martedì 17 gennaio 2012

Oggi leggiamo Neruda: "Dove sarà Gugliemina?"




Dove sarà Gugliemina?

Quando mia sorella l'invitò
e andai ad aprirle la porta
entrò il sole, entrarono le stelle,
entrarono due trecce di grano
e due occhi interminabili.

Io avevo quattordici anni
ed ero orgogliosamente oscuro
esile, chiuso e aggrottato
funereo e cerimonioso:
io vivevo con i ragni,
inumidito dal bosco,
mi conoscevano i coleotteri
e le api tricolori,
dormivo con le pernici
sommerso sotto la menta.

Allora entrò la Guglielmina
con due lampi azzurri
che mi attraversarono i capelli
e m'inchiodarono come spade
contro i muri dell'inverno.

Questo successe a Temuco.
Là nel Sud, alla frontiera.

Sono passati lenti gli anni.
calpestando come pachidermi,
latrando come volpi pazze
sono passati impuri gli anni
crescenti, logori, mortuari,
ed io andai di nube in nube,
di terra in terra di occhio in occhio,
mentre la pioggia alla frontiera
cadeva, con lo stesso vestito.

Il mio cuore ha camminato
con intrasferibili scarpe,
e ho digerito le spine:
non ebbi tregua dove fui:
dove picchiai mi picchiarono,
dove mi uccisero caddi
e resuscitai con freschezza,
e poi e poi e poi e poi,
è così lungo raccontare le cose.

Non ho più nulla da aggiungere.

Venni a vivere in questo mondo.

Dove sarà la Guglielmina?


(Pablo Neruda)




Postata da Leo Sinzi

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