martedì 10 gennaio 2012

Oggi leggiamo Parini: "La vergine cuccia"



La vergine cuccia


... Or le sovviene il giorno,
ahi fero giorno! allor che la sua bella
vergine cuccia de le Grazie alunna,
giovenilmente vezzeggiando, il piede
villan del servo con l'eburneo dente
segnò di lieve nota: ed egli audace
col sacrilego piè lanciolla: e quella
tre volte rotolò; tre volte scosse
gli scompigliati peli, e da le molli
nari soffiò la polvere rodente.
Indi i gemiti alzando: Aita, aita,
parea dicesse; e da le aurate volte
a lei l'impietosita Eco rispose:
e dgli infimi chiostri i mesti servi
asceser tutti; e da le somme stanze
le damigelle pallide, tremanti
precipitâro. Accorse ognuno; il volto
fu spruzzato d'essenze a la tua Dama.
Ella rinvenne alfin: l'ira il dolore
l'agitavano ancor; fulminei sguardi
gettò sul servo, e con languida voce
chiamò tre volte la sua cuccia: e questa
al sen le corse; in suo tenor vendetta
chieder sembrolle: e tu vendetta avesti,
vergine cuccia de le Grazie alunna.
L'empio servo tremò; con gli occhi al suolo
udì la sua condanna. A lui non valse
merito quadrilustre; a lui non valse
zelo d'arcani uffici; in van per lui
fu pregato e promesso; ei nudo andonne,
dell'assisa spogliato ond'era un giorno
venerabile al vulgo. In van novello
signor sperò; ché le pietose dame
inorridiro, e del misfatto atroce
odiàr l'autore. Il misero si giacque
con la squallida prole, e con la nuda
consorte a lato, su la via spargendo
al passeggiere inutile lamento:
e tu vergine cuccia, idol placato
da le vittime umane, isti superba.



(Giuseppe Parini. Versi tratti
dal poema satirico "Il giorno" 1763)




Postata da zio-silen

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