sabato 5 novembre 2011

Chiesa di "S. Andrea degli Amalfitani detta anche degli Aromatari" alla Vucciria

Facciata in stile tardo rinascimentale.


Alcuni giorni addietro, transitando per Piazza San Domenico, noto un gruppo di persone che armate di reflex e compatte digitali si inoltravano in uno dei vicoletti attigui al Mercato della Vucciria. Incuriosito, decido di accodarmi e fatti pochi passi mi ritrovo in una piazzetta dai tratti vagamente medievali con l'angolo orientale magnificamente ornato dai prospetti di due antiche chiese: S. Andrea degli Amalfitani (detta anche degli Aromatari) e San Nicolò Lo Gurgo. Uno dei duemila parcheggiatori abusivi che gravitano nella zona, fa sfoggio di cultura e mi informa di un terzo edificio di culto sul lato nord dello slargo, la Chiesa del Ss. Sepolcro, di cui rimangono solo tracce.
Approfittando dell'apertura al pubblico in occasione dell'ultimazione dei lunghi lavori di restauro, comincio col visitare quel gioiellino architettonico che risponde al nome di "S. Andrea degli Amalfitani". Questi ultimi costituivano una comunità di ricchi commercianti stabilitisi a Palermo in epoca normanna e come altri Gruppi provenienti dal "Continente" (Napoletani, Genovesi ecc.) si adoperarono, attorno alla metà del XIII Sec., per accattivarsi la benevolenza divina e quella del loro Patrono, S. Andrea, con la costruzione di un edificio in cui officiare i riti religiosi.
Verso la metà del XVI Sec. la chiesa fu acquisita dalla Confraternita degli Aromatari (commercianti di spezie e farmaci) che vi apportarono miglioramenti interni ed esterni adeguandosi ai canoni estetici dell'epoca. Nel tempo, varie vicissitudini ne determinarono la sottrazione al culto e la destinazione ad improprie utilizzazioni commerciali. Ultimati i lavori finanziati dall'U. E. e dallo Stato tramite la Protezione Civile, l'ex tempio diverrà, a cura della competente Soprintendenza, un luogo di aggregazione dove saranno ospitate mostre, concerti ed altre iniziative culturali.


Portale in pietra (Sec. XVI). Il timpano curvilineo e
spezzato, fino agli anni ottanta, avrebbe accolto il
simulacro del Santo titolare.




Abside.




Stucchi decorativi dell'abside con "Spirito Santo e Angiolini".




Nell'aula otto colonne di marmo grigio sostengono archi a tutto sesto.




Finta cupola (Sec. XVIII) dipinta su tavole di legno
con la tecnica trompe l'oeil.










Controfacciata.




Soffitto a crociera e altare della navata destra.



















Edicola decorata con marmi e stucchi.




L'arco a sesto acuto di epoca normanna.




Colonnina decorativa (XIII Sec.).




Tracce di affreschi sul fronte
dell'arco duecentesco.




LAPIDI SEPOLCRALI DEGLI AROMATARI
















Prospetto trecentesco con tre finestre
monofore cieche ad arco acuto, sul vicolo Ambra.




Edicola votiva sul fronte meridionale.




La chiesa vista dalla piazzetta che si apre sul retro.




Foto di zio-silen

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2 commenti:

pensierostupendo ha detto...

Salve, visito spesso il Suo blog, che ritengo davvero interessante e ricco di dettagli e di storia.
Un unica cortesia, se posso permettermi, potrebbe inserire un piccolo motore di ricerca all'interno? Sarebbe molto utile per accedere velocemente agli argomenti da Lei gentilmente postati e da noi poveri intranauti che li ricerchiamo.
Grazie

Giuseppe ha detto...

Grazie per l'opera di diffusione e di valorizzazione di questo tesoro. Il soffitto ligneo che costituisce la falsa cupola è
stato dipinto da Giuseppe Quatrosi aromatario e pittore del 1600. a