giovedì 22 dicembre 2011

Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami

 
Statua lignea di San Giuseppe, forse opera di Baldassare Pampillonia (1646-1741). Collocata nella nicchia sopra l'altare maggiore.


L'aula dell'Oratorio con l'addobbo decorativo barocco che si estende, senza soluzione di continuità, in ogni spazio disponibile.


L'ascia, simbolo della Congregazione dei Falegnami.

















L'edicola sull'altare maggiore, chiusa ai lati da colonne
binate, reca sul timpano triangolare due angiolini con
oggetti simbolo del mestiere di lavoratore del legno.
La squadra ed il compasso farebbero pensare anche
alla possibile adesione a qualche loggia massonica
dello scultore-stuccatore.







SX: Sulla volta a botte, incorniciati da stucchi serpottiani, gli affreschi settecenteschi, tra cui questa Dormizione di Maria.
DX: L'affresco centrale reca la Sacra Famiglia. In alto: Dio Padre..
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Dipinto realizzato con tecnica a fresco:
"San Giuseppe e Maria hanno una visione".



Sulla parete di fondo: l'Immacolata Concezione.
Gli affreschi degli ovali e dei riquadri minori si riferiscono
a personaggi dell'Antico Testamento nonchè ad episodi
concernenti la vita di Gesù, Giuseppe e Maria.




Gli stucchi che rivestono le pareti e la volta, in un rincorrersi di angeli, putti, figure umane, elementi vegetali, conchiglie, ghirlande, festoni, cornici, volute ed altro, si devono alla felice mano di Giuseppe Serpotta (1653-1719) fratello del grande Giacomo che vi lavorò agli albori del XVIII Secolo, forse affiancato da altri componenti della grande famiglia dei Serpotta.




SX: L'Architetto palermitano Giuseppe Venazio
Marvuglia (1729-1814) fu l'ispirato progettista
dell'altare maggiore.
DX: Paliotto dell'altare maggiore con rilievo
raffigurante il "Sacrificio di Isacco".



I Quadroni affiancati da angeli serpottiani recano allegorie rappresentate da figure muliebri. Nella foto: " Tutela o Protezione"









"Gloria Divina"





"Fortezza"











"Generosità"









Nel cartiglio si legge:
ECCE ADSUM (Eccomi Pronto).



"Abbondanza". Nel cartiglio: "Omnia Abunde".








Opposto al presbiterio il coro ligneo (Sec. XVII) dai minuti intagli.



Il seggio ligneo a tre stalli (Sec.XVIII) in cui sedevano il Superiore e i Congiunti della Confraternita.



Uno dei due sedili lignei dei confratelli.




LA PORTA ISTORIATA


I pannelli intagliati raccontano scene della vita di Gesù, Giuseppe e Maria. La realizzazione dell'opera viene collocata attorno alla prima metà de XVII Sec. Nei pannelli più piccoli sono riconoscibili oggetti simbolo dei Falegnami.








Scena della vita del Santo titolare.



L'oratorio visto dalla porta istoriata.



L'ANTIORATORIO


SX:"Vara" lignea dai preziosi intagli, realizzata nel 1759 in stile barocco.
DX: Al centro del fercolo settecentesco questa splendida statua lignea di San Giuseppe con il Bambino.



SX: Crocifisso ligneo (Sec. XVIII) su tavola dipinta.





DX: Mater Dolorosa









 
 La Vergine Incoronata in un similacro ligneo
che rivela tutti i segni del tempo.



Bassorilievo con San Giuseppe e Gesù nel bianco
medaglione circondato da volute e festoni.



L'Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami si trova all'interno dello storico edificio che oggi è sede dell'Università di Palermo - Facoltà di Giurisprudenza.
Il Vicolo Giuseppe D'Alessi separa la Chiesa di San Giuseppe da quella che fu l'ex Casa dei Padri Teatini (Sec. XVII). In essa i religiosi di San Gaetano dimorarono per quasi due secoli per trasferirsi nei primi anni del 1800 presso il Convento della Catena sul Cassaro (oggi prestigiosa sede dell'Archivio storico di Stato). Il trasferimento avvenne per disposizione di Ferdinando I di Borbone, Re di Sicilia, che in quel luogo volle l'Università.


L'ingresso in stile neoclassico immette in un locale probabile vestibolo della Chiesa di Sant'Elia, costruita dalla Congregazione dei Falegnami ed abbattuta per far posto alla nascente Casa dei Padri Teatini. Nella volta sono ancora visibili tracce di affreschi. I Falegnami, la cui Confraternita - titolata a Gesù, Giuseppe e Maria - risale al XVI Sec., furono compensati per la perdita della loro chiesa con l'Oratorio all'interno della magione teatina. Altre ipotesi invece vedono quel vestibolo come resti del primo Oratorio della Confraternita degli Schiavi di Maria SS. della Sciabica, proprietaria del miracoloso quadro della Madonna della Provvidenza.


L'ex convento seicentesco presenta un grande chiostro dall'imponente colonnato dorico con archi a tutto sesto. Entrando, sotto il porticato del lato destro , protetto da un'inferriata, si trova l'accesso all'Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami. Il tempio barocco sorse nei primi anni del XVIII Secolo al posto di quello preesistente che si estendeva parzialmente nello spazio oggi occupato dal predetto porticato settentrionale.





SX: Il porticato meridionale con la volta a crociera.
DX: La facciata neoclassica dell'ex Casa dei Padri Teatini.


Su Vicolo D'alessi si erge il portale dell'ingresso esterno dell'Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami che occupa l'angolo settentrionale dell'ex Casa dei Teatini. Di gradevole impatto visivo, nonostante il cattivo stato di conservazione, il tondo sul timpano spezzato con le figure di San Giuseppe e Gesù Bambino. Sotto l'ascia incoronata, simbolo della Congregazione dei Falegnami.






Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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