terremoto era così denominato per il fragore e le vibrazioni provocate dalle potenti batterie di cannoni quando, dall'alto dei suoi spalti, entravano in azione. Posto a copertura del tratto di costa che andava all'incirca dal Cassaro a Porta dei Greci, venne abbattuto nel 1754 in seguito ai danni provocati da precedenti scosse telluriche; l'altro, realizzato per volere del Vicerè di Carlo II di Sicilia, Don Ferdinando De Vega (1550- 1557), da cui il baluardo prese il nome, si ergeva probabilmente verso sud-est a proteggere il varco di Porta dei Greci e le strutture difensive alle sue spalle. Fu demolito nel 1784 per ragioni di riassetto viario.






Coeva del Bastione del Tuono (1553) fu la Porta dei Greci, così chiamata dal nucleo di commercianti ellenici che abitavano l'attiguo Piano della Kalsa. Il varco in stile manierista si apriva nelle spesse mura che univano i due bastioni. La porta dal XVII secolo è inglobata in un palazzo nobiliare passato di mano in mano (con progressive aggiunte e rimaneggiamenti architettonici) per approdare negli anni '30 dell'ottocento al Marchese Enrico Forcella da cui prese il nome e agli albori del '900 al Marchese Francesco De Seta. Per un periodo fu Circolo ricreativo e poi sede del C.G.A.. Oggi dovrebbe essere nella disponibilità di un'Associazione Imprenditoriale.




Porta dei Greci (Sec. XVI) con le caratteristiche
bugne decorative "a trasi e nesci".




Un tratto delle mura civiche su Foro Umberto I.




Le Mura - lato porticciolo della Cala - si chiudono con Porta Felice, la cui realizzazione fu avviata nel 1582 su impulso del Vicerè Marcantonio Colonna. La facciata interna si presenta classica e sobria nelle linee.





Prospetto esterno ricco di elementi decorativi.
La Porta deve la denominazione a Donna Felice Orsini, moglie del precitato Vicerè.
Per il primo ordine, gli architetti si sono ispirati al manierismo romano mentre il secondo è di scuola barocca.






Struttura difensiva ad angolo con Via Mura delle Cattive, risparmiata da rivestimenti con intonaci, consente al visitatore di ammirare l'assemblaggio dei conci di tufo.



Una delle sei "Casine" settecentesche realizzate nello spessore delle mura da gaudenti aristocratici per gioire del mare e delle raffinate frequentazioni.




Le mura all'incrocio con Piazza Kalsa.





Le Mura tra Porta Felice ed il Palchetto della musica.





Scalinata che dalla Salita delle Mura delle Cattive (sbocco a mare della Via Alloro) porta alle terrazze panoramiche.




La "Passeggiata delle Cattive" - lato Via Alloro - presenta svariati elementi decorativi.





Terrazza di sud-est.




La " Passeggiata", arredata con colonne, panchine, vasi e statue,
si allunga verso Piazzetta Santo Spirito e il Cassaro.




La Passeggiata delle Cattive prese vita nel 1823 per volere del Principe di Campofranco Antonio Lucchesi Palli, che nella sua intensa vita polita fu tra l'altro deputato del Regno borbonico e ministro di Ferdinando II. Questi, assunta la carica di Luogotenente Generale in Sicilia, volle regalare questa opera alla città. All'uopo vennero sfruttati gli spazi dei camminamenti lungo le mura civiche che si estendevano da Piazzetta Santo Spirito sul Cassaro fino all'attuale Salita delle Cattive (Via Alloro). Così nacque questo luogo appartato che consentiva ai nobili di godere del panorama e della frescura senza mischiarsi ai borghesi e popolani che in gran numero solevano passeggiare nella sottostante via fronte mare voluta, verso la fine del cinquecento, dal Vicerè Marcantonio Colonna.




Panorama offerto dalle Terrazze.




Alle spalle della "Passeggiata" fanno da splendido sfondo alcuni palazzi di grande impatto estetico appartenuti ad importanti Famiglie aristocratiche del tempo. Nell'immagine, statue ornamentali.



Prato del Foro Italico e Nautoscopio visti dalla "Passeggiata delle Cattive".




La denominazione nacque dall'usanza delle vedove palermitane (perlopiù nobili) - che, secondo costume dell'epoca, nel periodo del lutto conducevano vita da recluse (captivae) - di concedersi momenti di svago su quelle mura al riparo da occhi indiscreti.




Accesso alle terrazze da Piazzetta Santo Spirito, a pochi passi da Porta Felice.
La parte mediana dello scalone è ornata di due Erme scolpite nel 1827 da Girolamo Bagnasco (1759-1832).




Particolare dell'opera del Bagnasco.






Testo e Foto di zio-silen

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