mercoledì 14 dicembre 2011

Chiesa di San Giovanni alla Guilla


Ubicata laddove la Strada dei Beati Paoli si restringe in un vicolo, la Chiesa di San Giovanni alla Guilla, quasi nascosta, esibisce i segni del tempo nelle linee usurate della sua facciata. Risale infatti al 1165, epoca di munifici sovrani normanni. L'opera, commissionata dal Gran Cancelliere Matteo D'Aiello, rientrava in un complesso di edifici realizzati per dare ospitalità e cure ai pellegrini che percorrevano la via "francigena" che dalla Francia (da qui il nome) arrivava in Terra Santa. Tale caritatevole funzione fu svolta, nel Sec. XIII, dalla Commenda dei Cavalieri di Malta.
Il termine "Guilla" o "Guidda" di derivazione araba stava ad indicare un fiume o una sorgente. Ricorre infatti nei toponimi riconducibili alla contrada cittadina bagnata dal fiume Papireto.



La chiesa, che si affaccia su Via dei Beati Paoli,
stretta tra edifici civili, è poco visibile.



Cappella esterna con l'Ecce Homo.



La navata si presenta unica e squadrata. In asse con l'ingresso
si apre l'abside di pari forma. A ridosso delle pareti due brevi
cappelle con altari.




L'edificio di culto, dal 1960, è sede della Congregazione di Maria SS. Addolorata (il cui simulacro si trova nella nicchia sopra l'altare maggiore) e del Cristo Morto del Venerdi Santo (teca sotto l'altare).

Le due statue (Sec. XIX), ogni venerdi santo, vengono collocate sulle vare e portate in spalla dai membri della Congregazione. Alla processione partecipa una folla di fedeli che arriva da ogni parte della città e non solo.


Cappella di destra:
teca con Santa Rosalia dormiente.






^ SX: "Sacrificio di Noè" (Sec. XVIII). DX: "Giona tra le onde" (Sec.XVIII).



^ SX: "Ascesa di Cristo al Calvario" (Sec. XVIII). DX: "Deposizione" (Sec. XVIII).


^ Acquasantiera cinquecentesca in marmo bianco
con l'effige del titolare della chiesa: San Giovanni Battista.


Nalla foto si vede il seggio ligneo a tre stalli in cui dovrebbero sedere il Superiore e i Congiunti della Congregazione (sulle spalliere le tre regole "Silenzio, Umiltà, Obbedienza). Dietro, seminascosto nell'immagine, è il Sarcofago sepolcrale (Sec.XVI) di un Abate Commendatore dell'antico Ordine.



Particolare della volta ellittica raccordata
alle pareti da un cornicione perimetrale.




Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

una chiesa bellissima , ogni ci vado per il venerdì santo

Anonimo ha detto...

chiesa stupenda!!! anche come processione l'unica a Palermo che mi emoziona <

Anonimo ha detto...

Ti aspettiamo anche quest'anno