sabato 1 ottobre 2011

Baluardo San Vito


Una delle poche strutture cinquecentesche con finalità difensive tutt'oggi visibile (a tratti) percorrendo vie e vicoli che si diramano tra il Tribunale ed il Teatro Massimo (Piazza Verdi) è quella ricordata come Baluardo San Vito (in origine denominato "Gonzaga" in onore del Vicerè del tempo). I Bastioni ed i Baluardi furono creati dagli ingegneri militari del XVI Sec. per resistere con la loro mole, unita a contrafforti e terrapieni, alle granate degli assedianti. Nel XVIII Sec., cessate le ragioni per cui furono costruiti, vennero parzialmente demoliti per far posto a strade e fabbricati civili. Alcuni furono venduti a ricchi esponenti di casate nobiliari per realizzarvi originali dimore sopraelevate e giardini pensili, altri ceduti al clero. Il Baluardo di cui trattiamo, nel 1781, entrò nella disponibilità del Monastero di San Vito (da cui il Bastione da allora prese il nome) che vi realizzò un giardino ed alcune strutture coperte.


SX: Nell'immagine, un tratto delle antiche mura inglobate nell'edificio che attualmente ospita l'AMAP, in via Volturno. DX: Altro tratto del Baluardo è visibile in Piazza Giuseppe Verdi, alle spalle di alcuni edifici.




Nella foto, la parte finale del Baluardo contigua alla Caserma dei Carabinieri di Piazza Verdi, già Monastero San Vito (Sec. XVII), ed oggi sede del Comando Provinciale dell'Arma.
Il Bastione  con il giardino pensile, è ben visibile dal Teatro Massimo.




Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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