mercoledì 16 novembre 2011

Chiesa di San Giovanni Decollato


La Chiesa di San Giovanni Decollato si trova nell'omonima Piazzetta, dirimpetto il trecentesco Palazzo Sclafani. Sotto l'abside un tempo scorreva il Torrente Kemonia, detto "Fiume del maltempo". Il piccolo edificio di culto fu voluto, nell'ultimo scorcio del XVI secolo,  da una Congregazione ("Consororità") di Nobildonne (Dame) - con precedente sede all'Origlione - che lo dedicarono all'Annunziata dello Scutino. La chiesetta assunse il nome di San Giovanni Decollato nel 1718, allorchè la Confraternita di San Giovanni La Galca subentrata, anni prima, alle Dame dell'Annunziata, divenne Compagnia. I confrati - costretti a lasciare la precedente "casa" nel Piano della Galca (dall'arabo al-halqah - "cinta o recinto" che un tempo chiudeva la Paleapolis), abbattuta unitamente ai templi di Santa Barbara la  Soprana e Santa Maria della Pinta per far posto al costruendo bastione protettivo del Palazzo reale -  vi si trasferirono  per dare nuova sistemazione sepolcrale ai loro morti, ivi recando gli arredi di proprietà (provenienti da altra chiesa dismessa), tra cui un'artistica statua del Battista. Il Tempio, gravemente danneggiato dai bombardamenti dell'ultima guerra,   dopo lunghi anni di abbandono (la Compagnia, nel 1947, si era portata presso la Chiesa di San Cristoforo) è stato messo in sicurezza e recentemente sottoposto a restauro. Ricostruito il tetto prima inesistente: le poderose capriate lignee sono ben visibili all'interno. Nell'aula rimangono tracce di quelle che furono mirabili decorazioni  in stucco del XVIII Sec.. In particolare attorno all'arco che  accoglie l'altare parietale di destra, che offre altresì residui affreschi (testoline alate di angiolini ai lati della colomba-Spirito Santo), e nell'abside. Il Cappellone, pentagonale, è anticipato da un arco trionfale che conserva due paraste decorate con motivi vegetali e sovrastate da capitelli corinzieggianti con foglie d'acanto e volute ben conservate. L'altare maggiore presenta, ai lati della nicchia con conchiglia, due colonnine di pietra scura che reggono un semplice architrave sovrastato da una finestrella ad arco ellittico. Sull'altare, il simulacro della Madonna con Bambino.  La facciata, dal gradevole cornicione mistilineo, reca sulla corona d'attico due loggette campanarie, di cui una (Dx) ricostruita interamente, un oculo centrale che dà luce all'interno ed una nicchia che un tempo ospitò il simulacro di San Giovanni Battista.


















 





Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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