sabato 29 ottobre 2011

Chiesa di Santa Maria della Mercede al Capo


La Chiesa di Santa Maria della Mercede (ubicata in Via Cappuccinelle, quasi all'incrocio con Via Porta Carini) sorse nel 1482, per volere dei Padri dell'Ordine dei Mercedari, su un ampio terrazzo al quale si accede tramite uno scalone. I gradini si dipartono da un vicoletto che si inerpica tra le "putìe" del Mercato del Capo. Il portale in pietra presenta il timpano spezzato con un'edicola votiva che ospita la statua della Madonna. L'interno è strutturato in una sola navata che si chiude con un luminoso presbiterio. Conserva il magnifico simulacro ligneo della "Bedda Matri ra Miccè" (forma dialettale dallo spagnolo "Mercè"), realizzata nel 1813 dal palermitano Girolamo Bagnasco (1759-1832). La pala d'altare è seicentesca.
L'edificio di culto nell'ultimo scorcio de XVII secolo accolse la Confraternita intitolata alla Madonna della Mercede, tuttora oprante.



Nella foto di zio-silen, il simulacro della Madonna della Mercede
 collocato nell'edicola votiva del prospetto. La vulgata vuole che
 la statua sia stata rinvenuta in acque marine da naviganti del Capo
 e riposta nella facciata della chiesa da dove "talìa" e protegge il Mercato.






L'interno a navata unica con cappelle murali
 divise da lesene di colore rossastro. L'edicola
che ospita la pala (Sec. XVII) dell'altare maggiore
è sormontata da un oculo che illumina il presbiterio.




La spendida statua della Madonna della Mercede
 realizzata nel 1813 dal palermitano Girolamo Bagnasco.
 La Vara con la "Bedda Matri ra Miccè" viene portata
 in processione l'ultima domenica di settembre, nel corso
 di una suggestiva cerimonia cui partecipano
 con sincero fervore migliaia di fedeli.




 
A destra dell'ingresso simulacro ligneo
dell'Ecce Homo (Sec. XIX). 


Fondatore dell'Ordine religioso dei Mercedari fu lo spagnolo di natali francesi Pietro Nolasco al quale, si narra, nell'estate del 1218 apparve, in un "abito candidissimo" la Santa Vergine che gli ispirò l'Istituzione con la precipua finalità di riscattare i cristiani prigionieri dei musulmani. All'apparizione avrebbero assistito Giacomo I d'Aragona, che poi concesse il primo asilo ai frati in quel di Barcellona, ed il domenicano Raimondo di Penafort (Santo dal 1601) che contribuì all'edificazione dell'Ordine militare e cavalleresco (in origine). Nel 1690, dopo un lungo processo di trasformazione, divenne Ordine religioso mendicante.
Grande fu lo spirito di sacrificio dei Confrati, esteso al punto di consegnarsi ai pirati musulmani, che all'epoca razziavano le nostre coste, al posto degli schiavi cristiani disposti ad abiurare pur di riacquistare la libertà.
Simbolo dei Mercedari è uno scudo con la Croce della Cattedrale di Barcellona e le insegne di Giacomo I d'Aragona.
I frati indossano una saio bianco, per ricordare la purezza della Vergine, provvisto di cappuccio e di cintura di cuoio. Sul petto, sul quale, in onore della Santa Madre, scende lo scapolare bianco, spicca lo stemma dell'Ordine.



Stemma dell'Ordine dei Mercedari
all'interno del timpano della chiesa.







Testo e foto di zio-silen

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